Londra 2012, tuffi: Google sul trampolino nel terzo doodle dei Giochi

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Google dedica il doodle di oggi 29 luglio 2012 ai tuffi, disciplina che debutta in questa seconda giornata di gare ufficiali ai Giochi olimpici di Londra. E' il terzo consecutivo. Attese Tania Cangnotto e Francesca Dallapé nel trampolino 3m sincro

doodle-google-29-luglio-Londra-2012.JPG Google si è lanciato. Letteralmente! Il doodle di oggi è dedicato infatti ai tuffi, disciplina che farà il suo debutto ufficiale e assegnerà anche le prime medaglie. Fari accesi sul trampolino 3m sincronizzato femminile dove le nostre Tania Cagnotto e Francesca Dallapè sperano di far sudare freddo le inarrivabili cinesi e sbaragliare le altre avversarie per acciuffare un posto sul podio.

Le azzurre non si fanno illusioni: “le cinesi sono di un altro pianeta” e occupati i gradini più alti resta il bronzo da contendersi con le agguerritissime avversarie del resto del mondo. Per farcela bisognerà essere semplicemente perfette. E non è nemmeno una garanzia. Tanto di cappello all’onestà. Ed è anche per questo che faremo il tifo per loro. Ma la disciplina è ostica e in una frazione di secondo ci si gioca tutto. Basta un’imperfezione, una sbavatura e sei fuori. Ma questo vale anche per le cinesi. Seguile su Olimpiadi, il blog a cinque cerchi che ti tiene informato su totto ciò che accade sui campi di gara del Giochi di Londra 2012.

LE ORIGINI DELLA DISCIPLINA. I tuffi rappresentando il momento dell’ingresso in acqua, quindi, per ovvie ragioni, accompagnarono da sempre il nuoto. Gli affreschi rinvenuti nelle tombe di Tarquinia e Paestum sono le prime testimonianze di uomini nell’atto di tuffarsi, e risalgono a cinque secoli prima di Cristo. Alla fine del XVIII secolo in Germania il nuoto conobbe un notevole impulso con la creazione delle prime stazioni balneari pubbliche, divenendo ben presto obbligatorio a scuola e parte dell’addestramento militare. I tuffi vennero in quell’epoca affinati per lo slancio che imprimevano alla partenza delle prove di nuoto, e il tedesco Guts Muths scrisse un fondamentale trattato sul nuoto e sui tuffi.

Una tappa decisiva nell’evoluzione di questo sport fu rappresentata dall’avvento della scuola americana, che operò una sintesi di elementi di provenienza tedesca e svedese, dando vita a una tecnica che permise di perfezionare l’impostazione e l’esecuzione del tuffo. Le gare di tuffi entrarono a far parte del programma olimpico a partire dall’edizione di Saint Louis del 1904. Il predominio americano in questa disciplina nel corso di tutto il XX secolo è testimoniato da numeri schiaccianti: nel trampolino maschile l’oro olimpico andò a tuffatori statunitensi ininterrottamente dal 1920 al 1968 e in ogni edizione vinse un atleta diverso; analogo fu il record femminile durato dal1920 al 1956. Negli anni ‘70 la scena fu dominata dall’americano Phil Boggs, salito sul gradino più alto del podio alle Olimpiadi di Montreal (1976) e vincitore di tre Campionati Mondiali di Tuffi nel trampolino di 3 metri (1973, 1975 e 1978). Uno dei tuffatori più titolati di tutti i tempi è stato Greg Louganis , anch’egli statunitense, vincitore dell’oro nel trampolino e nella piattaforma sia a Los Angeles 1984 che a Seul 1988. Negli ultimi anni è cresciuta notevolmente la scuole cinese, che dalla metà degli anni ‘80 ha mietuto numerosi successi, soprattutto in campo femminile, con atlete come Gao Min e Fu Minxia.

I TUFFI IN ITALIA. Di tuffi in Italia si comincia a parlare nel 1895, cinque anni prima della fondazione della FIRN (Federazione Italiana Rari Nantes) che sarà poi nel 1930 FIN (Federazione Italiana Nuoto) quando si viene a sapere che nella grande vasca (100 metri per 25) dello stabilimento Bagno di Diana a Milano la pratica sportiva più diffusa è quella dei “salti in acqua” dai trampolini dell’altezza di mt 1,20 e 3,50 e dalle terrazze di 6 metri.

Nel 1896, nella prima competizione di cui si abbia traccia, si distingue per precisione ed eleganza, Ferdinando Bezzi che, tra nove partecipanti vince la medaglia d’oro. Nel 1900, la società Nettuno di Milano organizza al Bagno di Diana il campionato assoluto, con partecipazione esclusivamente milanese: Bezzi così diviene il primo campione italiano di tuffi precedendo nei 6 metri Giovanni Colombo e Luigi Levati (capostipite di una titolata famiglia di tuffatori).

Non si sono ancora codificati i vari tipi di tuffi: nel 1902 si parla di “salti girati” e “capofitti non girati” che, poi l’anno seguente, vengono integrati da capovolte avanti e indietro, capovolta e mezza, due capovolte e mezza, verticali e capovolta, anerbach con e senza giro. Nell’agosto 1905 a Parigi in gare internazionali che passano sotto la definizione di “campionati del mondo” vince il tuffatore azzurro Carlo Bonfanti, secondo Viglietti e dietro, tre francesi.

Alle Olimpiadi di Atene del 1906, all’esordio degli italiani nella specialità ai Giochi, Bonfanti (tre volte olimpionico) e Capra si cimentano nel programma di nove tuffi: tre da 4 metri, tre da 8 e tre da 12. Nel 1919 i tuffi approdano a Roma per merito della Romana Nuoto con una curiosa particolarità: i due trampolini usati tra le ore 13 e le 14 per gli allenamenti da Gaetano Lanzi e Ranieri Pasqui, nelle altre ore servivano da passerelle per l’accesso al Circolo! Le donne (quattro in tutto) fanno finalmente il loro esordio nella specialità agli assoluti del 1926 in coincidenza con una prima dettagliata specifica delle prove per i campionati italiani ed europei. Trampolino 3 metri: sei tuffi obbligatori, quattro a scelta, quattro da sorteggiarsi. Gli obbligatori sono: ordinario avanti con rincorsa; salto mortale avanti senza rincorsa; colpo di piede alla luna, con rincorsa; ritornato; ordinario avanti, con mezza girata, con rincorsa. Tuffi alti: quattro tuffi obbligatori, quattro a scelta. Gli obbligatori sono: ritornato da 5 metri; salto mortale indietro da 5 metri; salto mortale e mezzo avanti, da 10 metri; colpo di piede alla luna con salto mortale, con rincorsa, da 10 metri.

Ai Giochi Olimpici del 1936, a Berlino, le discipline dell’acqua sono rappresentate unicamente dai tre tuffatori di specialità: piattaforma con Carlo Dibiasi (decimo), Ferrero Mariannetti (diciassettesimo) e Franco Ferraris (ventiduesimo). I tricolori a Torino nel 1946 con la vittoria di Luciano Cozzi e Barberis segnano il ritorno all’attività dopo la seconda guerra mondiale. Nel 1947 riprendono anche le competizioni internazionali con gli “Europei” a Montecarlo dove i nostri Ferraris,Cozzi e Petronio gareggiano dalla piattaforma e dal trampolino.

Carlo Dibiasi nel 1953 a 44 anni torna con famiglia a Bolzano e riprende la cittadinanza italiana dopo essere stato tedesco e poi austriaco. Con l’arrivo nel 1958 da Karlsruhe del tecnico Horst Goerlitz si cominciano a mettere le basi per la grande stagione di successi dei tuffatori italiani che prende il via alle Olimpiadi di Tokyo del 1964 dove il non ancora diciassettenne Klaus Dibiasi conquista la medaglia d’argento dalla piattaforma e il coetaneo Franco Cagnotto, detto Giorgio, disputa la finale del trampolino. Da qui parte l’epopea della coppia d’oro dello sport italiano che tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei mette assieme 24 medaglie di diverso metallo con Klaus Dibiasi che infila uno straordinario grande slam di medaglie d’oro dalla piattaforma: 1966 Europei Utrecht; 1968 Olimpiadi Mexico; 1972 Olimpiadi Monaco; 1973 Mondiali Belgrado; 1974 Europei Vienna; 1975 Mondiali Calì; 1976 Olimpiadi Montreal. Scesi dai trampolini e con la nuova veste di tecnici federali, Dibiasi e Cagnotto hanno in un certo senso continuato non certo l’età dell’oro, del tutto irripetibile, ma quella dell’ascesa e della consacrazione di un settore che in Tania Cagnotto, nei fratelli Marconi, in Dell’Uomo, Benedetti, Sacchin vede i principali protagonisti.

Sempre in attesa della prima medaglia olimpica del post “età dell’oro” dei tuffi italiani c’è da segnalare l’exploit di Tania Cagnotto, tre volte prima (dai 3 metri assieme alla Dallapè) agli europei di Torino 2009 così come seconda e terza (sempre con la Dallapè) ai mondiali di Roma 2009, prestigioso sigillo su un bottino di gruppo di primordine con 6 medaglie iridate (1 argento e 5 bronzi) e 27 medaglie continentali (8 ori, 4 argenti e 15 bronzi).

Fonte: FIN e FIN Veneto

LINK LONDRA 2012:

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