Euro 2012: abuso antidolorifici per un calciatore su due. Fifa lancia l' allarme

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Allarme choc dalla Fifa alla vigilia degli Europei 2012: un calciatore su due abusa di antidolorifici. A rischio salute e carriera.

pato_infortunio_milan_getty.jpg L’allarme arriva a pochi giorni dall’inizio del Campionato europeo di calcio in Ucraina e Polonia, ma i dati Fifa parlano chiaro: l’abuso di antidolorifici sta mettendo in pericolo le carriere e la salute a lungo termine dei calciatori di tutto il mondo. Lo ha detto il direttore medico della Fifa, Jiri Dvorak, in un’intervista shock alla Bbc rivelando un scoperta sconcertante fatta all’ultimo mondiale nel 2010. Secondo l’esperto quasi il 40% dei giocatori presente in Sudafrica ha assunto medicinali contro il dolore prima di ogni partita. E proprio in vista di Euro 2012, Dvorak ha invitato il mondo del calcio a rendersi conto del problema e ad affrontarlo.

LO STUDIO. E non potrebbe essere altrimenti, come confermano i numeri preoccupanti di un’indagine condotta durante i Mondiali in Sudafrica, pubblicata poi sul British Journal of Sports Medicine, in cui si chiedeva ai medici dei vari team di fornire un elenco dei farmaci che i giocatori assumevano prima di ogni partita. Già ricerche precedenti avevano accertato che molti giocatori utilizzano un gran numero di antinfiammatori non steroidei (Fans), ma i risultati provenienti da Sudafrica 2010 mostrano livelli d’uso ancora più elevati rispetto al passato con il 39% dei giocatori che hanno assunto un analgesico prima di ogni partita.

Per fortuna non siamo a questi livelli ovunque. Le differenze tra i Paesi sono, infatti, evidenti con alcune squadre che ‘elargiscono’ ben tre farmaci a giocatore per ogni partita e altre che ne danno molti meno. I meno virtuosi sono, curiosamente, i team provenienti da Nord e Sud America. A loro, dove tutto sommato non si parla di pressione e numero di partite eccessivo, ad avere il piu’ alto consumo di medicinali per partita e per giocatore.

Indipendentemente da queste differenze, l’entità del fenomeno in generale resta comunque sufficiente a lanciare un allarme importante, anche a costo di voler gettare ulteriore benzina sul fuoco di un Europeo che sembra nato già sotto una cattiva stella. “Penso che sia il caso di usare la parola ‘abuso’ - dice Dvorak - perché la dimensione del fenomeno è davvero troppo grande. E purtroppo, la tendenza è quella di aumentare ulteriormente l’assunzione di farmaci. E’ qualcosa che dobbiamo prendere molto sul serio e chiederci cosa c’è dietro“.

I RISCHI. Ma a cosa vanno incontro questi calciatori con il placet di medici e tecnici? “Gli antidolorifici possono rivelarsi particolarmente pericolosi nello sport professionistico” avverte Duvorak. In attività ad alta intensità come il calcio, i reni di un giocatore lavorano duramente e sono resi ancora più vulnerabili ai danni provocati da farmaci forti come gli analgesici di un individuo con non svolge attività fisica a questi livelli.
Il rischio è ben noto a tutti, ma il direttore medico della Fifa ritiene che a essere più forte è la pressione sui medici delle squadre per far sì che i giocatori infortunati tornino in campo rapidamente. Cosa che per altro espone al rischio ulteriore di aggravare anziché risolvere il problema che ha portato all’uso del farmaco. Gli antidolorifici, infatti, riducono il sintomo dolore ma non risolvono la causa che l’ha determinato, soprattutto se ci si continua a lavorare su. Ne viene la necessità di continuare ad assumere antidolorifici per periodi di tempo più lunghi e ulteriori rischi per reni e salute generale. Alla fine è anche la carriera stessa a essere messa in discussione.

COME SI INIZIA. Ma come si finisce in questo circolo infernale? E qui viene l’altro cruccio dell’esperto Fifa. Dvorak è preoccupato per i giocatori più giovani. Quella di abusare di questi farmaci pare infatti sia un’abitudine che i calciatori più giovani ‘ereditano’ dai più anziani. “Il calcio deve svegliarsi - dice - perché i ragazzi stanno imitando gli sportivi più grandi. Abbiamo un abuso di Fans già nelle squadre under 17 in qualcosa come il 16-19% dei giocatori. Questo per me è ancora più allarmante“.

A questo punto mi verrebbe da fare alcune considerazioni su calciatori come Pato (nella foto) che qui in Italia sembrano soffrire di infortuni a raffica che i medici non sanno più come pigliare e poi tornano in Nazionale tempo un paio di settimane sono in campo…

Fonte: Adnkronos Salute

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