Il cervello è una scultura interattiva al MICROmacro di Berlino. Foto

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Alla mostra d'arte contemporanea MICROmacro Inside/Outside di Berlino arriva "Big Conscience", scultura interattiva che riproduce rete neuronale in grado di rispondere agli stimoli vocali. Dettagli e foto dell'opera italiana.

Big-Coscience_scultura-interattiva1.jpg Arte e neuroscienze al MICROmacro Inside/Outside in corso a Berlino nell’ambito del Gallery Week End. La mostra d’arte contemporanea finanziata dalla Camera di Commercio di Macerata, e inaugurata il 26 aprile 2012, presso l’Istituto Italiano della Cultura di Berlino, vede l’esposizione delle opere degli artisti visivi selezionati dall’Adam Accademia: Nicola Alessandrini, Emilio Antinori, Sandro Bisonni, Simona Breccia, Hernan Chavar, Irene Dipré, Francesca Gentili, Michele Mobili, Sara Perugini, Simona Scarpacci sul tema del micro e del macro.

Ma ad attrarre l’attenzione di Arte e salute è soprattutto BIG CONSCIENCE, la scultura interattiva presentata durante l’inaugurazione. Ecco perché.

BIG CONSCIENCE è frutto di un lungo percorso sia artistico che tecnologico, sull’interdisciplinarietà tra arte e neuroscienza, realizzata sul progetto dell’artista Claud Hesse e dell’architetto Carlo De Mattia in equipe con il designer Simone Alessandrini di Adif Design, dall’ing. Emanuele Frontoni di Jef Knowledge e dall’ing. Mirko Pupilli per i componenti tecnologici.

L’opera in questione propone la riproduzione di una rete neuronale con software che le permettono di reagire agli impulsi vocali ed interagire con il fruitore. Per spiegare di cosa si tratta gli Autori partono da lontano, dall’inizio senza inizio, sintetizzato nell’incipit del Vangelo di Giovanni per arrivare alla fisica quantistica.
In principio fu il verbo…”. L’eternità, l’inizio assoluto, appunto. La fisica quantistica indica nel suono la conditio sine qua non della vita stessa. Big Conscience - dicono - ribalta idealmente la nostra rete neuronale portandola al suo esterno; raffigura così una coscienza individuale nel suo divenire condivisa e conoscibile fuori da sé. L’esperienza avviene grazie a un salto di scala formale e all’interazione tra fruitore e opera innescata dal suono: l’installazione, composta da elementi in silicone, reagisce alla vibrazione della parola per porre in comunicazione la nostra intima sfera personale con la sua rappresentazione estroflessa. L’interno e l’esterno, l’oggetto e il soggetto della nostra consapevolezza si rincorrono in un gioco di relazioni riflesse e Big Conscience ci restituisce l’azione sonora sotto un’altra forma.” Ancora arte e musica insieme avvalorati nel loro volersi cercare a vicenda dalla scienza.

Big-Conscience_scultura-interattiva.JPGCERVELLI TRA ARTE E SCIENZA. “In questo lavoro sono stato parte attiva di un cantiere “ricco” in cui si incrociano saperi molto diversi, solo apparentemente distanti tra loro.“, scrive De Mattia nel suo blog SeNSoRe. “L’obiettivo era realizzare un’installazione interattiva per “MICRO macro Inside/Outside”, l’esposizione curata dall’Adam presso l’Istituto Italiano della Cultura Italiana a Berlino che si svolge nella cornice del Gallery Week End in cui, come succede ormai da anni, visitatori da tutto il mondo convergeranno sulla capitale tedesca. E lo “strano oggetto alieno” che vedete nella foto qui sotto non ne è che “una piccola parte immortalata in un momento di confronto tra i tecnici durante la realizzazione“. Ma il sistema cinetico pilotato elettronicamente grazie al quale l’oggetto “reagisce alla voce umana con una sorta di “brivido tremulo”, così che l’agire attivamente nella sfera peripersonale conferisca a questo oggetto effettive capacità comunicative” è stato messo a punto come prototipo sperimentale per l’opera Il vaso E-motivo, presentato anche alla Triennale di Milano in concomitanza con il Salone del Mobile 2012 in uno spazio dedicato ad Alessandro Ciffo.

Per l’artista Claud Hesse l’interscambio tra saperi diversi sembra invece una necessità vitale scritta nei geni da sempre. Nata il 4 settembre del 1981 a Jesi, in provincia di Ancona da un padre medico-chirurgo e una madre con la profonda passione per la filosofia che le infondono fin dalla tenera età la predilezione per la cultura sia scientifica che classica, si rivolgerà ben presto all’arte, senza allontanarsi troppo dalla doppia lettura del mondo imparata nell’infanzia.

La frequentazione del liceo classico, le visite alle mostre più importanti ed i numerosi viaggi (Stati Uniti d’America, Cina, Russia, Gran Bretagna, Germania, Francia, Olanda, Grecia, Austria, Svizzera, ecc…) concorreranno poi in maniera fondamentale alla formazione dell’artista. Così come la frequentazione dell’Università di Biotecnologie a cui si iscrive dopo la maturità classica, dove approfondisce in particolare gli studi di genetica e di fisica che l’affascinano in modo profondo plasmandone ulteriormente la forma mentis e continuando a influenzarla persino dopo che lascerà questa strada formativa per seguire la sua grande passione per l’Arte! Lo dimostra anche la tesi di specializzazione in Grafica d’arte dal titolo “UNO arte - musica - fisica quantistica (con la collaborazione dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare di Frascati e del compositore-musicista Giovanni Allevi) che le vale un 110 e lode con bacio accademico nel 2010.

Ancora adesso che Hesse vie e lavora tra l’Italia e Berlino la predilezione per la cultura scientifica, in particolare per la fisica quantistica e per il Dna, rimane latente nel suo essere artista, tanto da trovarne continuamente riferimenti all’interno delle sue opere, fusi sempre però con raffinati concetti filosofici e profonde riflessioni interiori.

Nelle opere dell’artista regna il microscopico, il sub-atomico come manifestazione di un microcosmo che risiede in noi e in ogni cosa fin dai tempi ancestrali. È nella profondità dello spazio inesplorato di noi stessi che si trova ciò che accomuna ognuno di noi all’altro e ad ogni cosa e dove risiede l’energia della vita (in accordo con le nuove realtà della fisica quantistica).
Claud Hesse spalanca, apre, squarcia un mondo latente che vuole rivelare un’Atlantide sommersa.
Un nuovo mondo insomma, tutto da scoprire e da capire forse, un ribaltamento dell’universo infinito dentro noi stessi… ove risiede ciò che in fisica quantistica chiamano la “Particella di Dio”… il vuoto che nell’atomo genera energia… quell’energia da cui scaturisce la vita. Un vuoto dove lo spazio e il tempo si annullano in virtù di qualcosa di più grandioso… l’essenza delle cose.

La mostra MICROmacro Inside/Outside curata e coordinata da Claudia Santelli, resterà aperta fino al 3 maggio.

www.micromacroinsideoutside.eu

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