Musica e arte in ospedale migliorano efficacia cure: lo studio della Cochrane Library

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In ospedale fattori come musica, presenza di quadri e altre opere d'arte hanno un'influenza sulla guarigione e devono essere presi in considerazione al pari di odori, qualità dell'aria e arredamento. Lo dice un'indagine della Cochrane Library

giardinoperenne.jpg La qualità dell’ambiente ospedaliero è un parametro importante nel processo di cura che può essere migliorata anche con l’arte e la musica. L’affermazione è contenuta in un articolo pubblicato dalla Cochrane Library. Ecco che cosa ha scoperto lo studio a cui si riferisce.

LO STUDIO. La ricerca ha preso in considerazione 102 studi e 38 meta-analisi precedenti e ha concluso che l’ambiente ospedaliero - che comprende anche fattori come musica, presenza di quadri o altri manufatti artistici, odori, qualità dell’aria e arredamento - ha un’influenza sulla guarigione e deve essere preso in considerazione: «Abbiamo analizzato molte informazioni, ma bisogna dire che 85 di questi studi riguardavano solo la musica» spiega uno degli autori, Amy Drahota dell’università di Portsmouth, «mentre sugli altri aspetti non ci sono molte ricerche di alta qualità».

«Certo è difficile quantificare il beneficio in maniera scientifica, ma parlando con operatori e pazienti è facilmente percepibile» spiega Corrado Marcetti, presidente della Fondazione Michelucci di Fiesole che poco tempo fa ha organizzato un simposio internazionale sull’argomento. «Oggi nei paesi del nord Europa e negli Usa ci sono esperienze ormai decennali su questo tema, ma anche da noi si comincia a parlare di qualità dell’ambiente ospedaliero, per esempio negli ospedali pediatrici». che però rileva come sull’argomento le ricerche sul campo siano ancora poche e non permettano una quantificazione dei benefici. Sempre in tema di ospedali, si apriranno venerdì le operazioni a sportello per la richiesta di prestiti all’interno del Fondo rotativo per Kyoto, sui progetti per il risparmio energetico e l’utilizzo di fonti rinnovabili, destinati tra l’altro anche alle Asl e ai poli universitari.

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