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Categoria: « Carnevale della fisica | Casi clinici | Chi è l'artista? »
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Quadri, disegni, ma anche vasi, sculture e piccole opere artigianali: nei reparti di psichiatria e negli studi privati dei medici e degli infermieri che curano il disagio mentale non è poi così insolito trovare segni di espressione artistica e creativa.

Si tratta quasi sempre di regali di pazienti che i destinatari custodiscono gelosamente come se fossero le opere ben più quotate di artisti illustri, ma non è detto che tra questi non ci sia davvero qualche esempio di indubbio talento e originalità degna di un professionista d'alto rango.

È vero che proprio in questi luoghi di cura l'arte ha trovato una sua dimensione terapeutica ben precisa, ma non si può pensare a questi lavori come a "compiti" assegnati e svolti più o meno dignitosamente. Per quanto infatti non si possa dare troppo per scontata una certa correlazione tra creatività e follia, non si può nemmeno negarne l'esistenza tout court.   

E così, proprio per dare visibilità a questi artisti che vivono ai margini della società a causa del loro disturbo psichico, la casa farmaceutica Janssen-Cilag ha ideato la mostra "Alchimie dell'Arte, dell'irriducibilità dello spirito saturnino", dal 16 al 31 gennaio al Palazzo della Ragione di Verona, affidando a Daniela Rosi dell'Osservatorio di Outsider Art dell'Accademia di Belle Arti di Verona, il compito di curare l'esposizione inclusa a pieno titolo tra gli eventi che faranno da corollario a Infinita ...mente 2010, il Festival di cui ci ha parlato ampiamente anche Gianluigi Filippelli sul blog Science Backstage.
Oltre 400 opere di 43 artisti che hanno vissuto l'esperienza della malattia in uno dei centri di salute mentale del Triveneto selezionate tra le tante altre che medici, infermieri, e  assistenti hanno raccolto e segnalato, come fanno i veri talent-scout, ai responsabili della Janssen.

Le opere di questa mostra appartengono dunque alla cosiddetta Outsider Art, nel senso che sono realizzate al di fuori e ai margini dei luoghi deputati alla produzione e fruizione della cultura "ufficiale" da persone senza formazione accademica, visionari, irregolari nel linguaggio creativo come nella vita. In questo caso sono tutti pazienti psichiatrici ma come fanno notare subito i promotori presentando l'iniziativa il concetto di Outsider Art potrebbe essere anche più ampio.

Alchimie-dell%27arte3_outsider-art.JPGPer risalire alle sue origini bisogna tornare indietro nel tempo, fino alla prima metà del ‘900, quando il mondo dell'Arte stava vivendo un clima di grande rinnovamento. Le avanguardie artistiche mal sopportavano il mondo accademico, svuotato di ogni slancio, di ogni spirito di innovazione ed erano stanche di parlare la stessa lingua della vecchia cultura.
E' in questo clima che l'attenzione dei surrealisti, dei dadaisti, degli innovatori si rivolge a forme nuove (antiche) per trovare un linguaggio adatto al momento ed ecco, allora, che la loro attenzione entusiastica cade sulle produzioni dei malati mentali, ma anche sui disegni dei bambini e sulle opere dei primitivi.
Una tensione questa che sarà mantenuta per buona parte del Ventesimo secolo, registrando dei momenti apicali: l'uscita del testo di Hans Prinzhorn (L'arte dei folli) nel 1922 dove si sostiene che la pulsione creativa è uguale nell'artista sano e nell'artista malato e la nascita della compagnia dell'Art Brut ad opera di Jean Dubuffet nel 1947 dove si esalta la produzione non culturale, viva, spumeggiante, non edulcorata.
Solo più tardi Roger Cardinal (siamo negli anni Settanta) conia il termine Outsider Art. Con questo termine, destinato ad una grande fortuna, vengono designate tutte le opere prodotte da originali, visionari, autodidatti senza alcuna formazione borghese, malati mentali, senzatetto, marginali di ogni genere e realtà etniche primitive.

Alchimie dell'arte è perciò un'incursione in questi luoghi della creatività non ufficiali e lontani anni luce dalle aule delle accademie e dagli atelier di maestri affermati. Ma è anche un viaggio nella mente umana e negli infiniti modi in cui la sua creatività può manifestarsi anche in presenza di una malattia.
A volerla così è stata proprio la sua curatrice.

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Ott 0914

Un libro al giorno per levare il dolore di torno

Pubblicato da Emanuela Zerbinatti alle 11:16 in Casi clinici, Letteratura e poesia, Pro-blog


Nina%20Sankovitch.jpg "Leggere, scrivere, leggere per 365 giorni". Un libro nuovo per ogni nuova giornata, da aprire al mattino e chiudere alla sera. Letto, ovviamente, come dimostrano anche le originali recensioni che, puntuali, pubblica sul suo blog Read all day.

Una sfida che Nina Sankovitch, 46 anni, da Westport, Connecticut ha lanciato a se stessa quasi un anno fa con L'eleganza del riccio, il bestseller di Muriel Barbery.
Era il 28 ottobre, il giorno del suo 46esimo compleanno e non si è più fermata. Un titolo dopo l'altro fino ad arrivare ai 350 di oggi senza mai stare sotto la media di un libro in 24 ore.

La signora legge di tutto e dappertutto. "In giardino, sul trattore, sulla panchina, in spiaggia, sulla neve. Legge di giorno e di notte, al tavolino e a letto" racconta Repubblica.

Se lo può permettere, si penserà, ma è lei la prima ad ammettere che la lettura, a questi ritmi, è un lusso che si può concedere grazie anche alla serenità economica acquisita col suo lavoro di avvocato (era specializzata in cause ambientali, ndB).

Perché lo fa? "Perché no?" risponde lei di primo acchito. "Amo leggere, non c'è altra cosa al mondo che vorrei fare di più, e con il blog voglio dividere la mia gioia". Poi però ammette che c'è di più

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Giu 09 9

Il mondo nelle dita di Esref Armagan

Pubblicato da Emanuela Zerbinatti alle 10:25 in Casi clinici, Pittura e arti visive


esref_armagan.jpg Dipinge paesaggi e ritratti dai colori vivaci, ma senza usare pennelli, perché Esref Armagan è cieco dalla nascita e per rappresentare la realtà che lo circonda ha messo a punto una tecnica personalissima basata sulla sensibilità di mani e dita.

Esref le usa per trovare i riferimenti spaziali sulla tela, mettere e stendere i colori e, naturalmente, "vedere" gli oggetti e i volti che dipinge.

Mani e dita come unico strumento per percepire e raffigurare la realtà come se avesse la vista. Il pittore turco, oggi 42enne sposato e padre di due figli non è di certo l'unico artista ad essere cieco totale dalla nascita, capace di ricreare attraverso l'arte una realtà che non vede nel senso in cui intendiamo noi. Tuttavia oltre al risultato del suo lavoro, quello che colpisce è il fatto che tutto quel che fa, lo ha appreso da solo, provando e riprovando fino a quando non è riuscito a superare tutti i limiti che gli impedivano di dipingere.

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Apr 0825

Arte emicranica

Pubblicato da Emanuela Zerbinatti alle 10:49 in Casi clinici, La malattia nell'arte, Pazienti illustri, Video


Migraine art.jpgAlzi la mano chi non ha mai avuto mal di testa in vita sua! Quasi nessuno vero?! La cefalea è uno dei disturbi più comuni che possono affliggere l'uomo. Nella maggior parte dei casi si tratta di episodi isolati, magari dovuti a una giornata particolarmente stressante o a un pasto abbondante e incongruo che, per quanto fastidiosi, non creano grosse limitazioni e soprattutto si risolvono spontaneamente. In alcune persone, invece, la frequenza o l'intensità dei singoli episodi di mal di testa fa assumere a questo disturbo i connotati di una vera e propria malattia che limita più o meno fortemente le attività quotidiane. È il caso per esempio dell'emicrania.
In questa patologia, gli attacchi dolorosi possono durare da poche ore fino a vari giorni ma possono essere molto disabilitanti. Si calcola che tra il 10 e il 15 per cento della popolazione generale abbia avuto almeno un episodio di emicrania nel corso della vita. Ebbene anche questi pazienti, come tutte le persone che soffrono di dolori cronici o ricorrenti, possono far fatica a spiegare agli altri che cosa provano, perciò anche loro potrebbero trovare nell'arte una via di comunicazione preferenziale. Di fatto è capitato e per molti artisti famosi che si sa o si pensa abbiano sofferto di emicrania si è anche notata una certa influenza della malattia sulla produzione artistica. Molti studiosi ritengono per esempio che sia possibile mettere in relazione lo sviluppo dello stile metafisico di Giorgio De Chirico con le sue esperienze emicraniche.

Vi propongo quindi un video di "arte emicranica" (Migraine art) al termine del quale potrete leggere le caratteristiche principali della malattia in modo che anche  chi non ne ha mai sofferto possa apprezzare appieno il senso delle opere che in ordine sparso sono di Louise Wooddard (l'immagine dell'occhio tra le mani intitolata Violent passages che è tra le mie preferite), Delia Malrchert, Walter Morgenthale, Molly Barr, Munroz, Roland Koch, Sara Witty, Clayton Campbell, Oliver Ross, Charles Alexandre e altri. L'autrice del video invece è ancora hosognatodivivere, che come sempre è riuscita a cogliere il senso anche più nascosto delle cose trasformando in opera un insieme di opere. Si tratta comunque di una prima selezione perché di artisti famosi e pazienti divenuti artisti loro malgrado ce ne sono parecchi, quindi prossimamente vi proporrò anche altri video.

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Mar 0817

Il successo dell'imperfezione

Pubblicato da Emanuela Zerbinatti alle 08:40 in Casi clinici, Video


Immagina
Immagina un mondo in cui non ci sia più cattiveria
Dove anche i nostri difetti siano una nostra perfezione
Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo

David-Archuleta.jpgA dirlo, anzi, a cantarlo insieme a me ora c'è anche David Archuleta, la nuova star di American Idol che con i suoi 17 anni e una voce particolare, frutto in realtà di un difetto fisico, ha convinto pubblico e critica del talent show musicale più seguito d'America. Non se ne avrebbe perciò a male John Lennon della mia parafrasi di Imagine che la riporta al mondo di oggi, dove conta solo chi risulta perfetto, anche se questo ci obbliga a una continua corsa verso l'impossibile e a una continua condanna di quelli che a questa corsa rinunciano per principi loro, per non adeguarsi al sistema, per mancanza di mezzi. Perché non è detto che tutti abbiano interesse a combattere le loro imperfezioni a suon di pillole magiche e trattamenti estetici più o meno cruenti. David rifiutò, quando i medici, quattro anni fa, gli consigliarono di operarsi. Allora fu più per la paura di un intervento che sulla carta appariva delicato, ma pensandoci ora si può dire che sia stata la sua fortuna. Ascoltatelo un po' in questo video in cui canta proprio Imagine di John Lennon.



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