Olimpiadi Londra 2012 Usain Bolt: oro e record olimpico, ma la matematica potrebbe ancora aiutarlo

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Lo sprinter deludente negli ultimi test pre olimpici si conferma super campione nei 100m a Londra 2012: oro e record. Matematico: "Ma Bolt può fare 9'40'' con solo buona partenza e condizioni ottimali, ma l'uomo più veloce del mondo non è lui".

usain-bolt-home-londra2012-recordolimpico-100m.jpg UPDATE 9 agosto 2012. Usain Bolt vince anche sui 200 metri col tempo di 19″32 davanti al connazionale Yohan Blake (19″44) e al ventiduenne Warren Weir (19″84). Non è il record del mondo che molti attendevano non è arrivato, ma entra comunque nella leggenda come il primo uomo a conquistare il titolo olimpico dei 100 e dei 200 metri in due edizioni consecutive dei Giochi Olimpici (qui il video della finale).

UPDATE 5 agosto 2012 Grandissima finale di Usain Bolt (foto) questa sera all’Olympic Stadium dove il giamaicano ribadisce di voler essere lui l’uomo delle Olimpiadi di Londra 2012: oro e record olimpico nei 100m piani col tempo di 9”63 (GUARDA IL VIDEO). Ma non supera se stesso, quindi la matematica potrebbe ancora aiutarlo. Nel resto del post come e perché. Continua a leggere!

Il countdown delle Olimpiadi di Londra ormai è agli sgoccioli. E a meno di 15 giorni dalla cerimonia di apertura l’attenzione si stringe attorno ai favoriti di ciascuno sport. Come stanno? Che possibilità hanno di fare un grande risultato? E di salire sul podio? In Inghilterra, dove si scommette su tutto, si stanno già sbizzarrendo. Curiosamente, però, Usain Bolt, l’atleta giamaicano che ha fatto impazzire il mondo con le sue prodezze in pista a Pechino nel 2008, sta lasciando un po’ “freddini” i bookmakers.

BOLT IN CRISI? Se fino a qualche mese fa il problema sembrava più la netta supremazia che Bolt aveva dimostrato sugli avversari con una vittoria data quasi per scontata, seppur il nuovo record del mondo sembrava poco probabile per raggiunti limiti umani (Bolt ha abbattuto il muro dei 10 secondi considerato invalicabile per l’uomo). Ora a frenare gli entusiasmi ci sono le prestazioni deludenti degli ultimi test pre olimpici. Negli ultimi due mesi, l’atleta giamaicano ha dimostrato di essere non solo abbordabile, ma addirittura battibile. E mentre qualcuno parla già di allarme nel timore che il mal di schiena lamentato dall’atleta negli ultimi tempi possa frenarlo o peggio fargli perdere l’evento che il mondo attende da quattro anni, c’è anche chi è ancora convinto che Bolt potrebbe battere se stesso con l’aiuto della matematica e un po’ di benevolenza del tempo.  

ANCORA PIÙ GIÙ. Secondo il matematico dell’università inglese di Cambridge, John Barrow, Usain Bolt potrebbe tagliare quasi due decimi di secondo dal suo primato di 9.58s sui 100 metri senza dover correre più velocemente, ma solo con qualche accorgimento e le condizioni giuste. Lo afferma nel libro pubblicato da poco Mathletics: A Scientist Explains 100 Amazing Things About the World of Sports in cui analizza e ‘risolve’ in maniera scientifica i problemi di diversi sport, tra cui, appunto, anche l’atletica e i suoi supposti limiti umani (su Amazon è visibile proprio il capitolo che riguarda Bolt).

Acciacchi permettendo, gli ingredienti fondamentali individuati da Barrow nella sua simulazione sono una buona partenza, che allo sprinter giamaicano riesce raramente, un vento ai limiti dei due metri al secondo consentiti dal regolamento e un’atmosfera rarefatta: “Basterebbe tagliare il tempo di reazione diciamo a 0,13 secondi, che è buono ma non eccezionale - spiega il professore - insieme agli altri fattori si potrebbe tagliare il record non di qualche centesimo, ma di 0.18 secondi, per portarlo a 9.40s“. Risultati che oggi sembrano ancora più improbabili di quanto non fossero subito dopo la conquista dell’ultimo record ai Campionati del Mondo di Berlino nel 2009. In effetti la progressione di Bolt lasciava intuire ben poco margine per ulteriori miglioramenti. Per prima cosa ha ridotto il tempo di Asafa Powell da 9.74s a 9.72s a New York nel maggio del 2008 e poi a 9.69s alle olimpiadi di Pechino qualche mese dopo. Poi il salto incredibile fino, appunto, a 9.58s in Germania. E nei 200m le cose non sono andate molto diversamente. Una volta abbattuto il muro creduto insuperabile di 19.32s posto da Michael Johnson nel 1996 con i suoi 19.30s ottenuti a Pechino, Bolt è saltato a 19.19s a Berlino. Più giù di così dove altro poteva andare? In un’analisi pubblicata subito dopo i Campionati del mondo 2009 che hanno consegnato Bolt alla leggenda, Mark Denny calcolò che i risultati raggiunti da Bolt erano il suo massimo possibile. Tuttavia, secondo Barrow quei calcoli ricevettero molta attenzione da parte dei media e anche di prestigiose riviste scientifiche come New Scientist, ma sono basati su presupposti sbagliati. “In particolare - spiega Barrow - non hanno tenuto conto dei 3 fattori chiave che potrebbero far scendere ancora e in modo significativo la velocità di Bolt senza incremento ulteriore dello sforzo o miglioramento delle sue condizioni fisiche: il tempo di reazione al colpo dello starter, la velocità del vento e la densità dell’aria“.
Chiaramente lo sprinter giamaicano può agire solo sul primo di questi fattori. Bolt infatti ha un tempo di reazione incredibilmente alto che però secondo Barrow potrebbe essere portato a un più ragionevole 0.13s. Gli altri fattori invece dipendono dalla clemenza del tempo. Tuttavia, vengono misurati per stabilire se si può o meno autorizzare la partenza, anche se, per il matematico inglese questo non è fatto con la giusta accuratezza, come dimostra anche in un articolo pubblicato su Significance. E ciò condiziona parecchio i tempi di gara che potrebbero invece migliorare sensibilmente solo prestando più attenzione a tali fattori. 

IL NUOVO RECORD POSSIBILE. In definitiva, per Barrow il massimo raggiungibile da Bolt nelle condizioni migliori possibili per tutti e tre i fattori sarebbe di 9.40s nei 100m. Raggiungendo il limite teorico di 0.10s nel tempo di reazione l’atleta e con un vento a favore al limite consentito di 2m/s anziché gli 0.5 m/s contro del record passerebbe da 9.58s a 9.48s, aggiungendo la densità dell’aria migliore possibile ai limiti di altitudine legale scenderebbe a 9.45s che diventerebbero 9.41 se corresse direttamente in Messico dove la densità dell’aria è ancora più bassa. Beh, va bene che stiamo ragionando a livello teorico, ma è pur vero che poi in Messico bisognerebbe tener conto della minor pressione di ossigeno e quindi della difficoltà per l’organismo di adattarsi e soprattutto di reggere uno sforzo, anche se essendo velocisti forse è meno condizionante le prestazioni rispetto a sport che comportano sforzi prolungati. Ma anche questo, in fondo si può stimare e far rientrare nei calcoli.
 

NON È LUI IL PIÙ VELOCE DEL MONDO. Sorprenderà, invece, scoprire dopo questo sforzo cervellotico di dimostrare la capacità potenziale di Bolt di superare se stesso, che per Barrow il giamaicano non è l’uomo più veloce del mondo. Il più veloce di sempre è Yohan Blake che pur avendo solo il secondo miglior tempo di sempre nei 200m dopo Bolt detentore del record del mondo (19.26s contro 19.19s rispettivamente) lo ha ottenuto in una gara (Bruxels nel settembre 2011, con vento a favore a 0,7m/s) in cui ha fatto registrare un tempo di reazione incredibilmente alto (0.269s) anche per i suoi standard. Calcolando quale sarebbe potuta essere la sua prestazione senza quell’errore, Barrow sostiene che Blake avrebbe potuto farli in 18.99s contro i 19.19s realizzati da Bolt. Che tradotti in 100m sarebbero diventati 9.495s per Blake contro i 9.530s di Bolt, mentre attualmente il miglior tempo di Blake nei 100m è di 9.75s ottenuto a nel giugno 2012 in un trials in Jamaica (dove per altro ha battuto Bolt sia nei 100m che nei 200m).
Insomma, Bolt non è imbattibile anche senza acciacchi e se Blake non commetterà errori con partenze anche più “letargiche” di quelle di Bolt a Londra tra pochi giorni potrebbe strappargli vittoria e record.

 

Questo post partecipa al Carnevale della matematica#51 ospitato sul blog Popinga - Scienza e letteratura che eccezionalmente per il mese di luglio ha un doppio tema: “La matematica in Francia da François Viéte a Cedric Villani” e “La matematica dello sport in vista” di Londra 2012. Tenete d’occhio il blog: il post di domani sarà particolarmente appetitoso anche per gli appassionati di sport.

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