Gustav Klimt: Doodle stile Liberty per celebrare i 150 anni dalla nascita

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Google festeggia il 150° anniversario della nascita del pittore austriaco Gustav Klimt con un doodle, in cui viene proposto il suo quadro più famoso, 'Il bacio', in perfetto stile Liberty

doodle-google-Klimt-150.JPG Chi vuole sapere di più su di me, cioè sull’artista, l’unico che vale la pena di conoscere, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.
Gustav Klimt, pittore austriaco

Il mondo festeggia il 150° anniversario della nascita del pittore austriaco Gustav Klimt con un bacio. Anzi, Il bacio! Prendendo spunto dal suggerimento di Klimt che invitava a guardare alla sua arte per capire che era e cosa voleva, Google dedica uno dei suoi doodle al compleanno dell’artista trasformando il suo logo nel celebre dipinto Il bacio.

IL DOODLE. Alla scoccare della mezzanotte di sabato 14 luglio 2012 nella homepage del motore di ricerca di Montain View in tutto il mondo, tranne che in Francia dove campeggia invece il Doodle dedicato alla ricorrenza della “presa della Bastiglia” che è Festa Nazionale Francese, ha fatto quindi la sua comparsa un bel doodle in stile Art Nouveau (stile Liberty, in Italia) di cui Klimt è stato uno dei massimi esponenti.
Si tratta di un Doodle, statico, minimalista che ripropone fedelmente le due figure maschile e femminile unite nel bacio appassionato più famoso della storia, su uno sfondo dove sono posizionate le lettere che compongono la parola Google, riproposte per l’occasione in color oro e con l’inconfondibile stile mosaico, utilizzato stilisticamente dallo stesso pittore, che aveva un debole per i mosaici e per quelli della nostra Ravenna, in particolare. Si direbbe che Google abbia voluto celebrare l’importante compleanno con l’opera più nota e rappresentativa della produzione artistica di Klimt, senza stravolgerla troppo proprio perché famosissima e ammirata. Così, ha limitato la sua libera interpretazione allo sfondo, senza rinunciare all’occasione di cogliere un’altra caratteristica fondamentale dello stile klimtiano. Gli amanti di Klimt apprezzeranno certamente lo sforzo. Chi invece ancora non lo conosce o vuole approfondire non deve far altro che cliccare sul Doodle per essere inviato alla pagina con i risultati della chiave di ricerca Gustav Klimt. 

 TANTE MOSTRE IN ITALIA PER RICORDARLO. E mentre il mondo festeggia Klimt con il doodle di oggi, l’Italia raggiunge oggi solo il culmine delle celebrazioni con mostre molto attese e visitate. Milano e Venezia hanno appena chiuso due delle rassegne più importanti dedicate al pittore austriaco in questo anno particolare. Roma aspetterà invece settembre per rendergli omaggio, ma nel frattempo ci sono già pronte tante altre iniziative un po’ ovunque su tutto il territorio nazionale.

Ad aprire le danze è stata Milano, appunto, che ha dato il via alle celebrazioni allo Spazio Oberdan con i disegni preparatori del Fregio di Beethoven. È stata poi la volta di Venezia, che ha riunito al Correr opere e testimonianze del movimento per ricordare quanto la presenza di Klimt e della Secessione nella città lagunare siano state fondamentali per lo sviluppo delle arti nei primi decenni del ‘900. Ed è stato un grande successo. Con oltre 150.000 presenze la kermesse veneziana è stata una delle mostre più visitate della stagione. Tutti in fila per per ammirare, affiancate, la ‘Giuditta I’ del 1901, ora al Museo Belvedere di Vienna e ‘Salome’, Giuditta II’, acquistata alla Biennale del 1910 per la Galleria d’Arte Moderna di Cà Pesaro. Come ci ricorda ANSA, l’esposizione veneziana ha appunto optato per una puntuale ricostruzione della genesi e dell’evoluzione dell’opera di Klimt, il portato più fulgido del modernismo che cambiò il volto dell’arte e dell’architettura del vecchio continente. Appassionato studente di Belle Arti, fin dalla prima adolescenza alle prese con le tecniche più svariate, dal mosaico alla ceramica, il giovane Gustav inizia a lavorare molto presto alla realizzazione di grandi cicli decorativi a fianco del fratello Ernst (che morirà poco dopo) e del pittore Franz Matsch. Diventato nel giro di pochi anni famoso e apprezzato dai reali e dall’Accademia, Klimt poco più che trentenne è già un punto di riferimento tanto che nel 1897 è nominato presidente dell’appena costituita Secessione, tra i primi movimenti di avanguardia che aspirava alla creazione dell’opera d’arte totale. Direttore della rivista Sacra Primavera, Klimt stringe un fortissimo rapporto con l’architetto Josef Hoffman, insieme al quale nel 1902 mette in piedi il progetto per una mostra che avesse come filo conduttore il ritratto di Beethoven realizzato dallo scultore Max Klinger.
L’amico architetto, direttore artistico della storica esposizione, crea tre grandi sale, in una delle quali Klimt dipinge su tre pareti il Fregio di Beethoven, considerato, insieme alle decorazioni di Palazzo Stoclet a Bruxelles, uno dei punti più alti raggiunti nell’utopica ricerca dell’opera totale. Architettura, pittura, arti applicate si mescolano infatti a tal punto da diventare tra loro inscindibili, e originando in questo modo stili e suggestioni che domineranno di fatto tutto il primo ‘900. E lo spirito Klimtiano è anche il tema della mostra che si svolgerà in settembre a Roma, negli spazi del Museo Boncompagni Ludovisi. L’esposizione, che ha già avuto un’edizione veneziana a Cà Pesaro (chiusasi l’8 luglio), ha voluto indagare la grande decorazione a Venezia, dalle tele dell’artista muranese Vittorio Zecchin per l’Hotel Terminus al capolavoro di Galileo Chini per il Salone centrale del Palazzo dell’Esposizione della Biennale. I pannelli, in cui il pittore fiorentino volle “infondere un senso di pacata letizia”, sono oggi custoditi (almeno il nucleo di maggior rilievo) alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. Da qui la decisione di far transitare la mostra anche nella capitale. Ma appunto nel frattempo arriverà certamente qualche altra iniziativa per ricordarlo.

Intanto noi ci consoliamo per l’attesa con un video tratto dal canale Youtube di DivulgareDivertendo in cui autorevoli studiosi e storici dell’arte intervengono per raccontare la storia del Bacio, proponendo diverse chiavi di lettura in riferimento alla vita dell’artista “che amava i gatti, ma soprattutto le donne” e analizzandone la tecnica pittorica.

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