Caravaggio: scoperti 100 disegni inediti del giovane Merisi. Nel video l'annuncio

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Cento opere inedite attribuiti a Michelangelo Merisi da Caravaggio adolescente, sono stati ritrovate tra Milano e Bergamo. La sensazionale scoperta, annunciata sul sito. Disegni e dipinti aiuteranno a far luce si capolavori successivi. Il video

Giovane-Caravaggio-100opere-inedite-scoperte.jpg Caravaggio prima di Caravaggio. Un’equipe guidata dagli studiosi Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli ha scovato cento opere inedite tra disegni e dipinti nel fondo del Castello Sforzesco e nella chiesa dei santi Paolo e Barnaba a Milano, e nell’Accademia Carrara di Bergamo che dopo un lavoro di oltre due anni sono stati attribuiti a Michelangelo Merisi da Caravaggio adolescente.

La sensazionali scoperta ha già portato alla produzione di un sito internet, www.giovanecaravaggio.it da cui è stata lanciata la notizia, e due e-book di 600 pagine ciascuno, pubblicati da Amazon, dal titolo ‘Giovane Caravaggio. Le cento opere ritrovate‘. Una vera e propria operazione che, a quanto si ascolta nel video pubblicato sempre sul sito internet (lo vedete anche qui sotto), dovrebbe rivoluzionare la biografia del grande pittore lombardo.

PERCHÉ È IMPORTANTE. I dipinti e i disegni, oltre a un bigliettino di protesta che sarebbe stato scritto di proprio pugno da Caravaggio, anticipano, secondo gli studiosi, la produzione futura del grande pittore. Le opere, di proprietà del Comune di Milano, secondo il servizio video del sito, varrebbero qualcosa come 700 milioni di euro, e testimonierebbero l’attività del pittore in Lombardia, tra Milano e Caravaggio, le due città che si sono contese a lungo la paternità del genio di luci e ombre.

Indubbiamente quella di Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli è una scoperta che farà discutere ma se l’attribuzione venisse accettata dalla comunità scientifica mondiale si potrebbe dire di aver trovato un tassello importante della storia dell’arte mondiale. “Nebbia, deserto e silenzio” era infatti tutto ciò che si sapeva degli esordi giovanili del Merisi per usare i termini della critica più recente nel dipingere la giovinezza di Michelangelo Merisi da Caravaggio.
Già nel 2000 Strinati pose il problema della prima produzione pittorica dell’artista, sostenendo che “Nulla di tutto quello che Merisi poté dipingere in questa primissima fase è stato mai individuato“, e ancora nel 2010 “(…) Nulla si sa della sua giovinezza dal punto di vista storico-artistico se non che fu scolaro del nobile Simone Peterzano“.
Nel 2011 Vittorio Sgarbi aggiunge “Di nessun artista è così rilevante la sproporzione tra la varietà e la ricchezza della formazione e l’assoluto deserto di opere e testimonianze negli anni della sua giovinezza e della prima maturità“, “Un lungo silenzio (…) si registra negli atti della vita e nelle opere, un silenzio che corrisponde al periodo dell’esistenza del pittore nel nord“.
Anche Giacomo Berra insiste sulla mancanza di chiarezza negli anni giovanili del Caravaggio: “Per quanto i documenti rintracciati nel corso di questi ultimi decenni non siano proprio irrilevanti, non è ancora possibile dissolvere del tutto la nebbia che tuttora avvolge alcuni punti nodali della sua esistenza giovanile in terra lombarda“.
E infine Mina Gregori afferma: “Quali esperienze il Caravaggio aveva fatto durante l’apprendistato a Milano presso il pittore bergamasco Simone Peterzano, al quale era stato affidato per contratto il 6 aprile 1584 per quattro anni? E che cosa e come dipingeva una volta lasciato il suo maestro? Fino a ora non sono state avanzate fondate proposte.“.

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