Euro 2012: paure Italia per Spagna-Croazia e biscotti "rubati" ai cavalli

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Domani ultime sfide per il girone dell'Italia all'Europeo di calcio 2012 e vincere con l'Irlanda potrebbe non bastare agli azzurri per andare ai quarti. Italiami temono "il biscotto" da Spagna-Croazia. Ecco cosa vuol dire.

danimarca_svezia.jpg Ultime sfide per il girone dell’Italia all’Europeo di calcio 2012 e una sola certezza: sarà una nottata da brividi lungo la schiena con un orecchio sulla sfida dei nostri e l’altro su quella dei nostri avversari più diretti che si giocherà in contemporanea per ogni tifoso azzurro.

Il 2-2 tra Spagna e Croazia nella sfida di domani escluderebbe l’Italia dai quarti a prescindere dal risultato con l’Irlanda di Trapattoni. Un pareggio statisticamente difficile da ottenere in questa esatta misura. Eppure tutta l’Italia trema. È la teoria del complotto o, se preferite, della combine che spagnoli e croati metterebbero in atto per uscire dal campo esattamente con due reti a testa per eliminare gli italiani. In gergo calcistico si chiama “biscotto”. L’espressione “fare il biscotto” significa infatti imbrogliare, trasgredire un regolamento per il proprio tornaconto. Un comportamento truffaldino che viola certamente lo spirito sportivo ma che non per questo è punibile o facilmente smascherabile. L’accordo tra due squadre ai danni di una terza può infatti essere tacito e ottenuto anche manovrando ciascuno a insaputa dell’altro. Tacito o non tacito per i danneggiati cambia poco, ma quanto rischiamo di essere noi i danneggiati di turno domani? E, soprattutto, da dove arriva questa curiosa espressione? Vediamo.

ITALIA DENTRO O FUORI. Gli spagnoli negano categoricamente questa intenzione (e vorrei vedere il contrario); i croati tacciono; l’Irlanda, già eliminata, dice che non ha intenzione di fare da zerbino a noi; e la squadra di Prandelli, Buffon in testa, pensa che “siamo ridotti proprio male” se ci abbassiamo a questa cultura del sospetto. Beh, in effetti non è poi così scontato che vinceremo con l’Irlanda e comunque ci fa poco onore gridare alla combine quando nessuno ha ancora messo piede in campo. Ma come disse Andreotti “A pensare male si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca“. E quindi eccoci qui a temere il tanto indigesto biscotto iberico-croato.

I PRECEDENTI. Sarà pure “retropensiero da perdenti” (o da chi sa di avere la coscienza sporca?) ma intanto i precedenti ci sono, eccome. Da Argentina-Perù del ‘78 finita con un clamoroso 6-0 dei padroni di casa che butta fuori dal Mondiale i brasiliani. 6 erano infatti i gol necessari per l’impresa e 6 furono. Altri tempi si dirà. Ma che dire di Germania-Austria quattro anni dopo? Era il 1982 nel Mondiale spagnolo che vide l’Italia di Bearzot trionfare su tutti. Ma nel girone di qualificazione il risultato di 1-0 per i tedeschi fece scalpore perché quello era esattamente il risultato che serviva per buttare fuori l’Algeria e quello fu, grazie a un’imbarazzante ‘melina’ che le due squadre fecero per tutta la partita dopo il gol di Hrubesch. Risultato: Germania e Austria avanti, Algeria a casa. Un caso?
Stesso mondiale, ma “fornai” diversi, nella sfida tra Italia e Camerun finita 1-1 con l’Italia qualificata e gli africani - secondo la teoria del complotto - felici di andare a casa senza perdere. E poi ancora due anni dopo troviamo l’eclatante 12-1 della Spagna su Malta nelle qualificazioni agli Europei del 1984 in Francia, una goleada che danneggiò l’Olanda.

L’Uefa non è mai intervenuta. E non si è scomposta più di tanto, a parte qualche frase di circostanza, neanche dopo il rocambolesco Dinamo Zagabria-Lione 1-7, guarda caso l’unico risultato che serviva al team francese, nell’ultima giornata della fase a gironi della Champions di questa stagione. E pensare che ci fu pure un plateale occhiolino di un difensore croato al francese Gomis, dopo uno dei gol lionesi. Ma tant’è, alla fine ci rimise l’Ajax e tanti saluti allo spirito sportivo.

Il biscotto più indigesto che l’Italia ricordi è però certamente quello che ci cucinarono Danimarca e Svezia nel 2004 (foto), un Europeo, guardo caso, per chi crede ai cattivi presagi. Il 2-2 (e daje!) fra di loro era l’unico risultato possibile per eliminare l’Italia. Devo dirvi come è andata? Eliminati ai quarti. L’Italia protestò (dopo). L’Uefa non ebbe nulla da dire, ma qualche anno dopo ‘Bild’ rivelò dialoghi e risate in campo tra rivali-fornai. E così stavolta giochiamo d’anticipo e protestiamo prima. Infatti credo che anche se l’intenzione c’era in croati e spagnoli, col casino preventivo che abbiamo montato difficilmente si azzarderanno ad essere così plateali nell’aggiustare il risultato “casualmente” sul 2 pari.

L’ORIGINE DEL TERMINE. Se questo vi tranquillizza allora riuscirete a sorridere, forse, un po’ leggendo da dove arriva l’espressione “fare il biscotto”. Non siate maliziosi: quello che molti hanno pensato o stanno pensando riguardo ad altre espressioni gergali simili sui biscotti non c’entrano nulla. Deriva infatti dall’ippica dove in gergo rappresentava l’atto di truccare una corsa somministrando a un cavallo sostanze proibite spesso impastate appunto in un biscotto.
Vabbé va, male che vada se ci rifilano il biscotto indigesto ci rimane sempre l’ippica!

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