Festa della donna: 8 marzo tra creatività e follia al femminile a Milano

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Alla Casa della Cultura di Milano si celebra la Festa della Donna con "La divina follia del femminile", una serata dedicata al rapporto tra follia e creatività al femminile a cura di Silvia Vegetti Finzi ed Elena Rosci. I dettagli nel post

Aloise-Corbaz.jpg “Festa delle matte” alla Casa della Cultura di Milano: giovedì 8 marzo si celebra la Festa della Donna con “La divina follia del femminile, una serata dedicata al rapporto tra follia e creatività “in rosa” a cura di Silvia Vegetti Finzi ed Elena Rosci. Un territorio poco noto sebbene il corrispettivo maschile del rapporto sia uno dei più studiati dagli esperti di ogni tempo e luogo, che qui assume le forme di un itinerario articolato in dialoghi, performance e proiezioni video, in collaborazione con Accademia di Brera e con l’Associazione Melusine.
Ma vediamo il programma dell’intera serata.

Nella prima parte, a cura di Laura Tonani e Tiziana Tacconi, coordinatrici del biennio specialistico di laurea in Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica presso l’Accademia di Brera, si presenterà l’esperienza “Carte Poetiche, laboratorio di terapeutica artistica interna al Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura del Policlinico S. Matteo di Pavia, con la partecipazione del dottor Fabrizio Pavone. Seguirà l’intervento dello psichiatra e scrittore Giorgio Bedoni, che ricorderà la figura di Aloïse Corbaz (1886-1964), artista svizzera dalla vita tormentata (foto).

A un evento così non poteva mancare ovviamente la poetessa Alda Merini, che sul confine sottile tra follia e creatività ci ha giocato tutta la vita. E, infatti, la seconda parte, a cura dell’Associazione Melusine è dedicata alla poetessa milanese e verrà introdotta dalla proiezione di Ridevamo come matte, straordinario documento filmato di 10′, girato nel 1993 e recentemente restaurato, in cui Alda Merini si racconta in occasione di un corso di scrittura creativa presso l’Associazione Melusine. Seguirà l’incontro tra la psicoanalista Lella Ravasi Bellocchio e Luisella Véroli, amica e prima biografa di Alda Merini, curatrice e autrice di Reato di vita e Ridevamo come matte (La Vita Felice). La serata si chiuderà con poesie e brani autobiografici di Alda Merini letti e recitati dal gruppo teatrale Le Calicanti e da Aglaia Zannetti.

Il nostro è un modo per ‘riabilitare’ la follia - spiega Silvia Vegetti Finzi - mettendola in relazione con la creatività, portando alla luce la componente femminile dell’espressione creativa. Di qui l’idea di cominciare il nostro itinerario dalla performance degli studenti di arte terapeutica dell’Accademia di Brera e di terminare poi affidandoci alla poesia e alle testimonianze di vita di Alda Merini. Senza dimenticare che entrambe le performance saranno affidate a interpreti giovanissime e molto preparate“.

Una bella idea! In fondo, come diceva Alda Merini: “Anche la follia merita i suoi applausi”

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