Eric Schmitt frustrato: "darei i miei libri per essere Mozart o Strauss"

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Una citazione del drammaturgo e scrittore Eric Schmitt che entrerà nella storia

èric-emmanuel-schmitt.jpg «Sono un musicista frustrato: darei tutto ciò che ho scritto per essere l’Autore di un minuetto di Mozart o un valzer di Strauss.»
Eric Emmanuel Schmitt, scrittore

Il successo nella vita professionale può non bastare se nella testa c’è un tarlo che consuma ogni istante di felicità per qualcosa si sarebbe voluto fare di più o di diverso.

Al drammaturgo e scrittore francese Eric Emmanuel Schmitt, ad esempio, non basta aver scritto libri venduti a milioni e pièces teatrali tra le più rappresentate sui palcoscenici di tutta Europa: voleva essere musicista ed è uscito scrittore. Lo ha dichiarato in occasione del Festival de la fiction française a Roma, dove ha presentato l’edizione italiana del nuovo romanzo La donna allo specchio (La femme au miroir) per la E/O Edizioni.

Non che non ci abbia provato a diventarlo. Ma evidentemente senza i risultati ambiziosi che sperava. Nonostante i genitori fossero entrambi degli sportivi, ha scelto di dedicarsi agli studi letterari, diplomandosi al conservatorio di Lione. Qui ha coltivato i suoi due principali interessi: la musica e la filosofia. Dopodiché, qualcosa deve essersi interrotto nel suo sogno di diventare musicista, perché nel 1983, si laurea con la tesi “Diderot e la metafisica” all’École Normale Supérieure de la rue d’Ulm e nel 1991 inizia la sua attività come drammaturgo, tuttora in corso, a cui, nel frattempo, ha affiancato quelle di saggista e romanziere. Chissà, forse l’aver avuto subito molti riconoscimenti per questa sua attività (la sua commedia Il visitatore ha vinto, nel 1993, tre Premi Molière: “Rivelazione teatrale”, “Miglior autore”, “Miglior spettacolo di teatro privato”), l’hanno portato a pensare che quella fosse la sua strada. Ma quel qualcosa che si è lasciato per strada, e a cui, in un certo senso, ha rinunciato lasciandolo indietro, rode.

Non è la prima volta che sento dire a un artista apprezzato in una certa arte che però sognava di realizzarsi in un’altra. Giusto per stare in tema di musicisti mancati, persino il regista Pupi Avati ha detto più volte che avrebbe voluto dedicarsi alla musica, se non fosse che sulla sua strada è capitato l’amico e rivale Lucio Dalla, la cui bravura “gli ha aperto gli occhi sulla mancanza del talento necessario“. Poi ci sono anche gli artisti maniaci della perfezione che, pur facendo quello che hanno sempre sognato, non riescono a essere felici perché sentono di non essere mai all’altezza delle loro aspettative. In fondo non è nemmeno una prerogativa degli artisti: il fatto di riuscire ad essere sempre il peggior ostacolo al raggiungimento della propria felicità è comune a molti esseri umani.

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