Obesità, rimedi choc: Braccialetti elettronici per i bambini. Proposta dagli USA

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A New York il distretto scolastico di Long Island, vuole combattere l'obesità infantile facendo indossare ai suoi alunni dei bracciali elettronici per monitorare la quantità di attività fisica svolta. Genitori in rivolta: è violazione della privacy

obese_Children.jpg L’obesità giovanile è un problema serio in tutti i Paesi industrializzati. A causa sua, in questi anni si è avuta per la prima volta un’inversione di tendenza nell’aspettativa di vita per cui i ragazzini di oggi vivranno in media meno dei loro padri. E non potrebbe essere diversamente visto che già ora si ammalano delle stesse patologie. Diabete, ipertensione, problemi di cuore giungono all’attenzione dei pediatri sempre più spesso. E gli Stati Uniti, che nel bene e nel male fanno da apripista al resto del mondo, prima si sono inventati questa piaga e ora se ne inventano di ogni per eliminarla. La lotta all’obesità giovanile made in USA parte, infatti, dall’alto, grazie alla first lady Michelle Obama che ne ha fatto il suo cavallo di battaglia montato a suon di zappate nell’orticello presidenziale e di saltelli collettivi nei parchi. Ma non risparmia il basso dove spesso le iniziative non sono meno fantasiose.

ALUNNI COME CRIMINALI. L’ultima, in ordine di tempo, viene dal distretto scolastico di Long Island a New York in cui hanno pensato di combattere l’eccesso di adipe dei loro studenti facendogli indossare dei bracciali elettronici per monitorare la quantità di attività fisica svolta ogni giorno. L’idea è del direttore del Dipartimento di Atletica del distretto scolastico di Bay Shore a Long Island Ted Nagengast. Il simpatico preside, che evidentemente si sente un po’ il comandante di Full Metal Jacked o crede di dirigere una prigione, si è convinto della bontà della sua soluzione, osservando i risultati sperimentali ottenuti da due scuole, a St Louis in Missouri e nel distretto di South Orange in New Jersey, dove i braccialetti Polar Active Electro hanno riscosso numerosi consensi. Si tratta infatti di oggetti elettronici molto simili a quelli per i detenuti in libertà vigilata. Anche questi vengono messi al polso, ma i dati che accumulano sono quelli relativi all’attività fisica, che vengono poi raccolti dai docenti durante l’orario di scuola e scaricati su siti Web, cui si accede con password in possesso esclusivamente degli studenti e degli insegnanti responsabili della loro salute.

polar_active.jpgCOME FUNZIONA. Ogni giorno l’alunno riversa su un computer della scuola i dati relativi all’attività fisica che ha fatto nelle 24 ore precedenti, consentendo agli insegnanti di verificare anche come hanno reagito gli organi del corpo - a cominciare dal cuore - con la conseguente possibilità di definire esercizi appositi per ogni ragazzo. In particolare a essere registrate dai braccialetti sono le informazioni sui battiti cardiaci e sulle calorie accumulate. Insegnanti e medici ritengono che prevenire l’obesità infantile può consentire di ridurre in maniera significativa la percentuale di decessi per malattie cardiache.

I DUBBI DI ARTE E SALUTE. Senza dubbio, ma forse le rimostranze dei genitori non sono poi così peregrine. Io non ne farei tanto un discorso di violazione della privacy dei ragazzi, quanto piuttosto di possibilità di fraintendimento, di rischio diseducativo interno. Il braccialetto elettronico per registrare quanto mangi e quanto consumi mi sembra l’equivalente di registrare quante ore gli degli studenti stanno attaccati ai libri quando sono a casa. È un’assurdità: la scuola dovrebbe insegnare a fare le cose per se stessi, per il proprio bene, a scegliere la propria strada e a seguirla con passione e coscienza. Può suggerire quali sono le possibilità, far vedere di ognuna pro e contro. Ma non può imporre le sue scelte agli alunni. Senza contare che in un Paese altamente competitivo fin dalle classe scolastiche inferiori ome gli USA un concegno simile rischia di diventare uno strumento di tortura fine a se stesso. Mangiare meno e fare più ginnastica per far vedere il giorno dopo a scuola che sono stato bravo. Anzi, il più bravo di tutti. E poi? Se non li uccide l’anoressia o qualche altro disturbo dell’alimentazione in cui molti rischieranno di cadere, ci sono buone possibilità che una volta terminata la scuola e tolto il famigerato bracciale cadano in un pericoloso effetto boomerang facendo tutto quello che non hanno potuto fare quando erano sotto l’occhio vigile del “Grande Fratello” salutista voluto dal Preside. Mi sbaglierò ma non ci vedo nulla di educativo in questo strumento di controllo continuo. E voi?

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