L'arte di curare e guarire
Rivelazioni choc del pianista della nave Costa Concordia naufragata all'Isola del Giglio: "equipaggio nel caos e passeggeri allo sbando. I film sono niente al confronto". E sul comandante: "ci aveva già provato"
Antimo Magnotta, 41 anni, da 14 anni sulle navi da crociera come pianista di bordo. È lui la figura che tutti hanno immaginato in queste ore di notizie in frenetica successione dall'Isola del Giglio dove la nave Costa Concordia è naufragata nel bel mezzo di un viaggio di piacere.
Perché ammettiamolo: l'attenzione ossessiva che stiamo prestando a questo incidente nautico non è dovuta solo al numero incredibilmente alto di persone coinvolte. Ma anche, o soprattutto, all'immagine che la crociera ha per molti di noi. La crociera, infatti, è il viaggio di lusso che non tutti si possono permettere. Il luogo dove trovi ogni confort e persone pronte a sorriderti e a soddisfare ogni tuo desiderio e dove ci si diverte con orario non stop. Un enorme Paese dei balocchi viaggiante che segue la sua rotta infischiandosene delle brutture del mondo che restano a terra, separate da milioni di metri cubi d'acqua. A contribuire a questa immagine ci hanno pensato i film in cui la festa è capace di andare avanti anche mentre la tragedia si sta già compiendo. E di questa immagine paradossale è incarnazione appunto il pianista, l'imperturbabile che continua suonare mentre intorno la morte fa a pugni con la vita. Chi più chi meno ce la siamo immaginati tutti così i minuti immediatamente successivi all'impatto con lo scoglio i balli, le risate, la musica che suona in quell'istante lunghissimo in cui il cervello non ha ancora realizzato ciò che sta succedendo e tutto tende a mantenere il suo corso ignaro del destino. D'altra parte ce lo hanno confermato i numerosi racconti dei superstiti: i messaggi dall'interfono della nave minimizzava, dicevano di stare calmi, che presto si sarebbe risolto tutto e la luce sarebbe tornata. Già la luce. Non fosse andata via la luce probabilmente gli avrebbero detto di continuare a divertirsi. E intanto la nave affondava.
Ma la realtà non è un film. E il pianista della Costa Concordia non è l'imperturbabile de Il Titanic o de La leggenda del pianista sull'Oceano. È un uomo che oggi racconta della paura di morire e di non vedere più la famiglia. Della consapevolezza che anche a riuscire a portare a casa la vita, la cosa più preziosa che aveva, lì su quella nave avrebbe lasciato un pezzo importante di sé.
"I film? Certo che li ho visti - risponde al cronista di Adnkronos - La colonna sonora del Maestro Ennio Morricone per tutti noi musicisti è un must. Ma nelle scene dei film c'è molta fantasia. Io, invece, ho visto l'altro giorno scene così realiste davvero difficili, ancora adesso, da raccontare".
"Ero in piena attività, stavo suonando al pianoforte un pezzo di mia composizione - ricorda Magnotta - Una manovra improvvisa mi ha fatto subito capire che qualcosa non stava andando per il verso giusto, nonostante il mare fosse tranquillo e si dovesse oramai navigare senza scossoni. E invece, la nave si è improvvisamente piegata su un fianco, io sono caduto dal seggiolino dove ero seduto per suonare. Mi sono rialzato e ho sentito un fracasso incredibile: i piatti e i bicchieri della vicina sala ristorante cadevano e di rompevano in mille pezzi".
Poi, "ho visto gente che usciva dal locale, sanguinante. Da una balaustra posta più in alto, ho assistito a una vera e propria baraonda: gente che urlava, che scappava con i figli piccoli in braccio, che si agitava in preda al panico. Quanto a me, sono riuscito a salvarmi grazie a una via di fuga che non era quella strettamente prevista dal protocollo".
"Per fortuna - aggiunge - visto che nel punto di riunione a prua non si è visto un solo ufficiale della sicurezza, per l'appello, un solo 'capo zattera' a condurci alle scialuppe". Così, "senza alcun comando, mi ha salvato, diciamo, il mio istinto di sopravvivenza: l'adrenalina a volte fa agire in modo diverso, fa compiere azioni che una persona in tutta calma non farebbe mai".
Allora, visto che "la via di fuga prevista era impercorribile, con la nave coricata tutta su un fianco - prosegue il suo racconto il pianista della nave - mi sono arrampicato su alcune inferriate, sono sceso su un ponte di scoperta e sono letteralemnte volato giù attraverso una corda, quella che doveva essere una cima d'ammaino di un mezzo di soccorso".
"Sono stati attimi interminabili, ho davvero temuto di morire, mi è venuta agli occhi l'immagine della mia famiglia: per me, è come se io fossi nato oggi, di nuovo" confessa infine Magnotta.
Poi dall'alto della sua esperienza come membro di un equipaggio gli rivolgono la domanda che ormai è il tormentone di questa tragedia, ossia se si possono rilevare responsabilità, colpe, leggerezze, ritardi: nella rotta, nell'allarme, nei soccorsi. "A mio avviso, senza voler accusare nessuno - risponde il maestro - c'è stata una tempistica eccessivamente lunga nell'informare sia l'equipaggio che i passeggeri". Spiega il pianista della 'Costa Concordia': "Ognuno di noi membri d'equipaggio risponde a dei codici di informazione. Ci sono stati assolutamente omissioni molto più che gravi". E infine la rivelazione choc: "Con questo stesso comandante della nave - ricorda Antimo - siamo passati una volta, con una manovra 'extra-ordinaria' rispetto alla rotta da crociera, vicino alle coste al largo di Sorrento, a discapito forse della sicurezza ma a favore della spettacolarità della manovra e della pretesa bravura del comandante della nave, per la meraviglia dei passeggeri, magari alla loro prima crociera". Un narcisista amante del rischio insomma. Quanto di peggio si può sperare da una persona che in mano la vita di 4mila e passa persone!
Cambierà qualcosa, dopo un'esperienza così forte, nella vita del nostro pianista sul Tirreno? "Sicuramente, - risponde lui - un attaccamento alla vita ancora più forte. Io sono nato oggi, sono rinato di nuovo".
Beh magari tornerà a suonare sulla terraferma dove, salvo terremoti non si viene buttati giù dal seggiolino.
Fonte: Adnkronos
LINK UTILI:
Naufragio Costa Crociere: pubblicità "Vinci una crociera" su Il Gazzettino, è polemica su Facebook.
Naufragio Costa Crociere: si cercano i dispersi, class action del Codacons.
Naufragio Costa Crociere: una tragedia 100 anni dopo il Titanic.
Naufragio Costa Crociere: il disastro della Costa Concordia al largo delle coste toscane.
100 anni di Titanic: ecco una infografica dettagliata.
Crociere Costa 2012: offre vacanze da sogno anche ai pazienti in dialisi