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Twitter meglio di un salvavita. Crescono i casi di emergenze mediche risolte da un tweet

Mercoledì 16 Novembre 2011, 08:48 in Scienza, Scienza e nuove tecnologie di

Twitter è un mezzo unico per diffondere informazioni sulle procedure di emergenza. Scopri come un tweet può salvare una vita

twitter-ti-salva-la-vita.png Telefonate addio: oggi a salvarti la vita ci pensano i tweet. Il "cinguettio" continuo che viene dal popolare social network potrebbe salvare dall'arresto cardiaco. A dirlo sono i ricercatori dell'University of Pennsylvania (Filadelfia, Usa) davanti, niente meno, che alla platea di super esperti dell'American Heart Association Scientific Sessions 2011 di Orlando (Usa): Twitter è un mezzo unico per diffondere informazioni sulle procedure di emergenza.

Infatti, hanno spiegato i ricercatori, fra i 15.324 messaggi riguardanti arresti cardiaci analizzati il 5% parla di esperienze personali e il 9% dà informazioni su luogo in cui è avvenuto l'arresto, trattamenti d'urgenza e linee guida da seguire. Due dati che messi insieme potrebbero bastare a portare a un intervento più immediato per chi è in difficoltà.

Tuttavia, gli esperti hanno rilevato anche che il 23% riporta il racconto di procedure d'emergenza messe in pratica in prima persona o di corsi su queste ultime. Il 6% parla, invece, di persone che eseguono interventi d'emergenza - anche con apparecchiature specifiche - in luoghi pubblici o di nuove istruzioni per chi dovesse trovarsi nelle condizioni di effettuare un intervento di rianimazione a mani nude. Inoltre i ricercatori hanno rilevato che il 21% delle informazioni sull'argomento ricercate dagli utenti riguarda sintomi, fattori di rischio, prognosi, differenze tra arresti cardiaci e infarto, trattamenti e procedure di emergenza, in particolare la resurrezione cardiopolmonare e i defibrillatori semiautomatici.

Insomma, una bella notizia per chi usa twitter e un motivo in più per cominciare a sfruttarne di più e meglio le potenzialità anche in campo medico. Ma quanto a salvare vite anche Facebook fa la sua parte.


Fonte: ASCA

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2 commenti
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16 Nov 2011
alle 10:51

Emanuela Zerbinatti

mi riferivo proprio a questo Paolo con l'ultima frase rivolta in particolare ai medici: inutile fare gli sdegnosi o demonizzare un mezzo. Meglio imparare ad usarlo e sfruttarne le potenzialità per diffondere informazioni corrette e zittire quelle scorrette

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16 Nov 2011
alle 10:23

paopasc

Ma non c'è il rischio di trasportare anche messaggi e consigli errati? Farebbe fede solo la fonte, come garanzia?

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