L'arte di curare e guarire
Ignazio Marino a capo del Ministero della Salute. Lo chiedono a gran voce gli scienziati italiani, cervelli in fuga compresi. Leggi il loro appello e scopri gli altri nomi del toto-ministri
I ricercatori italiani vogliono Ignazio Marino a capo del Ministero della Salute. A neanche 12 ore dalla nomina di presidente del consiglio Mario Monti è già subissato di richieste per avere questo o quella persona a capo di uno dei Ministeri lasciati senza guida dai designati del governo uscente.
I primi a fare il loro nome, quando il neo-senatore a vita non era stato ancora insignito ufficialmente dell'incarico, sono stati i medici e gli scienziati, in un appello che suona più come un grido di disperazione che come una richiesta informale tra le tante avanzata in queste ore di frenetico toto-ministri. "L'Italia per troppo tempo si è dimenticata di investire sul futuro e sulle generazioni che verranno", si legge, infatti, nel comunicato firmato da 23 scienziati, compresi alcuni "cervelli in fuga".
LE MOTIVAZIONI. "Per molti di noi che ci occupiamo di ricerca scientifica - scrivono - lavorare e vivere all'estero significa prima di tutto poter immaginare il futuro. Per molti scienziati italiani purtroppo questo non è possibile". E il motivo è presto detto: "Il sistema italiano è in difficoltà rispetto a tutti i paesi del G20. Non investiamo in ricerca, in sviluppo, in innovazione: l'Italia per troppo tempo si è dimenticata di investire sul futuro e sulle generazioni che verranno. Senza un progetto chiaro, senza una visione e senza investimenti, l'Italia ha poche speranze di potersi risollevare". "Questo scenario - sottolineano gli scienziati - richiede un cambiamento e noi riteniamo davvero che un governo tecnico, nonostante il percorso difficile che dovrà affrontare, si debba occupare di ricerca, di sanità e delle applicazioni in ambito economico, sociale e clinico delle scoperte scientifiche da cui dipendono la vita e i diritti delle persone, così come la stessa crescita dell'Italia."
PERCHÉ MARINO. Da qui l'idea di lanciare la candidatura del senatore Pd, Ignazio Marino, alla guida del ministero della Salute. "Noi riteniamo che il senatore Ignazio Marino, attuale presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio sanitario nazionale, sia la persona adatta per rappresentare e comprendere queste esigenze", spiegano. "E' un chirurgo di chiara fama oltre che un ricercatore. Egli è un tecnico - proseguono i ricercatori - oltre che un politico, che conosce approfonditamente il mondo scientifico e della sanità e la sua esperienza a livello internazionale può essere determinante per fare uscire l'Italia da un provincialismo che l'ha resa debole. Siamo certi che saprebbe individuare e valorizzare le priorità per lo sviluppo della ricerca e della sanità in Italia. Priorità delle quali si parla da anni, ma su cui si è intervenuti davvero troppo poco".
I FIRMATARI. Segue, quindi, la firma di nomi altrettanto noti del panorama scientifico internazionale quali Giovanni Bignami, Istituto nazionale di astrofisica; Antonio Ereditato, università di Berna, Svizzera; Giuseppe Benagiano, prof emerito ginecologia e ostetricia università Sapienza; Paolo Vineis, Imperial College Londra; Antonio Giordano, Sbarro Health Research Organization, Usa; Bernardino Fantini, Facoltà di Medicina, Ginevra, Svizzera; Stefano Vella, Istituto superiore di sanità; Guido Silvestri, Emory University, Usa; Giacomina Massaro, University of Pennsylvania, Usa; Flavio Razzolio, Sbarro Health Research Organization, Usa; Marcella Macaluso, Sbarro Health Research Organization Usa; Giuseppe Russo, Sbarro Health Research Organization Usa. E ancora: Chiara Lucchetti, Sbarro Health Research Organization Usa; Nadia Casini, Sbarro Health Research Organization, Usa; Raffaella La Montagna, Human Health Foundation Onlus, Terni; Isabella Caligiuri, Human Health Foundation Onlus,Terni; Giulio Tarro, AO Cotugno di Napoli, WABT- UNESCO, Parigi; Valeria Rizzo, università di Siena; Luigi Bagella, università di Sassari; Iacopo Meldolesi, Istituto San Raffaele Milano; Marco Paggi, Istituto Regina Elena; Igino Contraffatto, Policlinico San Donato Milano; Carlo De Angelis, università Sapienza Roma.
L'ALTRO NOME. Con motivazioni così legate al nucleo centrale del malessere degli scienziati italiani è difficile pensare che questi 23 parlino solo per loro stessi. Ma tra i papabili per l'incarico a Ministro della Salute si fa però anche il nome di Umberto Veronesi, di frangia opposta e sostenuto da notorietà maggiore nel grande pubblico. È difficile comunque dire su chi cadrà la scelta del governo Monti e chi, soprattutto, alla fine accetterà vista la premessa attuale di un incarico a tempo determinato.
Fonte: Adnkronos