L'arte di curare e guarire
Conosciamo meglio il nuovo ministro della Salute del governo Monti Renato Balduzzi. Ecco chi è e cosa ci si aspetta da lui
Come dicevo Les jeux sont fait! Il nuovo Governo Monti è pronto e ha già giurato nella mani del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (che ci ha messo più di uno zampino), alle 17 di ieri in un'attesissima diretta televisiva (foto). Agli italiani non resta che fare la conoscenza con i nostri nuovi Ministri e sperare che il loro programmi riescano nell'impresa di traghettarci fuori dalla crisi nera in cui siamo precipitati senza spremerci ulteriori lacrime e sangue.
Qui su Arte e Salute vedremo dunque oggi chi sono i ministri nominati a capo dei dicasteri più attinenti con le tematiche di cui ci occupiamo, ossia Salute, Beni culturali e Istruzione, e le reazioni degli addetti ai lavori.
Partiamo proprio dalla Salute. La scelta del neo-presidente del Consiglio Mario Monti per questo ruolo è caduta su Renato Balduzzi, che fino a ieri presiedeva l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). Balduzzi succede quindi a Ferruccio Fazio, medico e titolare del dicastero della Salute dal 15 dicembre 2009, data in cui prestò il suo giuramento al Quirinale, dopo essere già stato nominato sottosegretario alla Salute, nell'aprile del 2008, e, successivamente, viceministro dell'ultimo governo Berlusconi. Dunque né Umberto Veronesi come voleva la destra, né Ignazio Marino come chiedevano medici e scienziati di sinistra in un accorato appello lanciato a Monti l'altro giorno. Ma tutto sommato la nomina di Balduzzi sembra essere stata accolta con favore.
Vediamo perché ma, soprattutto, chi è Renato Balduzzi e quali le priorità che intende affrontare.
CHI È RENATO BALDUZZI. Il nuovo ministro della Salute nasce a Voghera il 12 febbraio 1955. Sposato, con tre figli, è attuale direttore dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). La sua formazione non lascia tuttavia intravedere troppa attinenza con la salute, almeno all'inizio. Dopo aver conseguito nel marzo 1979 la laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Genova discutendo con il professor Lorenzo Acquarone una tesi sul tema "Il controllo della Corte dei conti sui decreti-legge e sui decreti delegati", massimo dei voti e dignità di stampa, ha compiuto, sotto la guida del professor Federico Sorrentino, studi di diritto costituzionale europeo presso la Commissione della Comunità economica europea (1981-1982) e l'Istituto universitario europeo e di diritto costituzionale comparato presso l'Università di Paris X - Nanterre (1985-1986), sotto la guida del professor Michel Troper.
Poi la svolta che ne giustifica la nomina in un Governo totalmente di tecnici come quello appena costituito da Monti.
Nell'Università del Piemonte Orientale 'A. Avogadro' è, dal 2008, coordinatore del dottorato di ricerca su Autonomie locali, servizi pubblici e diritti di cittadinanza e, dal 2007, direttore del Centro di eccellenza interfacoltà di servizi per il management sanitario. È stato consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992), della Sanità (1996-2000) e delle Politiche per la famiglia (2006-2008). Ha ricoperto l'incarico di Capo dell'ufficio legislativo del ministero della Sanità dal 1997 al 1999, presiedendo altresì la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria. Dal 2009 è presidente del Nucleo di valutazione dell'Azienda ospedaliero-universitaria 'Maggiore della Carità' di Novara e, dal 2006, del Comitato di indirizzo dell'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. È presidente dell'Agenas dal febbraio 2007.
È componente del Comitato scientifico delle riviste Quaderni regionali, Amministrazione in cammino, Politiche sanitarie, Dialoghi e Studium.
Dal 2002 al 2009 è stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (Meic, già Movimento Laureati di Azione Cattolica) e attualmente è componente per l'Italia dello European Liaison Committee di Pax Romana-Miic (Mouvement international des intellectuels catholiques) - Icmica (International Catholic Mouvement for Intellectual and Cultural Affairs). È direttore, dal 2003, del bimestrale culturale Coscienza. Ha fondato e diretto, dal 1989 al 1992, la rivista culturale Nuova politeia.
E fin qui il passato. Ma come ha accolto Balduzzi la nomina di Monti? Lo spiega lui stesso con le sue prime parole da Ministro della Salute: «Con grande senso di responsabilità». La parolina magica del nuovo Governo prima di rassicurare circa l'ipotesi choc ventilata nei giorni scorsi di unire Welfare e Salute in un unico dicastero e introdurre il suo progetto.
UNIRE AUTONOMIA REGIONI E SISTEMA LA SUA PRIORITÀ. «Voglio sottolineare come sia rilevante la decisione di mantenere l'autonomia del dicastero della Salute, che ha sempre dimostrato di poter esercitare un ruolo decisivo nel conservare e promuovere il diritto alla salute» ha esordito, innanzitutto, Renato Balduzzi. «Nella mia esperienza più recente» ha detto ancora il neo ministro «quale presidente dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ente "terzo" tra il governo e le regioni, ho potuto verificare come sia fondamentale, per raggiungere l'obiettivo di migliorare il servizio sanitario nazionale, coniugare l'autonomia delle scelte regionali con la necessaria coerenza di sistema». Balduzzi, presiedente dell'Agenas dal 2007, è professore ordinario di diritto costituzionale nell'Università del Piemonte Orientale. La sua non è la prima esperienza governativa, è stato, infatti, consigliere giuridico dei ministri della Difesa (1989-1992), della Sanità (1996-2000), dove ha ricoperto anche l'incarico di Capo ufficio legislativo con il ministro Rosy Bindi presiedendo la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria, e delle Politiche per la famiglia (2006-2008). Proprio nelle precedenti esperienze si è occupato della stesura del disegno di legge sui cosiddetti Dico, "Diritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi", mentre come costituzionalista si è più volte espresso sulla necessità di portare a compimento l'iter del testamento biologico, garantendo una periodica verifica della volontà del soggetto. Dal 2009 è presidente del Nucleo di valutazione dell'Azienda ospedaliero-universitaria "Maggiore della Carità" di Novara e, dal 2006, del Comitato di Indirizzo del Policlinico Sant'Orsola Malpighi di Bologna.
LE REAZIONI. Ma che a premere più del nome del nuovo Ministro fosse diventato ormai il mantenimento dell'autonomia del dicastero lo dimostra la frase con cui i sindacati hanno accolto la nomina di Balduzzi: «bene mantenimento dicastero, Ministro competente». Sintetico ma chiaro prima di spiegare che Balduzzi è «Nome noto ma persona poco conosciuta, come in fondo si conviene quando si parla di tecnici prestati alla politica.»
Per i sindacati della medicina il profilo del nuovo ministro della Salute, Renato Balduzzi è, insomma, quello di «un tecnico, anche se con una buona esperienza politica alle spalle». «Non lo conosco personalmente» ha commentato Roberto Cassi, presidente di Cimo-Asmd «ma è noto per essere una persona esperta della materia. C'è la soddisfazione per il mantenimento del dicastero della Salute, poi viene l'augurio che Balduzzi faccia un buon lavoro. Le priorità? Innanzitutto andrebbe riformato il titolo V della costituzione, perché siano ricondotte al ministero le competenze sanitarie oggi sottoposte a legislazione concorrente. Siamo di fronte a un caos che non è più sopportabile».
«Era importante salvaguardare l'autonomia del dicastero perché facesse da baricentro del federalismo sanitario» osserva dal canto suo Costantino Troise, segretario nazionale di Anaao-Assomed «siamo soddisfatti anche della nomina del professor Balduzzi perché gli riconosciamo una sensibilità e una competenza specifica in materia. Da presidente dell'Agenas, si sarà reso conto lui per primo che oggi la priorità del Ssn è quella di restituire uguale parità al diritto dei cittadini alla salute su tutto il territorio nazionale».
Soddisfazione per la sopravvivenza del dicastero Salute anche dalla Fimmg: «Lo avevamo chiesto nei giorni scorsi assieme agli altri sindacati del comparto» ricorda il segretario nazionale, Giacomo Milillo «bene così. Quanto a Balduzzi, non conosco lui personalmente ma conosco il suo curriculum. Ci auguriamo che opererà al meglio e che si faccia propotore di quella riorganizzazione del Ssn che tutti, medici e cittadini, auspicano. E nella quale c'è ovviamente anche il riordino delle Cure primarie».
Di riordino, anche se con toni differenti, parla anche lo Snami. «Conosciamo bene Balduzzi, piemontese come noi» è il commento del presidente nazionale, Angelo Testa «attendiamo di incontrarlo per conoscere idee e indirizzi. La speranza è che sul lavoro lasciato in sospeso da Fazio a proposito di Cure primarie, il nuovo Ministro voglia ascoltare anche la nostra voce e non solo quella di un sindacato».
«Desidero esprimere a titolo personale e a nome del Sumai» è infine la dichiarazione di Roberto Lala, segretario generale del Sindacato unico medicina ambulatoriale italiana «i miei più sinceri auguri di buon lavoro a Renato Balduzzi, che vista la sua grande esperienza conosce bene i problemi che affliggono la nostra sanità».
Le posizioni di tutti sono chiare. Non ci resta che augurarci la soddisfazione di tutti, Balduzzi compreso, alla fine del mandato. In bocca al lupo!
Fonte: Adnkronos Salute
alle 15:29
marcosi
Continuiamo a confondere le acque:il ministero dell sanita' dopo la recente riforma costituzionale,non ha alcuna competenza sulla gestione della sanita',affidata dalla legge alle regioni.
Si manda la polizia per dare funo negli occhi:non a caso il Ministro e' avvocato e non medico.
Mandi il ministro,l'ispezione all'assessorato regionale che nomina i manager sanitari a suo totale piacimento e discrezione!