L'arte di curare e guarire
Riflessioni tra psicologia e letteratura sull'importanza degli alberi per lo sviluppo psicofisico degli essere umani a partire dall'infanzia. Leggile nel blog
«Gli alberi più alti portano lo sguardo fino al cielo,
e i bambini cominciano a sognare».
Giovanni Bollea,
padre della moderna neuropsichiatria infantile
La bellissima frase di Giovanni Bollea in questa Giornata Nazionale dell'Albero mi fa pensare a quanto gli alberi siano importanti nella vita dei bambini. Non mi riferisco, ovviamente, solo al fatto che forniscono a noi e ai nostri figli l'ossigeno necessario per svolgere tutte quelle funzioni vitali senza le quali non potremmo sopravvivere. Ma proprio al ruolo che i nostri amici alberi ricoprono nel nostro sviluppo psicofisico durante i primi anni di vita.
COMPAGNI D'INFANZIA. L'albero è uno dei primi elementi della natura con cui veniamo in contatto. Li vediamo, li possiamo toccare. Impariamo presto che possono dare frutti dolcissimi, ma anche fare da case accoglienti per gli animali. Ci insegnano che le cose mutano, ma in fondo sono sempre uguali a se stesse. Crescono e diventano forti e indipendenti, ma senza perdere mai le loro radici. Ci proteggono dal sole e dalla pioggia coprendoci con un tenero abbraccio che mai diventa invasivo. E noi possiamo giocare con loro. Arrampicarci su di loro e abbracciarli a nostra volta. Possiamo perfino identificarci con loro. Non è un caso, infatti, che uno dei test per la comprensione del mondo inespresso dei bambini si basi sul disegno dell'albero.
GLI ALBERI PARLANO DI NOI. Il disegno è per il bambino come un'espressione di sé, delle sue paure, aspirazioni, ricordi, meccanismi difensivi, adattamento, sentimenti che egli non riconosce o rifiuta in sé. È il racconto che il bambino fa di sé stesso quando ancora non ha la padronanza delle parole che abbiamo noi adulti. E nel disegno dell'albero i piccoli mettono, in particolare, elementi, che se opportunamente analizzati possono dare come sostiene Koch, "una impressione che può essere di armonia, di inquietudine, di carenza, di abbondanza o di ostilità". Attraverso il filtro di questo reattivo proiettivo, si ottiene in pratica una diagnosi alla quale l'esaminatore giunge studiando i particolari ma anche considerando a colpo d'occhio il tutto, integrandola poi coi risultati di altri test e dell'osservazione del bambino nel gioco e nel suo modo di relazionarsi con gli altri e col mondo.
I CUSTODI DELLE MEMORIE INFANTILI. Ma gli alberi sono anche i custodi delle nostre memorie infantili. Per i motivi testè detti, gli alberi diventano compagni di gioco e di vita, simboli del nostro essere. Inevitabile quindi che diventino anche cardini e scrigni per le nostre memorie più care. Chi di noi non ha almeno un ricordo legato ad un albero?! Una gita in un bosco, gli alberi studiati nei dettagli con la maestra, i giochi con rami e foglie cadute, l'albero caro al nonno... Proprio ieri leggevo sull'inserto di QN, ilCaffè della domenica il commento del medico e scrittore Andrea Vitali sull'immagine scelta per ricordare la Giornata Nazionale dell'Albero che si celebra oggi. Si tratta di uno scatto che ritrae un bambino mentre abbraccia un albero. Di lui si vedono solo le piccole mani, ma se cliccate sull'immagine potrete leggere quante riflessioni, e forse ricordi infantili, possono sucitare in chi guarda.
Buona lettura.
alle 23:45
paopasc
che è il famoso albero custode?