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Arte: anche gli artisti disegnano alberi

Martedì 22 Novembre 2011, 10:27 in Carnevale della Terra, Pittura e arti visive di

Gli artisti disegnano alberi per gli stessi motivi per cui li disegnano i bambini: fanno parte dei loro ricordi e del loro quotidiano. Un esempio? Nei quadri naif di Giuliano Zoppi.

Lacasadegliuccelli_Zoppi.jpg I bambini disegnano alberi perché fanno parte del loro reale e del loro immaginario. Ma non sono i soli. Anche gli artisti disegnano alberi. I motivi sono gli stessi: fanno parte del loro quotidiano e dei ricordi che hanno accumulato nel corso della vita. Così li mettono nelle loro opere.
Alcuni inserendoli in lavori a contenuto paesaggistico. Altri usandoli come simboli o metafore, occasionalmente. Altri ancora facendoli diventare protagonisti di una o più opere. Fino a trasformarli, in qualche caso, in elementi ricorrenti. Basta guardare la galleria online di opere di Giuliano Zoppi, ad esempio, per rendersi conto che nella sua arte gli alberi non sono mai semplici elementi di contorno. Nemmeno quando più defilati rispetto al centro della scena rappresentata.

Gli alberi di Zoppi sono, esattamente, quello che sono gli alberi nei bambini: ora le figure di riferimento (vedi L'abero di mio padre e L'albero di mia madre), ora i compagni di giochi, la casa accogliente (La casa degli uccelli, L'albero dei buoni frutti), il luogo di lavoro (L'apicoltore al lavoro), il palcoscenico per spettacoli popolari (Nuovo cinema stella, Il domatore di orsi, Il prestigiatore, L'illusionista, Il teatro delle scimmie) e per i drammi o i grandi misteri della vita (L'arca dell'amore, L'arca della speranza, L'albero degli innamorati, Il teatro dei drammi e delle passioni, La fermata del bus, L'albero del Re).

Quelli che escono dalle sue mani sono simboli per rappresentare metaforicamente qualcosa d'altro: il sé, i rapporti con gli altri e con l'ambiente, i ricordi, le proiezioni, le speranze future, ... Proprio come si vede nei bambini e come sanno bene i neuropsichiatri che li sottopongono al test dell'albero per cercare di capire ciò che di se stessi non riescono ancora a esprimere a parole.
L'impressione che gli alberi siano custodi di memorie infantili e collettive è molto forte osservando i lavori di Zoppi. Ed è nelle sue parole che se ne trova conferma. «I miei dipinti sono i miei ricordi, quando non si avevano molti soldi a disposizione, ma si poteva essere felici con poco, anche se per giocare bisognava inventarsi e costruirsi i giocattoli. La fonte fondamentale per la mia ispirazione è la mia infanzia, mi basta ripercorrere le tappe con la mente, e quando i ricordi iniziano ad affiorare la mia mano li trasferisce sulla tela fondendoli con la realtà. Ogni mia Opera è unica: un ricordo d'infanzia combinato con la realtà odierna. Non sono solito avere un modello da seguire, tantomeno un artista da emulare, ma i miei modelli affiorano spontanei dal mio più profondo e intimo inconscio. Molto spesso dipingo la gente comune, scene di tutti i giorni, dove ogni momento e ogni circostanza può essere un grande evento. Queste scene le pongo in un luogo che non è necessariamente un luogo dove io ho vissuto, ma un contesto che mi richiama alla mente un ricordo, un'azione o un momento che ho vissuto tanti anni prima.»

Qui sotto la fotogallery con alcune delle opere di Giuliano Zoppi in cui gli alberi sono più che protagonisti. Il resto lo trovate nel suo sito ufficiale.

LAlberodimiaMadre_Zoppi.jpg LAlberodimioPadre_Zoppi.jpg LAlberodeibuonifrutti_Zoppi.jpg Lalberodelmistero_Zoppi.jpg Lalberodegliinnamorati_Zoppi.jpg ArcadellAmore_Zoppi.jpg arcadellasperanza_Zoppi.jpg IlPrestigiatore_Zoppi.jpg Ilteatrodeidrammiedellepassioni_Zoppi.jpg

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2 commenti
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25 Nov 2011
alle 17:22

Emanuela Zerbinatti

Sì. Anche io ho le mie memorie legate agli alberi: da piccola andavo a spasso per la campagna col nonno e raccoglievo rami, foglie e le falde di corteccia di alcuni alberi che per me erano come le nuvolette che a volte sembrano avere la forma di qualcosa... il coniglio, il cuore, un uccellino. Così ci facevo su una storia. Che pazienza aveva mio nonno. Forse è perché questo mio nonno era la Naura e che la poesia che gli ho dedicato richiama il ciclo delle stagioni che si susseguono come le stagioni della vita.

Anche gli alberi di Zoppi però sono bellissimi. Pieni di colori, di... cose d'infanzia, ricordi... :)

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25 Nov 2011
alle 16:28

Paolo Beneventi

Troppo belli gli alberi! :-)

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