L'arte di curare e guarire
Una mostra che restituisce un inedito spaccato di come si viveva in manicomio tra la fine dell'800 e i primi anni '70 del '900, prima che la Legge Basaglia entrasse in vigore.
Un percorso guidato tra il manicomio e la città, a partire dai materiali dell'archivio storico dell'ospedale psichiatrico di Bergamo. È stata inaugurata ieri allo Spazio Viterbi la mostra "Transiti inceppati. Vicende di concittadini poco visti", una rappresentazione che restituisce un interessante spaccato di come in quel luogo si viveva tra la fine dell'800 e i primi anni '70 del '900, poco prima della chiusura dei manicomi determinata nel 1978 dell'approvazione della legge 180.
Al centro dell'esposizione, scandita in 6 sezioni più una introduttiva - spiegano gli ospedali Riuniti di Bergamo in una nota - ci saranno i "documenti contenuti nelle cartelle cliniche di donne e di uomini, che raccontano legami e relazioni tra l'ospedale psichiatrico e tutto ciò che vi stava attorno".
Storie di miserabili, senza tetto e senza lavoro, orfani, celibi senza affetti e vedove precoci. "Si tratta di corrispondenze più o meno visibili e normate, ma tanto frequenti da far cadere lo stereotipo del manicomio come luogo estraneo alla normalità del mondo - ha spiegato Massimo Rabboni, responsabile del Dipartimento di salute mentale dei Riuniti e curatore della mostra - ma l'ospedale psichiatrico in realtà molto recepiva e accoglieva di quanto accadeva nella società, con rapporti continui, spesso conflittuali e non di rado finalizzati a consentire il ritorno dei pazienti a una vita fuori dal manicomio". Una ricerca di umanità nei servizi di igiene mentale che si cercava anche prima dell'entrata in vigore della Legge che ha cambiato il volto alla psichiatria e alla società tutta. Da vedere!
Fonte: Adnkronos Salute