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Bernini, il genio che non ti aspetti esposto a Cortona

Sabato 27 Agosto 2011, 18:29 in Arte, Arte e salute, Chi è l'artista?, Il senso dell'arte, Pittura e arti visive, Scultura e Arti plastiche di

Un noto genio della scultura che riesce a sorprendere per un lato artistico che pochi conoscono. Gian Lorenzo Bernini pitture esposto a Cortona (Arezzo).

bernini-pittore_cortona.jpg Un noto genio della scultura che riesce a sorprendere per un lato artistico che pochi conoscono. Gian Lorenzo Bernini c'è riuscito. Architetto e noto scultore, coltivava infatti, una passione più segreta anche per la pittura. Ebbene, uno dei suoi dipinti esce oggi dall'anonimato per essere esposto a Cortona, in provincia di Arezzo, in occasione della 49ma edizione di Cortona Antiquaria, la più antica mostra d'antiquariato che aprirà i battenti in concomitanza con la presentazione dell'opera fino all'11 settembre nella cittadina toscana.

IL DIPINTO INEDITO. L'opera che scatenerà di certo l'interesse degli appassionati è un piccolo ritratto eseguito da Bernini intorno al 1630 che, secondo lo studioso Claudio Strinati, identifica un altro grande genio dell'arte barocca, Pietro da Cortona, che collaborò a lungo con Bernini a Roma, dalla chiesa di Santa Bibiana a Palazzo Barberini. Il quadro, un olio su tela quadrato di 35 centimetri per lato, resterà esposto a Palazzo Vagnotti sede anche della mostra antiquaria.

Strinati identifica in Pietro da Cortona il personaggio del ritratto, sia sulla base del confronto con i ritratti dell'artista toscano, che per l'età dimostrata dal personaggio in rapporto all'esecuzione dell'opera, datata attorno al 1630. Lo stesso Strinati sostiene la provenienza del dipinto dalla collezione Barberini e la sua identificazione con la tela descritta nell'inventario di Maffeo Barberini del 1686.

LIBERO DI DIPINGERE. Fin qui il dato nudo e crudo su uno dei lavori del Bernini pittore. Ma perché un artista che aveva già una sua fama e godeva di una certa stima avrebbe dovuto celare questo suo lato artistico, se non era poi così male da pensare che avrebbe potuto danneggiare la sua attività principale di scultore? Bernini pittore è un artista privato, che dipinge per sé, ritraendo i suoi amici, i colleghi e se stesso. Che rifiuta di vendere i suoi quadri, preferendo conservarli nel suo studio o tutt'al più regalarli. E nella pittura, libero dai condizionamenti della committenza, Bernini trova una 'valvola di sfogo' all'essere artista di papi e potenti, recuperando un'autonomia intellettuale e artistica, mai raggiunta nelle opere scultoree più note e celebrate.
Nella pittura, quindi, si scopre un Bernini completamente diverso, a cominciare dal formato delle opere. Piccoli quadri che nascono per puro godimento privato: oggi una scelta normale, ma nel Seicento assolutamente eccezionale che potevano permettersi solo i grandi artisti di successo privi di preoccupazioni economiche.

CORTONA ANTIQUARIA. Il ritratto di Bernini, che è certamente la più grossa attrattiva dell'edizione 2011 della mostra, non ne è l'unica. Cortona conferisce infatti il Premio Cortonantiquaria 2011 al maestro Jannis Kounellis, e il maestro, assiduo frequentatore della città, le dona l'opera 'Senza titolo, 2011'. Un avvenimento che coniuga uno straordinario, e finora inusitato, dialogo fra Arte Contemporanea e Antiquariato.
Kounellis ha realizzato un'imponente opera site-specific per Palazzo Vagnotti, una vera e propria 'wunderkammer' dell'arte contemporanea. Per realizzarla sono stati scaricati due camion colmi di mobili vecchi e antichi. Un fil-rouge che unisce il passato al presente. "I mobili sono come dei vecchi cappotti, con odori, colori e forme unici e irripetibili. Voglio realizzare un omaggio a questi vecchi cappotti di legno recuperandone l'anima profonda, entrando dentro il legno e la forma", ha dichiarato l'artista.
Cortona Antiquaria infine presenta anche una curiosissima mostra di lucchetti antichi, che espone circa sessanta pezzi che vanno dall'XI al XX secolo. Fra questi spiccano una decina di esemplari estremamente rari e introvabili, come un piccolissimo catenaccio medievale da scrigno (Germania XII-XIII sec.) raffigurante un leone, la cui chiave frastagliata, inserita nelle fauci, ne dispone l'apertura. Oppure, il lucchetto la cui forma ricorda un estinto 'trilobita', animale dell'era Paleozoica, realizzato in una spessa lamina di ferro, battuta a martello e rinforzata da cordoli applicati a caldo ed inchiodati ferro su ferro, con al suo interno uno tra i più efficienti e tecnicamente complessi meccanismi medievali.
Della stessa tipologia si ritrova esempio nelle collezioni di alcuni musei medievali del nord Europa dove questi oggetti sono classificati come manufatti di cultura vichinga e datati fra il XI e il XIII secolo. Fra gli oggetti maggiormente interessanti, c'è un antico lucchetto indiano degli inizi del XIX secolo dal curioso e complesso meccanismo che consente l'apertura solo dopo una sequenza di cinque chiusure progressive, con quattro chiavi ed una molla segreta a spirale: un rompicapo 'quasi inviolabile'. Un meccanismo simile a quelli che si trovano in alcuni catenacci in ferro, dalla astrusa combinazione con dischi di ottone, sia del '700, sia dell'800.


Fonte: Adnkronos

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2 commenti
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27 Ago 2011
alle 19:19

Emanuela Zerbinatti

Ma di che parli?!

1
27 Ago 2011
alle 19:06

CENSURATO78

Vergognati.

Questa è censura dell'opinione.

Fascista.

 

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