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Riappare Salvador Mundi, capolavoro di Leonardo scomparso da secoli

Venerdì 1 Luglio 2011, 11:14 in Arte, Pittura e arti visive di

Riappare Salvador Mundi, capolavoro di Leonardo scomparso da secoli.

leonardo_salvator_mundi.jpg Un capolavoro perduto di Leonardo da Vinci (1452 - 1519) è stato ritrovato in una collezione privata americana. Si tratta del "Salvator Mundi", un dipinto a olio su tavola raffigurante Cristo con la mano destra alzata benedicente, mentre nella mano sinistra regge un globo celeste. L'opera, che misura 66 centimetri di altezza per 46 di larghezza, sarà presentato per la prima volta in pubblico, dopo secoli di oblio, dalla National Gallery di Londra, che lo esporrà dal 9 novembre al 15 febbraio 2012 in una mostra dedicata all'attività di Leonardo alla corte del duca Lodovico Sforza di Milano.

NASCITA E OBLIO. Inizialmente il dipinto "Salvator Mundi", ha anticipato il Wall Street Journal, fu registrato nelle collezioni di Carlo I e Carlo II d'Inghilterra. In seguito l'opera passo nelle mani di Sir Francis Cook, un leggendario collezionista inglese del XIX secolo, ma già allora si era persa l'attribuzione leonardesca, tanto da essere catalogata solo come di "scuola milanese", datata intorno al 1500 circa.

La tavola ad olio è stata restaurata e gli studiosi che l'avevano presa in carico in un primo tempo ritenevano che fosse di scuola leonardesca. Dopo la rimozione di uno strato di pittura scolorita e della vernice che era stata applicata in un precedente restauro, gli esperti hanno annunciato l'attribuzione a Leonardo. L'opera era nota finora grazie ad un'incisione di Wenceslaus Hollar eseguita intorno al 1650.

Curiosi di sapere quanto può valere un'opera del genio leonardesco mai vista prima? È presto detto.

Salvator_Mundi_Leonardo.jpg IL VALORE. La rivista Artnews, che ha riportato la notizia della scoperta, ha già fatto i calcoli, ipotizzando una valutazione di 200 milioni di dollari per questo Leonardo ritrovato.

Una cifra non proprio "popolare" per un dipinto che invece sembra molto "pop". Nella versione non restaurata non ricorda tanto anche a voi una di quelle Gioconde fatte e ri-fatte dagli artisti "pop" e dai pubblicitari più moderni?
Anzi, a dirla tutta, mi sembra la sovrapposizione di un ritratto di Salvador Dalì e la Monnalisa. La versione recuperata, invece, perde quel non so che di Dalì ma rimane lo stesso la sensazione di un'ambivalenza uomo-donna, cosa che per altro ha pure la Gioconda.
Ma sono solo considerazioni personali, non prendetele per blasfemie, eh? L'importante è averlo ritrovato, per le speculazioni c'è tempo e su questo dipinto mi sa che ne sentiremo delle belle in futuro.


Fonte: Adnkronos

Nelle immagini il "Salvator Mundi" di Leonardo da Vinci, prima (in alto) e dopo (in basso) il restauro

8
8 commenti
8
01 Ago 2011
alle 21:16

ERNESTO SOLARI

A PROPOSITO DEL SALVATOR MUNDI RITROVATO NEL SAN DOMENICO MAGGIORE DI NAPOLI

Sono uno studioso di Leonardo e senza aver visto il dipinto di San Domenico Maggiore e quindi senza poter valutare la tecnica e gli esami scientifici (riflettografie e stratificazioni, radiografie ed esame dei pigmenti) non posso esprimere un giudizio definitivo soprattutto quando si tratta di leonardeschi; in questo caso dopo aver visto la foto del dipinto ritengo di poter affermare con convinzione che non possa trattarsi di Leonardo ma al massimo di un allievo come Luini (e scuola) il cui Cristo fra i Dottori è perfettamente sovrapponibile a questo Salvator mundi. Ri tengo comunque vi siano nel volto in questione degli strani errori anatomici e fisionomici che lasciano non poco perplessi. Siamo comunque molto lontani dallo stile del Maestro.

7
04 Lug 2011
alle 20:40

Emanuela Zerbinatti

Grazie per i vostri commenti e per gli aggiornamenti sull'evolversi dell'indagine. Infatti penso che oltre al ritrovamento in sè dell'opera, indipendentemente dall'autore a cui verrà attribuita, il bello è anche il dibattito tra esperti che si sta svolgendo sotto i nostri occhi, in diretta. Certo, magari a noi profani molte cose del dibattito sfuggiranno e forse non tutti quelli che parlano avranno il titolo per farlo. In ogni caso è affascinante e contribuirà senz'altro ad avvicinare all'arte persone che magari finora l'avevano considerata noiosa e adatta a vecchi professoroni. Spero che il dibattito arrivi anche in tv in un confronto ben curato da qualcuno che sa fare programmi scientifici di qualità. per non tagliare fuori chi internet non lo usa.

6
04 Lug 2011
alle 19:54

Nicola Barbatelli

E' di stamani la nota del Pedretti riportata nelle pagine de L'Osservatore Romano:

http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/cultura/2011/150q11-Se-Leonardo---una-chimera.html&title=Se%20Leonardo%20%C3%A8%20una%20chimera&locale=it

 

Anche se poco chiara nell'argomentazione, sembra molto chiaro il suo riferimento all'ambito degli allievi.

5
02 Lug 2011
alle 16:41

Nicola Barbatelli

La tavola "americana" è senz'altro un documento interessante per l'approfondimento del fenomeno "Cristo Benedicente"; purtroppo le immagini che offre la rete non permettono - per il momento - a nessuno di sognare!

Tuttavia la variante in questione, sebbene insolita per la resa di alcuni dettagli, si dissocia dal modello dell'incione seicentesca dell'Hollar nota per la presunta ripresa da un autografo perduto (?).

Francamente l'ipotesi di un possibile riferimento al De Predis resta la più convincente: la resa dei dettagli è appunto molto puntuale; alternativamente, immaginando appena la gamma cromatica, che risulterebbe precisa all'analogo brano di San Domenico Maggiore a Napoli, e quindi fortemente suggestionato dai toni ispano-fiamminghi ripresi nella veste e nei dettagli negli incarnati, una seria considerazione al catalogo di Francesco Galli detto "Il Napoletano", costituirebbe un'ipotesi più che convincente.

Per il momento attendiamo gli sviluppi, in ogni caso le cure di Marani e Kemp, assicurano a noi tutti la massima serietà dell'indagine!

4
02 Lug 2011
alle 13:07

manlio brusatin

Questa volta ci siamo, mi dispiace per Pedretti che ricerca un Leonrado vero anche nell'ultimo dei leonardeschi trovando solo delle Maddalene, non pentite. Non si può ancora dire, ma  credo moltissimo a Pietro Marani che l'ha visto. Solo questo: la mano benedicente e la la mano  che sostiene il globo di cristallo di rocca, sono di un grandissimo... Chi altri... Depredis, d'Oggiono, Boltraffio, Gianpietrino, Salaì, Melzi , ma mi "faccino" un piacere. Circa dieci centimetri di alto e di largo meno della Gioconda  su legno di pioppo? Interessante.

 

 

3
01 Lug 2011
alle 16:02

Emanuela Zerbinatti

Mi fate sentire piccola con tutti questi commenti. Comunque avevo ragione su una cosa: questo attribuzione farà parecchio discutere. E Gianluigi Filippelli via twitter mi ha segnalato anche qualcun altro che sostiene la stessa tesi di Ernesto http://www.italian-renaissance-art.com/Salvator-Mundi.html

2
01 Lug 2011
alle 12:17

ERNESTO SOLARI

AFFASCINANTE E ABBAGLIANTE…MA NON E’ LEONARDO

Premetto che non ho avuto ancora il piacere di visionare il dipinto ne di aver avuto la possibilità di vederne un’immagine a colori reali, ma ritengo che il bianco e nero sia sufficientemente eloquente per affermare una mia sommaria opinione sul visibile. Certamente tutto ciò che è sotto la superficie pittorica, che non è di mia conoscenza, potrebbe smentire questa mia sommaria opinione.

I fari abbaglianti (gli occhi) di questo volto di Cristo hanno colpito per il loro fascino e probabilmente messo fuori strada gli illustri esperti di Leonardo che non si sono accorti di trovarsi davanti ad un dipinto dalle caratteristiche pittoriche di alcuni allievi come un Ambrogio Depredis e lo testimonierebbe  il fatto che i pigmenti siano gli stessi presenti nella restaurata vergine delle rocce Londinese, opera in gran parte realizzata proprio dal de Predis.  Possibili alternative al De Predis potrebbero essere a mio avviso Francesco Napoletano  per le affinità coi capelli e il taglio degli occhi, e alcuni disegni e studi lo possono confermare, ma anche il Giampietrino e il Boltraffio. In quest’ultimo troviamo affinità con il taglio della bocca ma soprattutto il taglio degli occhi e la forma elegante delle mani . Anche la sfera di cristallo può far pensare alla grande abilità del De Predis, del Boltraffio  o del Giampietrino veri maestri nella esecuzione di oggetti in vetro, ceramica o metallo. Il fascino del volto con questi occhi è estremamente interessante ma in quanto copia di un originale oggi probabilmente perduto.  Auspico vivamente di poter essere smentito dalla visione diretta e dalla conoscenza del non visibile, comunque sia, anche se non fosse come penso opera del Vinciano è pur sempre una grande e preziosa scoperta.

1
01 Lug 2011
alle 11:44

Paolo Beneventi

E' il solito discorso di Leonardo: come anche il San Giovanni - donna dell'Ultima Cena, suggerito da Dan Brown nel Codice da Vinci. Certo che il "monna dalì" dell'immagine in bianco e nero è impressionante!

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