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Morte Amy Winehouse: chiesto silenzio fino autopsia. Intanto...

Domenica 24 Luglio 2011, 15:15 in Arte e salute, Medicina, scienza e arte, Musica e canto, Pazienti illustri, Psicologia e neuroscienze, Scienza di

Overdose o suicidio? La polizia dice basta alle speculazioni. Ma per la madre "era solo una questione di tempo". Il sociologo Alberoni: colpa della "musica drogata".

Amy-Winehouse_alcol.jpg Dopo lo sconcerto iniziale per la morte della cantante Amy Winehouse i media si sono lanciati in una corsa frenetica alle indiscrezioni sulle cause esatte del decesso. La polizia chiede silenzio fino ai risultati dell'autopsia attesi per domani o dopo. Intanto per la madre "Era solo una questione di tempo...", mentre il sociologo Alberoni punta il dito contro la "musica drogata". Ma non è una novità per tutta l'arte in generale.

L'AUTOPSIA. L'esame autoptico disposto sul corpo della cantante Amy Winehouse, trovata morta ieri pomeriggio nella sua casa a Londra, si svolgerà domani. Secondo quanto riferisce la Bbc, i primi risultati potrebbero essere resi noti il giorno stesso o martedì. Nell'attesa la polizia ha invitato a cessare ogni tipo di speculazione sulle cause della morte, anche se voci insistenti continuano a parlare di overdose di droga e alcol. In base alle testimonianze raccolte dai media, la cantante era depressa per la rottura di uno stretto rapporto e avrebbe acquistato venerdì sera il cocktail micidiale di droghe pesanti.

"Sono consapevole delle notizie che suggeriscono come la morte sia stata causata da una sospetta overdose di droga, ma l'autopsia non si è ancora svolta e sarebbe inappropriato speculare sulle cause della morte", ha dichiarato il sovrintendente della polizia Raj Kohli.

GENITORI SCONVOLTI MA NON SORPRESI. La morte improvvisa e accidentale, per ora della Winehouse ha colto tutti di sorpresa tranne chi le stava più vicino, quasi fosse la conseguenza inevitabile di una malattia grave e incurabile. La madre di Amy Winehouse, in particolare, si era convinta che la morte della figlia fosse solo una "questione di tempo" dopo averla incontrata 24 ore prima della sua scomparsa. Lo scrive oggi il tabloid britannico Daily Mirror. Janis Winehouse aggiunge che ricorderà per sempre che la figlia l'ha salutata alla fine del loro incontro dicendole: "mamma ti voglio bene". "Sono parole di cui farò per sempre tesoro", ha aggiunto. Un po' meno consapevole, almeno in apparenza, il padre. "Non è possibile. Sono completamente devastato", ha detto in lacrime quando ha ricevuto la notizia della morte della figlia al suo arrivo a New York. Tassista e cantante, Mitch doveva esibirsi in un locale della città americana. Ma invece è salito sul primo aereo disponibile per tornare a Londra.

ULTIMA SETTIMANA BEVENDO A MORTE. Amici della cantante raccontano intanto che Amy Winehouse non faceva che bere negli ultimi giorni. "Ha trascorso gli ultimi sette giorni a ubriacarsi e la gente diceva che stava bevendo a morte", ha raccontato un amico al tabloid. Altre voci affermano che la sua morte sarebbe dovuta ad ecstasy sommata all'alcool. Insomma nonostante gli inviti della polizia tutti parlano e speculano. E intanto in Italia c'è chi lancia accuse precise.

MUSICA DROGATA. Punta il dito sul legame tra droga e musica il sociologo Francesco Alberoni, che spiega: "Nessuna maledizione del numero 27, ma solo un caso di chi ha sfruttato tanto il suo organismo facendo uso di droghe che ad un certo punto non ce la fa più". Il riferimento a quello che è stato definito il 'Club 27', l'insieme delle star che hanno perso la vita prima del compimento dei 28 anni è chiaro. "Buona parte della musica creata in questo periodo - spiega Alberoni - è espressione di una mentalità, di un'anima che fa uso di droga. Cioè, c'è un legame stretto fra chi fa uso di droghe e la musica. Non è la prima volta che succede. Nell'Ottocento - aggiunge - molti pittori bevevano l'assenzio. Diverse volte nella storia dell'umanità ci sono state forme diverse forme di arte influenzate da una droga. Timothy Leary, negli anni Sessanta, era a favore delle droghe psichedeliche, e tutta la pittura psichedelica era il prodotto dell'LSD. C'era un rapporto diretto fra LSD e l'uso dei colori chiamati psichedelici".
"La mia impressione - aggiunge - che la musica di questo tipo di cantanti che sono morti giovani perché la loro esperienza di vita, la loro arte, è prettamente connessa a un certo tipo di uso di droga, di sfrenatezza emotiva e mentale, basta vedere come si muovono. Quindi sono fisicamente più deboli di altri. Il tipo di droghe che usano questi cantanti sono delle sostanze tossiche che attraverso la tossicità viene eccitato il loro cervello. È letteralmente una musica di drogati questa. Un'arte compulsiva, possessiva, come se fossero posseduti che per esprimerla hanno bisogno di prendere questi eccitanti".


Del rapporto tra musica e droga in realtà si è detto molto e ne abbiamo parlato anche qui. Lo stesso vale per il legame tra musica e alcol, ora sembra che a questa amicizia pericolosa non siano estranei nemmeno gli energy drink.


Fonte: Adnkronos/Ign

7
7 commenti
7
26 Lug 2011
alle 00:47

truth

Vivere è troppo spesso duro ed esasperante per tutti.
Soprattutto se sei solo e non puoi contare sull'affetto di nessuno tutto questo può arrivare a dilaniarti.
La differenza è che tutto il mondo piange Amy Winehouse, mentre altri poveracci muoiono in silensio e nessuno verserà alcuna lacrima.

6
25 Lug 2011
alle 10:54

Emanuela Zerbinatti

Eppure io credo che anche il consenso dei fan possa diventare fonte di problemi, specie quando il cantante non è soddisfatto di ciò che fa. Io ho letto commenti autocritici della Winehouse molto duri da cui traspariva però che le pesavano certe imposizioni dei manager riguardo le scelte musicali. Quando sei un giovane sconosciuto sarai squattrinato ma almeno la musica che fai è davvero tua. Poi un giorno qualcuno ti scopre, ti dice che hai talento, che fai belle cose e ti dice che ti porterà al successo però è necessario cambiare un po' il look aggiustare un po' qui la musica rivedere i testi... Nessun artista ama che gli si ritocchi qualcosa figurati gli stravolgimenti in nome del mercato. Poi cedi che ai fan piace si è creato il personaggio, hai successo ma la tua musica non è più tua. Credo che questo sia molto destabilizzante. Ti porta a chiederti se il pubblico ti ama perché non sei più tu e ti fa pensare che se tornassi tu non piaceresti più. Allora cosa scegliere: fare la musica che piace e fare la musica che non piace per piacere agli altri?

5
25 Lug 2011
alle 10:19

paopasc

Alessio, facevo riferimento ad uno dei probabili due momenti della notorietà: c'è il momento spaccaossa al quale tu alludi (soprattutto portato dall'ambiente), ma c'è anche l'altro momento, quello dell'adorazione dei fans, della soddisfazione di essere riuscito a creare qualcosa. Perbacco! quello non lo puoi nè annullare nel mondo disumano della musica nè far finta che non esiste. Però, anch'io non sono mai stato famoso quindi parlo in via ipotetica

4
25 Lug 2011
alle 01:40

Lukesky

Molti artisti di persè sono persone particolarmente sensibili ed esposti alla depressione. La ricerca dell'arte è una forma di subblimazione. Cercava una scappatoia come molte persone nel mondo che vivono dei disagi.
No giudicate quindi se non vi siete trovarvi nelle identiche condizioni depressive, emotive e psicologiche.

3
24 Lug 2011
alle 22:45

Emanuela Zerbinatti

Secondo me qualcosa le covava dentro anche prima, molto prima di diventare famosa. E la musica mitigava molto il suo dolore. Lo si capisce da certe canzoni che ha scritto lei. Non aveva talento solo vocale. Il successo per un po' deve averla illuso che ogni sua sofferenza sarebbe finita ma non è stato così e allora si è accorta che almeno le dava i soldi per comprasi droghe alcolcon cui provare a far tacere il dolore. Il rischio di morire lo conosceva ma che le importava? anche morire avrebbe fatto finire il dolore e ora che il successo se ne stava andando doveva esserle sembrata l'unica soluzione

2
24 Lug 2011
alle 22:42

Alessio Cimarelli

"Solitamente, il genere di eventi che accadono dopo che sei diventato famoso sono una delle migliori terapie, se non per guarire, almeno per mitigare..." Sei sicuro? Non sono esperto di "notorietà", ma mi sembra che il mondo della musica contemporaneo sia micidiale e disumano, un mondo in cui l'arte stessa ha ben poco spazio. Bisogna essere campioni a sopportarlo e gestirlo, più che il contrario!

 

1
24 Lug 2011
alle 21:54

paopasc

Ho due considerazioni da fare. Una è che migliaia di Win ehouse non famose se ne muoiono per l'identico motivo, o uno molto simile, in tutto il mondo. Il disagio psichico è ancora più diffuso del mal di schiena e, a osservare i dati, ancora meno curabile.

Due: l'arte non l'ha guarita, nè le ha attenutato, forse, la sofferenza, l'angoscia.

Questa seconda cosa mi sorprende assai. Solitamente, il genere di eventi che accadono dopo che sei diventato famoso sono una delle migliori terapie, se non per guarire, almeno per mitigare. Sembra che invece la Winehouse continuasse imperterrita ad autodistruggersi, fino a riuscirci.

Mi piacerebbe sapere se c'è stato un momento, magari appena ha cominciato a diventare famosa, in cui la sua angoscia si è mitigata, oppure se l'aveva, e a che livello, anche prima di inizare a cantare.

Forse è un segno che un certo tipo di notorietà è solo apparente, è solo quello che si vede nei media. Al di fuori dei media torni ad essere solo contro tutti.

 

 

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