L'arte di curare e guarire
È morto a Ginevra per una forma tumorale fulminante Roland Petit, l'ultimo grande maestro e coreografo del '900. Aveva 87 anni. A renderlo noto è stata l'agenzia di stampa svizzera Ats citando fonti vicino al ballerino francese. Accanto a lui c'erano la figlia, cantante e compositrice, Valentine, il suo braccio destro, il danzatore Luigi Bonino, la moglie e musa Zizi Jeanmaire con cui aveva vissuto da oltre 60 anni in un lungo sodalizio e sentimentale.
Ma la reazione commossa di tutto il mondo della danza è palpabile già a pochi minuti dall'uscita della notizia."Sono scioccata dalla sua scomparsa" ha detto, ad esempio, Eleonora Abbagnato che renderà omaggio al maestro francese proprio il prossimo 16 luglio a Cremona. Ironia della sorte, la 'premiere danceuse' dell'Opera di Parigi era l'interprete principale di alcuni dei suoi titoli storici tra i quali 'Carmen' all'inaugurazione del teatro dell'Opera di Roma in autunno, nella serata dedicata al geniale coreografo francese che è stata anche l'ultima apparizione di Roland Petit.
NASCITA DI UN MITO. Roland Petit nasce a Villemomble il 13 gennaio del 1924. Dalle origini italiane (la madre era la proprietaria dell'azienda che produceva la scarpe Repetto) il coreografo ha lavorato nei più importanti teatri del mondo e collaborato con imponenti figure del panorama culturale come Serge Gainsbourg, Yves Saint-Laurent, Cesar e i pittori Jean Carzou e Max Ernst.
Entrato a otto anni nella scuola di ballo dell'Opera de Paris, già all'età di quindici anni viene ammesso nel corpo di ballo. Nel 1945 fonda i Ballets des Champs-Élysées e nel 1948 i Ballets de Paris al teatro Marigny, con Zizi Jeanmaire, sua futura moglie, come ballerina etoile.
Nel 1972, con il balletto Pink Floyd, fonda il Ballet National de Marseille, che dirigerà per ventisei anni. "Le jeune homme et la mort" su libretto di Jean Cocteau si può considerare il suo capolavoro assoluto, con coreografia e costumi di straordinaria modernità.
Petit è autore di più di 50 creazioni che spaziano in tutti i generi e non ha mai smesso di rinnovare il suo stile e il suo linguaggio, diventando maestro nell'arte del 'pas de deux' del balletto narrativo. Tra le tante collaborazioni interanzionali anche quelle italiane da Luigi Bonino a Francesca Natili, da Carlotta Zamparo a Francesca Sposi. La sua compagnia ha avuti come ospiti anche Massimo Murru e Alessandra Ferri.
OMAGGI DAL MONDO. A settembre Roland Petit sarà festeggiato a New York con una mostra fotografica, realizzata dall'associazione Asmed di Cagliari. La retrospettiva mette in luce i rapporti profondi del grande coreografo di origine italiana (la madre era la proprietaria dell'azienda che produceva la scarpe Repetto) con i nostri teatri e le nostre etoiles, da Carla Fracci a Luciana Savignano da Alessandra Ferri a Viviana Durante ed Eleonora Abbagnato.
Il primo omaggio 'italiano' a Roland Petit si svolgerà il prossimo 16 luglio a Cremona, all'Arena giardino, nell'ambito del festival di mezza estate. Sarà ancora la nostra grande etoile internazionale Eleonora Abbagnato, scoperta proprio da Roland Petit, giovanissima a Palermo all'età di 13 anni, che dedicherà al suo pigmalione lo splendido passo a due da 'Rendez-vous' all'interno della serata 'Eleonora Abbagnato danza per Stradivari'. La ballerina, peraltro, si è detta "scioccata" dalla scomparsa di Petit.
Per la scomparsa di Roland Petit si respira "un'atmosfera di grande tristezza", dice Micha Van Hoecke, direttore del corpo di ballo del Teatro dell'Opera di Roma. Quella di Roland Petit "è la prima grande compagnia di ballo dove sono entrato quando avevo 15 anni", ricorda il danzatore e coreografo. Per questo l'effetto della notizia della sua scomparsa, commenta, "mi ha toccato particolarmente".
"In occasione di un omaggio del Teatro dell'Opera a Petit, l'ho incontrato a Roma e ho ricordato con lui il mio debutto nella sua compagnia dopo tanti anni", racconta ancora emozionato sottolineando che la sua amarezza è condivisa anche dagli altri membri del corpo di ballo che hanno conosciuto il maestro francese. "Il mio auspicio - aggiunge - è che la sua arte resti, come credo che sarà, un punto di riferimento nel mondo della danza visto il suo grande talento. Perché il mondo oggi ha perso un grande talento".
Fonte: Adnkronos/Ats
e ha fatto diventare rock anche il balletto grazie ai Pink Floyd. Pensare che è tutto merito di una figlia adolescente ;-)
Sono d'accordo. Un coreografo geniale e uno straordinario anticipatore. Pensare che la prima rappresentazione di questo balletto è del 1946!
alle 23:53
Luigi Gallo
Ho appena visto il video su youtube. Una suggestiva osmosi tra danzatori classici e musica rock di alto livello. Notevole!