Bimba di 4 anni dipinge come Picasso: genio o fortuna?

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Aelita-Andre-The-2-year-old-artist-6.jpg È l’artista del momento. Si chiama Aelita Andre, è australiana e ha appena inaugurato la sua prima personale dal titolo The Prodigy of Color all’Agora Gallery New York. Dipinge infatti da meno di due anni, ma lei, di anni, ne ha solo 4 ed è già stata paragonata, a seconda dei critici, a Dalì, Picasso e Pollock. Un genio dell’astrattismo?

Guardate questo video e poi ne discutiamo.

È fuor di dubbio che questa bambina sembri avere un certo gusto nell’accostare colori e materiali vari e anche un personalità piuttosto forte per imporsi come personaggio agli occhi dei media. Ammesso che sia tutta farina del suo sacco, cosa su cui non giurerei. In ogni caso secondo me non è un genio.

GENIO O PRATICA? Alla sua età persino io avrei potuto fare quadri altrettanto belli e finanche geniali se fossi stata così fortunata da avere genitori tanto aperti e permissivi da lasciarmi sguazzare nei colori dalla mattina alla sera fin dall’età di 20 mesi come hanno fatto i suoi con lei. Invece, a parte la disponibilità non indifferente di spazio e di materiali (tele, pennelli, colori e non da ultimo abiti) che i miei genitori non potevano certo permettersi, credo che avrebbero trovato soprattutto poco salutare lasciarmi immersa nei colori dalla testa ai piedi come questa bambina. Le mie non sono parole d’invidia. È vero che sono sempre stata considerata molto dotata per il disegno e che penso che avrei potuto migliorare molto se avessi studiato e fatto pratica con tutte le tecniche per molte ore al giorno in una scuola d’arte. Ma il genio è un’altra cosa, uno scatto qualitativo ancora superiore sia rispetto alla pratica costante sia rispetto al talento. E comunque credo che qualsiasi bambino normalmente dotato potrebbe ottenere gli stessi risultati estetici di Aelita se avesse la fortuna di poter pasticciare coi colori in questo modo.

IL SOSPETTO. E poi, siamo sicuri che questi insiemi così gradevoli di colori che sembrano sempre in sintonia con lo sfondo siano opera di questa bambina? La forma e il colore di base delle tele sembra che le vengano date da mano adulta. Cosa non da poco se si considera che questa scelta “adulta” può condizionare anche il tipo di scarabocchio della bambina. In questo filmato si vede dalle due tele strette e lunghe che la bambina riempie con fili di colore che seguono l’asse maggiore della tela stessa. Viene naturale davanti a un foglio da riempire seguire un criterio che non contrasti con le caratteristiche dello spazio che abbiamo a disposizione. Lo stesso vale per il colore base della tela. Davanti a uno spazio bianco chiunque di noi sarebbe portato ad usare certi colori ma non altri, e così per uno spazio rosso o uno nero. Il colore di sfondo altera poi anche la percezione estetica che gli osservatori hanno del quadro completo, indipendentemente dai colori e dalle forme con cui l’autore lo ha riempito. Fateci caso: la maggior parte dei quadri su fondo nero ci fanno pensare al cosmo e ci sono buone probabilità che l’autore volesse effettivamente rappresentare qualcosa di spaziale, cosmico, sospeso in uno spazio siderale privo di gravità. Perché davanti a un foglio nero si tende a riempire gli spazi centrali senza farli appoggiare ai margini e a usare colori chiari a forte contrasto, il che da effettivamente un senso di sospensione nel vuoto.

Nel caso di Aelita c’è poi il dubbio, anche piuttosto fondato, che i colori e gli oggetti messi nelle sue vicinanze non siano lì per caso, ma studiati  anche qui da mente adulta con una certa familiarità per i codici di comunicazione artistica e messi lì appostaquelli e non altri.

IL FUTURO DI AELITA. Sicuramente, se questi adulti non le faranno venire la nausea per l’arte, Aelita potrebbe diventare una brava pittrice, non fosse altro che al confronto di qualsiasi altro coetaneo avrà avuto più esperienza con colori e pennelli proprio in virtù dei giochi con cui le è stato concesso di giocare nell’infanzia. C’è però anche la possibilità che il talento artistico di Aelita, ammesso che esista e che lei voglia assecondarlo, venga distrutto dall’etichetta di astrattista che le hanno già affibiato. Aelita crescerà e tendenzialmente i suoi scarabocchio di bambina dovrebbero cominciare ad assumere forme più realistiche per poi prendere, con la maturità e l’esperienza con varie tecniche, la strada che più si adatta al suo modo di essere e di esprimersi. La mia opinione è che se questa bambina avesse del talento ma in un altro genere pittorico, non emergerebbe più. Rimarrebbe inchiodata a questa fase astratta perché è così che crede di dover essere per piacere agli altri, per avere l’attenzione dei media e dei galleristi. Ma nelle costrizioni non c’è né talento né arte.

Se i suoi genitori volessero davvero credere nel talento della loro bambina continuerebbero a lascirla giocare liberamente coi colori ma senza forzature e soprattutto senza darle l’impressione che lei è speciale per i quadri che fa.

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