L'arte di curare e guarire
«La Terra è bellissima da quassù, è azzurra e non ci sono né confini né frontiere.»
Yuri Gagarin, cosmonauta
Era il 12 aprile del 1961 quando un giovane pilota dell'aeronautica sovietica venne lanciato verso lo spazio siderale per una missione dall'esito ignoto. Lui era Yuri Alekseyevich Gagarin, 27 anni, originario della Georgia. Pochi anni prima aveva "volato" la cagnetta Laika, ma Gagarin era il primo uomo a vivere un'esperienza che gli consentì, tra l'altro, di vedere la Terra da un punto di osservazione mai raggiunto da nessun altro essere umano.
A lui e al suo punto di vista privilegiato Roma dedica la mostra fotografica multimediale "Gagarin: vedo la Terra azzurra" che aprirà il 21 aprile nel Palazzo del Rettorato dell'Università "La Sapienza" alla presenza dei presidenti di Roscosmos, Anatoly Perminov e dell'Asi, Enrico Saggese.
La mostra, organizzata dall'Agenzia di Stampa russa Ria Novosti e dall'Agenzia Spaziale Italiana in collaborazione con l'università capitolina, metterà in luce le varie fasi della vita di Gagarin, compresa la preparazione precedente il volo, il lancio nello spazio, il rientro a Terra, i viaggi all'estero e la sua vita dopo lo storico evento.
108 minuti di volo, tanto è durata la permanenza nello spazio della navicella Vostok-1, per trasformare un uomo in un mito e cambiare la vita del mondo. Fulcro della rassegna sono 35 fotografie, alcune inedite, scattate da Gagarin e ora uscite dall'archivio immenso della Ria Novosti.