L'arte di curare e guarire

C'era una volta il Giappone, Paese di manga, sushi e grattacieli. C'era una volta, perché oggi è solo una grande isola devastata contemporaneamente da un terremoto di inaudita violenza, uno tsunami altrettanto distruttivo e un incidente nucleare che condizionerà salute e sopravvivenza anche delle generazioni a venire.
Nel giro di pochi minuti quello che si stava avviando a diventare una delle potenze più importanti e ricche del mondo, l'unica capace di crescere trovando un compromesso armonico tra innovazione e tradizione, si è trasformato in un Paese da aiutare.
L'INDIFFERENZA ITALIANA. Sarò onesta: non vedo una mobilitazione che sia lontanamente vicina alle proporzioni del disastro. Non in Italia, almeno. Sarà che ai nostri occhi quel Paese lontano era già molto ricco e quindi ora ha risorse per cavarsela da solo. Sarà che ci siamo raccontati per troppo tempo la favola che i giapponesi non li fa piangere nemmeno il maremoto con disastro nucleare annesso, e questa vera ma soprattutto presunta, mancanza di lacrime o scene madri davanti alle macerie, diventa per noi abituati a ben altra teatralità, assenza di dolore e sofferenza. Sarà pure che ci è scoppiata la guerra in casa ma più delle bombe in testa ci tocca temere l'invasione di clandestini che nessuno di quelli bravissimi quando si è trattato di accendere la miccia ora vuole. Sarà, infine, per motivi che mi sfuggono. Fatto sta che il Giappone non ci intenerisce al punto da farci allungare una mano per aiutarlo. Con le dovute eccezioni, perché qualcuno che si mobilita per aiutare le popolazioni colpite lo troviamo anche in Italia.
ARRIVANO I MANGA! La spinta è arrivata però proprio loro: gli artisti che più di tutti riescono a sentire il debito di riconoscenza che abbiamo col Giappone per il contributo di idee che ha dato all'arte contemporanea e non solo.
Disegnatori, illustratori e artisti che coi loro lavori interpretano perfettamente lo stile che ha reso famoso questo Paese, si sono organizzati in rete con una iniziativa di solidarietà che fa capo a Hands Help Japan, blog nato spontaneamente dalla mobilitazione di un gruppo di loro. Culturalmente legati al paese del Sol Levante, e quindi dei manga, ma anche della poesia degli Haiku, questo gruppo internazionale di illustratori, guidato dall'illustratrice spagnola Stefania Fontecilla, ha promosso una raccolta di opere originali che verranno pubblicate in un e-book, edito dalla casa editrice Edizioni Haiku di Roma.
L'iniziativa sta riscontrando un ampio successo: decine di opere al giorno vengono donate dai partecipanti, tutti volontari, al blog handshelpjapan.blogspot.com che riceverà il materiale fino al 17 aprile. L'e-book, scaricabile al costo di 3 euro dal sito www.edizionihaiku.com, conterrà illustrazioni ispirate ad Haiku e disegni dedicati alla tragedia giapponese. Tutto il ricavato servirà a sostenere Save The Children Italia Onlus, impegnata in questi giorni nel fornire assistenza ai tanti bambini rimasti senza famiglia e nell'aiutare genitori e figli sopravvissuti alla tragedia a ricongiungersi. Tutti i disegni realizzati, molti dei quali di notevole pregio, si trovano on line sul sito: www.handshelpjapan.blogspot.com
Be', che aspettate?! Se amate manga e fumetti dovete fare qualcosa per salvare il Paese che li ha inventati o condizionati.