L'arte di curare e guarire
In occasione di San Valentino, il Museo della Scienza e della Tencnica di Milano ha deciso di esporre eccezionalmente oggi domenica 13 febbraio il dipinto "I Fidanzati" (1869, olio su tela, cm 36x80) di Silvestro Lega, una delle opere più rappresentative della Collezione Guido Rossi, vivace testimonianza artistica dell'Italia pre-industriale.
Un modo per festeggiare San Valentino, ma anche l'occasione per mostrare al pubblico uno dei capolavori delle sue Raccolte d'Arte, che simboleggiano il legame tra arte e scienza, industria e collezionismo sin dalla sua Fondazione.
Con un piccolo omaggio per gli innamorati che avranno voglia di trascorrere questa giornata di vigilia al Museo tra le 9.30 e le 18,30. Alle coppie che si scambieranno un bacio davanti al dipinto verrà, infatti, regalato un coupon valido per un ingresso omaggio al Museo da utilizzare entro il 30 giugno 2011 a fronte di un altro biglietto acquistato.
Ma veniamo al protagonista dell'evento.
L'OPERA. Nel dipinto I fidanzati che venne esposto per la prima volta a Firenze nel 1869 con il titolo "I promessi sposi", Silvestro Lega ha immortalato due fidanzati a braccetto mentre passeggiano voltandoci le spalle. A breve distanza, una donna li sorveglia in modo discreto mentre osserva due bambine intente a cogliere fiori. La scena è descritta con un'immediatezza quasi fotografica, in un clima sospeso accentuato dalla luce calda e soffusa del tramonto. Silvestro Lega riproduce l'atmosfera intimista e borghese propria del realismo macchiaiolo. E un pezzetto del suo vissuto personale.
A partire dagli anni '60 Lega inizia, infatti, a frequentare Piagentina, una località della campagna fiorentina dove è ospite della famiglia Batelli. Nel 1869 sta attraversando un momento della sua vita segnato da alcuni lutti tra cui quello per la compagna Virginia Batelli che, già malata di tisi, muore l'anno seguente. Questa situazione sembra riflettersi nel tono crepuscolare del dipinto.
Il primo proprietario dell'opera è stato Cristiano Banti, pittore e amico di Silvestro Lega.
CHI È L'AUTORE. Silvestro Lega (Modigliana, Forlì, 1826 - Firenze, 1895) è uno dei maggiori esponenti del movimento macchiaiolo. Dopo la formazione ispirata al Purismo di Luigi Mussini, a Firenze inizia a frequentare il caffé Michelangiolo, ritrovo artistico dei Macchiaioli. Contribuisce alla nascita della scuola di Piagentina, dedicandosi alla pittura en plein air (all'aperto) e creando alcuni dei suoi capolavori caratterizzati da colori chiari e delicati, linearismo sottile e limpida spazialità.
Il suo stile si distingue da quello di altri pittori "di macchia", come Telemaco Signorini e Giovanni Fattori, per l'attenzione ai sentimenti sereni e alla quotidianità del mondo borghese di provincia.
ARTE E INDUSTRIA: LA COLLEZIONE ROSSI. L'industriale tessile Guido Rossi (1881-1957) appartiene a una borghesia imprenditoriale lombarda capace di coniugare nella propria vita arte, industria e collezionismo. Predilige la pittura di genere e le scene di vita quotidiana con un gusto ancorato alla visione dell'Italia pre-industriale, quasi a voler cercare un bilanciamento tra modernità e tradizione.
Guido Rossi riunisce un gran numero di opere appartenenti alle più importanti scuole del secondo Ottocento italiano. Si distinguono autori della scuola meridionale come Filippo Palizzi, Francesco Paolo Michetti e Antonio Mancini. Gli artisti lombardi e piemontesi spaziano dal Romanticismo alla Scapigliatura fino al Divisionismo. Giuseppe Pellizza da Volpedo è presente con quattro opere del periodo pre-divisionista e il capolavoro divisionista "La Processione". Della pittura toscana fanno parte dipinti come "Campagna Romana" di Giovanni Fattori e "I Fidanzati" di Silvestro Lega.
RACCOLTE D'ARTE AL MUSEO. Guido Rossi muore il 13 settembre 1957 dopo aver donato al Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica la sua collezione. Nel frattempo Guido Ucelli, fondatore del Museo nel 1953 e anch'egli industriale lombardo, plasmava l'Istituzione ispirandola a uno stretto dialogo tra Arte e Scienza.
Già dal 1952 Ucelli accoglie numerosi affreschi dei depositi della Pinacoteca di Brera. A questi si aggiungono le opere della Collezione Rossi, esposte dalla fine del 1958 in una Galleria dedicata che diventa un importante riferimento nel panorama delle collezioni sull'Ottocento italiano. Nel tempo, le Raccolte d'Arte del Museo si arricchiscono di altre pregevoli donazioni: le collezioni Mauro, Capitini e Mazza.
Attualmente la Collezione Rossi non è esposta ma, oggi come negli anni passati, è possibile ammirare alcune delle sue opere più importanti in mostre temporanee dedicate all'Ottocento italiano.
Fonte: Museo della Scienza e della Tecnica di Milano
Bello che oggi per S.Valentino lo tirino fuori dalla naftalina, ma di solito dove sta?
E se provassimo a inventare città con meno fast food e meno kebab, meno jeanserie e aperitivi, e magari anche meno gallerie di arte mercato (compriamo oggi anche se non capiamo che cos'è, che un giorno il tale sarà famoso!), e più spazi dove l'arte vera sia accessibile alla gente, una parte normale non solo della nostra storia ma della vita di tutti i giorni?
Certo, con la Cultura gente come Tremonti non ci mangia, ma sai quanti soldi si spenderebbero di meno in cazzate! Piacciono di più, annoiano di meno le strade dove si cammina ogni giorno. E ti par poco?
Sigarette elettroniche fanno male: allarme da scienziati: "nicotina nel vapore: po…
Effetto Picasso e il cervello non riconosce più i volti
Primavera Rugby Day: Bambini autistici e normodotati giocheranno insieme. Via al n…
Poesie Festa della mamma: auguri con Giovanni Pascoli
Un legame genetico tra creatività e psicosi
alle 11:10
Emanuela Zerbinatti
Me lo sono chiesta anche io dove sta di solito questo dipinto e il resto della collezione. E che fine faranno dopo San Valentino.
Sulle mostre forse ridurrei il numero e migliorerei la qualità. Le gente ha dimostrato negli ultimi mesi di apprezzare le visite alle mostre. Mentre lo shopping stentava a decollare nei primi giorni di saldi la gente continuava ad andare a fare code per vedere Dalì o Van Gogh o Caravaggio. E anche le mostre minori o in periferia si riempiono di famiglie, grazie anche alla maggiore attenzione dei curatori che pensano 2percorsi familiari" o almeno diversificati e paralleli per adulti e bambini. A Vigevano ad esempio i bambini possono giocare interagendo con un Cenacolo interattivo. Bruno Munari docet!
Insomma le mostre e i luoghi dell'arte che siano insoliti o tradizionali stanno diventando luogo di ritrovo da far invidia ai centri commerciali. Lo trovo un segnale molto positivo che mi spiacerebbe venisse lasciato cadere perché tanto "con la cultura non si mangia". Col patrimonio artistico e culturale che abbiamo risolleveremmo l'economia italiana se puntassimo a valorizzarlo anziché buttarlo via