L'arte di curare e guarire
Quando si è trascorsa la vita disegnando vignette di successo, può capitare di provare il desiderio di salutare graficamente il proprio pubblico nel momento in cui si sente più prossima la morte.
Nulla di strano. Molti personaggi famosi scrivono da sé il proprio coccodrillo (quella sorta di necrologio allungato che nel giornalismo si fa a proposito della scomparsa di un personaggio pubblico per averlo pronto al bisogno). Altri l'epitaffio che comparirà sulla tomba. Ognuno saluta come sa e quindi il vignettista prende in mano la matita per disegnare la propria morte. L'aspetto singolare, semmai, è che trattandosi di un genere notoriamente comico queste "vignette estreme" trattano la morte in modo molto diverso da come siamo abituati. Non è, infatti, da tutti poter scherzare sulla morte senza paura di passare per cinici. Ma se è la propria allora tutto è concesso. Il privilegio del vignettista.
Le "vignette estreme" hanno però anche un altro aspetto che le rende uniche: per molti disegnatori si tratta, infatti, di disegnare se stessi e non è infrequente che questi autoritratti vengano messi a fianco dei personaggi che li hanno resi famosi. E' il caso, ad esempio, di Schulz che per il congedo dai suoi fans ha scelto di presentarsi in paradiso in compagnia di Snoopy dopo l'annuncio di dipartita letto da Charlie Brown.

Il papà dei Peanuts non era nuovo agli autoritratti. Nel Museo di Los Angeles dedicato ai suoi celebri fumetti è in corso addirittura una mostra con tutte le immagini che ha creato di se stesso. Non era, tuttavia, mai "entrato" nelle storie delle sue "noccioline" prima dell'addio all'attività per malattia.
Certo che mette un po' tristezza vedere che si porta via Snoopy, ma per fortuna non tutti i disegnatori fanno questa scelta. Cavandoli, ad esempio, ha lasciato qui la sua Linea col compito di piangerlo, come vedremo nel prossimo post.
Ringrazio il mio amico Gnomo62 per la stupenda immagine di questo post.
Non è una vignetta di Schulz!
E' un omaggio di un altro autore fatto al creatore dei Peanuts dopo la sua morte. Nel maggio del 2000 decine di colleghi avevano commemorato Schulz con vignette o strisce di questo tipo.
Beppe visto così è molto meglio. In effetti sono poche le immagini in cui Snoopy si comporta da "cane". Forse solo in certe occasioni in cui dorme vicino a Charlie Brown si accuccia come farebbe un cagnolino vero :)
Paopasc, qualcuno che prova a cambiare le costituzioni si trova sempre! ... ma in questo caso è a fin di bene... vorrai mica uno Snoopy che fa il randagio tra cielo e Terra per l'impossibilità di entrare ma anche di tornare indietro dai suoi amici?!
io,vedi,io non so,ho sempre preferito vedere "il bicchiere mezzo pieno",almeno qui,lo voglio vedere mezzo pieno, ossia:voglio immaginare che in realtà,qui Snoopy sia per una volta (almeno QUESTA volta) un cane normale,un cane che va, che segue il suo "padrone".
Ecco,io vorrei vederlo qui come un cane "normale" e....
accidenti..Schulz....,già da alcuni anni....mi mancano queste noccioline....
bhà...
alle 17:02
Luigi Siviero
Mi correggo: la vignetta è una delle tante pubblicate all'indomani della morte di Schulz avvenuta il 12 febbraio 2000.
Le strisce del 27 maggio 2000 sono altre ancora e questa non c'entra.