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La rianimazione 'fai da te' salverebbe 40 mila italiani

Martedì 19 Ottobre 2010, 11:55 in Scienza e comunicazione di

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Non occorre essere un medico e neppure un infermiere: in caso di infarto anche un bambino minimamente istruito sulle norme basilari di pronto soccorso potrebbe salvare una vita. Era la premessa di iSoccorso, il progetto per 'App' di iPhone che ho presentato al concorso MadIdeas di Seadmade.

A sostenerlo adesso c'è anche un'autorevole istituzione come dal l'European Resuscitation Council (Erc), che diffonde le linee guida europee per la rianimazione cardiorespiratoria. Secondo l'Erc, infatti, il massaggio cardiaco esterno 'fai-da-te' iniziato immediatamente su una persona colta da infarto o per qualsiasi altro motivo in arresto cardiaco, comprimendo il torace con forza e velocemente, almeno 5 centimetri di compressione per almeno 100 volte al minuto, aumenterebbe le chance di sopravvivenza di 2-3 volte. "Se tutti, operatori sanitari e persone qualsiasi, fossero coscienti di questi principi e li applicassero in caso di necessità - spiegano dall'Erc - si salverebbero solo in Italia 40 mila vite l'anno, e molte più delle 100 mila circa che vengono attualmente salvate in tutta l'Europa."

Nel vecchio continente sono, infatti,  circa 500 mila le persone che annualmente rimangono vittime di arresto cardiaco. Purtroppo, la rianimazione cardiorespiratoria, cioè il massaggio cardiaco esterno e le ventilazioni di soccorso, effettuata da chiunque sia testimone di un arresto cardiaco vengono però effettuate soltanto in 1 caso su 5 arresti cardiaci extra ospedalieri.
Le nuove linee guida europee, basate sulle più recenti evidenze scientifiche emerse da revisioni sistematiche della letteratura internazionale degli ultimi 5 anni e diffuse nel nostro Paese da Italian Resuscitation Council (Irc), mirano perciò ad incrementare la percentuale di interventi potenzialmente salva-vita.

Il messaggio per tutti è chiaro e forte: "Il massaggio cardiaco precoce e non interrotto è il fattore chiave di una buona rianimazione cardiorespiratoria. Chiunque, inclusi i bambini, è in grado di farlo. È una procedura semplice e sicura e aumenta in modo significativo la sopravvivenza", spiega Alessandro Barelli del dipartimento Emergenza Accettazione del Policlinico Gemelli di Roma, presidente di Irc e del Centro europeo per la medicina delle catastrofi di San Marino. "Se la vittima non reagisce e non risponde, iniziare immediatamente il massaggio cardiaco esterno comprimendo il torace con forza e velocemente: almeno 5 centimetri di compressione per almeno 100 volte al minuto. Coloro che sono stati addestrati e che vogliono farlo, possono associare al massaggio cardiaco la respirazione bocca a bocca con un rapporto compressioni/ventilazioni di 30/2. In ogni caso - ribadisce Barelli - il massaggio cardiaco è fondamentale e deve essere effettuato anche senza ventilazioni di soccorso: senza massaggio cardiaco il cervello di una persona in arresto cardiaco va incontro a danni irreversibili già dopo 5 minuti dalla perdita di coscienza".

"Numerosi studi sull'efficacia delle procedure rianimative - evidenzia Sandro Petrolati del dipartimento Medicina Cardiovascolare dell'ospedale San Camillo di Roma, segretario di Italian Resuscitation Council - sono stati valutati per la stesura delle nuove linee guida Erc 2010 prestando particolare attenzione alla qualità e al livello delle evidenze scientifiche."

Le nuove linee guida hanno preso in considerazione anche strumenti come i defibrillatori automatici esterni (Dae) il cui uso precoce oltre al massaggio cardiaco esterno può essere fondamentale e che per questo dovrebbero diventare sempre più diffusi nei luoghi pubblici. Le nuove linee guida ne raccomandano l'uso proprio perché facili da usare grazie anche a semplici comandi vocali che assistono l'utilizzatore in tutte le fasi del processo garantendone la completa sicurezza. "La defibrillazione precoce, insieme al massaggio cardiaco, è un fattore prioritario per aumentare la sopravvivenza dopo arresto cardiaco" ribadisce Petrolati.

Le linee guida Erc 2010 confermano, infine, l'importanza a livello specialistico dell'ipotermia terapeutica nel trattamento intensivo dei pazienti sopravissuti ad arresto cardiaco dopo che questi sono arrivati finalmente in un centro medico. Consiste nel 'raffreddare' il paziente portandolo a 32-34° C per 12-24 ore con mezzi sicuri e facili da utilizzare come semplici sacchetti di ghiaccio. L'ipotermia terapeutica dopo arresto cardiaco aumenta la possibilità di un buon recupero neurologico del paziente. Massaggio cardiaco immediato ed energico, defibrillazione precoce e raffreddamento post-arresto possono essere considerati dunque i tre punti fermi delle nuove linee guida Erc 2010.

Maggiori informazioni sulla rianimazione 'fai-da-te' si trovano nei siti di Italian Resuscitaion Council (www.ircouncil.it) e European Resuscitation Council (www.erc.edu). Quello che l'Erc e soprattutto lIrc non dicono, ma che dovrà considerare prima o poi, è come promuovere in tutti gli strati della popolazione la coscienza civile necessaria per avvicinarsi a una persona in evidente stato di difficoltà. I recenti fatti di cronaca dimostrano, infatti, che almeno in Italia siamo ben lontani da questo obiettivo minimo. Che sia paura, mancanza di coscienza, empatia o senso civico è difficile dirlo. Certo è che non si tratta della paura di non saper-fare, perché io posso anche essere sicuro di non avere conoscenze mediche sufficienti per intervenire, ma che diamine, tenere la mano a una persona che sta soffrendo o addirittura morendo in attesa di soccorsi mi sembra il minimo che si deve agli altri e a se stessi.


Fonte: Adnkronos Salute

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