L'arte di curare e guarire
La storia della medicina raccontata attraverso le immagini di importanti film prodotti e distribuiti da Universal andrà in scena domani all'Hotel Hilton a Roma con la prima di Cinema & Medicina - Dal Gladiatore al Dottor House.
Si tratta di un film di montaggio scritto e narrato dal Presidente della Società Italiana di Chirurgia, Roberto Tersigni e ideato e diretto da Marco Spagnoli che per la prima volta avvicina due mondi molto distanti come cinema e medicina con una pellicola creata apposta per l'occasione.
Alla proiezione sarà presente anche l'attore e regista Carlo Verdone che con i suoi personaggi caricaturali ha portato spesso al cinema tic e manie di medici e pazienti frutto della sua lunga esperienza da grande ipocondriaco o, come preferisce definirsi lui, eccellente "medico mancato".
L'iniziativa fa parte degli incontri organizzati per il 112° Congresso Nazionale della Società italiana di Chirurgia dal titolo "È ancora il medico che comanda il futuro". L'occasione è dunque scientifica, ma vuole rappresentare volutamente anche un luogo di scambio e approfondimento dei problemi dei professionisti, non solo nei rapporti con il mondo medico, ma anche con quello delle Istituzioni e della Società Civile.
"Siamo in un'era di alta specializzazione e tecnologia - spiegano, infatti, i due Presidenti Giovanni Battista Grassi e Aldo Moraldi - e quest'anno il Congresso lo abbiamo voluto un po' diverso dagli altri a partire dal manifesto, proprio per mettere in primo piano quella che è sicuramente una delle espressioni maggiori di questa tecnologia e cioè il Robot "da Vinci". Questo Robot, da noi usato sia in Chirurgia Generale che Specialistica, deve il suo al Genio di Leonardo, che agli inizi del Cinquecento aveva già pensato ad un qualcosa di molto simile ad un Robot, vale a dire un dispositivo automatico in grado di compiere un lavoro ed imitare i movimenti dei corpi animati, senza assistenza umana".
"Ed ecco perché nel nostro manifesto è raffigurato il 'Soldato Robot' di Leonardo, peraltro scoperto molto recentemente fra i mille e mille disegni e progetti del grande scienziato italiano. E non poteva mancare nel manifesto un ricordo del Movimento Futurista italiano, di cui nel 2009 correvano i 100 anni dalla nascita, movimento che ha sempre guardato con entusiasmo il progresso scientifico, esaltando la velocità e la tecnologia."
"La frase 'E' ancora il medico che comanda il futuro' che da titolo il Congresso si riferisce, invece, al fatto che la mente umana è la più sofisticata fra tutte le macchine e dietro anche al più complesso degli strumenti, ci sarà sempre un cervello a guidarlo. La decisione ultima, di fronte al malato e col suo consenso, spetterà sempre al medico. E se permettete, - concludono provocatoriamente, Grassi e Moraldi - questa frase vuole anche significare che se il medico riacquistasse la dignità di un tempo e riprendesse il comando di questa povera nave senza rotta (vedi il Governo Clinico!), tutto sommato sarebbe cosa buona e giusta".
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