L'arte di curare e guarire
Bovini che impazziscono e diffondono morbi cerebrali. Insetti metaforici per qualunque sistema informatico del pianeta. Microrganismi in grado di contagiare l'uomo tramite polli, mucche, maiali o, pensate un po', la posta.
Ormai dovremmo esserci abituati. Pandemia, strage, apocalisse sono i termini più ricorrenti nei media all'alba del terzo millennio. Il terrore, infatti, non corre più sul filo, ma sui comunicati istituzionali e le dichiarazioni più o meno roboanti degli opinion makers di turno che media vecchi e nuovi rilanciano con pathos e dovizia di particolari.
E noi lì, pronti a sorbirci tutto per l'ennesima volta, tra scongiuri, preghiere e amuleti.
Storie di ordinaria isteria? Psicosi globalizzate? Oppure bufale colossali e quindi al massimo "pandemie dell'indecenza"?
Per chi oggi sarà a Milano, Andrea Kerbaker, scrittore con un ventennio nella comunicazione dell'industria privata alle spalle, prima per Pirelli poi per Telecom, presenterà il suo nuovo libro "Bufale Apocalittiche" (Ponte Alle Grazie). In esso Kerbaker analizza il ruolo dei media, di enti pubblici e privati, di esperti e politici, dell'ipocondria di massa che dilaga, dal Millenium Bug alla mucca pazza, in uno scenario a metà tra il millenarismo medievale e il polpettone hollywoodiano.
Per chi pensa che "è talmente assurdo che potrebbe essere vero", o dice "non ci credo ma non si sa mai". Per chi appartiene alla folta schiera dei superstiziosi. Ma soprattutto per chi è stanco di sentirsi preda dell'angoscia ad ogni nuovo annuncio di catastrofe prossima ventura, l'appuntamento è alle ore 18.30 presso il Multicenter Mondadori in Piazza Del Duomo, 1.
Insieme all'Autore interverranno anche Salvatore Carrubba e Sergio Scalpelli.
Vuoi scherzare?! Prevenzione?! E che parolaccia è mai questa! Eresia! Fornire soluzioni o solo strategie di sopravvivenza psicologica. Meglio, molto meglio lasciare il "popolino" nell'ignoranza e sotto la minaccia costante di un destino ignoto e imponderabile che spiegargli che si il destino può colpire chiunque e ovunque ma che non è così imponderabile e inevitabile come sembra e soprattutto che il suo ruolo può essere ridimensionato togliendo tutto ciò che deve essere addebitato a più controllabili "errori umani".
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alle 17:29
paopasc
Bisognerebbe distinguere i casi di buona e mala fede (anche se gli effetti sul pubblico sono simili), cioè i casi in cui si manifesta semplice ignoranza oppure un intento nascosto.
Al primo caso sono da ascriversi anche le "bufale inverse" tipo quelle provenienti da fonti ufficiali (vedi recenti vaccinazioni influenzali) al secondo un intento nascosto che mira a deviare l'attenzione.
E' sempre buona norma non credere alle cose "incredibili" o almeno cercare una verifica multipla.
Il ruolo della divulgazione, quella senza conflitto di interessi, è proprio questo: aiutare la gente a distinguere il vero dal falso e assegnare a ciascuna delle due categorie la relativa percentuale di credibilità.