L'arte di curare e guarire
Era il 2 ottobre 1950 quando i Peanuts fecero il loro ingresso su sette quotidiani statunitensi contemporaneamente: il Washington Post, il Chicago Tribune, il Minneapolis Tribune, l'Allentown Call-Chronicle, il Bethlehem Globe-Times, il Denver Post ed il Seattle Times.
Non so dirvi se fosse una "notte buia e tempestosa", fatto sta che da allora Charles Monroe Schulz non si è più fermato, disegnando le strisce di Snoopy e compagni ogni giorno dalle 9 alle 17, dal lunedì al venerdì, senza quasi mai una vacanza, per cinquant'anni, in un crescendo di successi scanditi a suon di record e riconoscimenti a livello mondiale.
Il frutto del suo metodico lavoro è entrato nel Guinness Book of Records come il fumetto più popolare di tutti i tempi. Le avventure dei Peanuts sono apparse su oltre 2000 quotidiani, raggiungendo 355 milioni di lettori, senza contare i 1400 titoli in 26 lingue. Dal 1970 la definizione di «coperta di Linus» è stata ufficialmente inserita nel Webster's Dictionary, e i più prestigiosi musei del mondo hanno dedicato a Schulz mostre e retrospettive.
Oggi le "noccioline" più famose e simpatiche del mondo compiono 60, onorabilissimi, anni. Quale giorno migliore per parlarvi del libro che per la prima volta analizza le strisce di Charles M. Schultz nel senso più profondo del termine? In Piccola storia dei Peanuts, edito da Donzelli editore (2010) l'Autrice Simona Bassano di Tufillo ci accompagna in un viaggio affascinante nel mondo minimale di Charlie Brown & Co., mostrandoci come il fumetto di Schulz possa essere considerato a tutti gli effetti un'opera d'arte, studiato come tale e riletto alla luce delle teorie estetiche, filosofiche e semiologiche.
Il tutto sorretto dalla passione di chi per mestiere fa la disegnatrice di fumetti e conosce i Peanuts dacché più o meno è al mondo.
Lo sguardo dell'autrice ci fa scoprire cosa c'è dietro la popolarità transgenerazionale e globale del simpatico gruppetto: un atteggiamento solidale verso tutte le forme di vita e non-vita, un abbraccio partecipe e accogliente che rispetta allo stesso modo un fiocco di neve, un insetto e un bambino, che non antropomorfizza il mondo animale - al contrario di altri fumetti, come Topolino -, che restituisce un universo brulicante di presenze, seppure visivamente «assenti». È la relazione con l'«altro» il cuore delle strisce di Schulz, che con incredibile maestria e pochi, essenziali tratti, a partire da un praticello e un campetto di baseball apre alla fantasia del lettore il microcosmo della provincia americana.
Schulz ci regala solo scorci, ritagli, pezzettini di sfondo; completarli sta a noi, che entriamo a pieno titolo nella creazione del fumetto.
Tanti auguri Peanuts!
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alle 00:32
Beppe
Ecco,ora comparirà una "lagrimuccia",dagli occhi di uno gnomo,che "delle noccioline" ha fatto un po' un leitmotiv di gioventù,in fondo mai esauritasi,grazie appunto,"alla filosofia spicciola" di queste "strisce"...,modo forse riduttivo per dire "capolavori" a fumetti!
Non so se hai visto mai una delle ultime (strisce),quella in cui Schulz si "disegna" in fron of" alla porta del Paradiso e,rivolgendosi all'amato Snoopy,gli dice che lui,qui non potrà seguirlo....
ecco,questa è la grandezza finale di un disegnatore,uomo che ha saputo "leggere di filosofia" spicciola a disegni.
Beppe