Sono incazzato nero! Tu no?

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Anche i Vip nel loro piccolo s'incazzano.

Jeremy Irons, ad esempio, è "incazzato nero". "I'M MAD AS HELL" è il grido che l'attore lancia attraverso un video pubblicato su YouTube, ma anche il nome di una campagna voluta dal Presidente della FAO Jacques Diouf per denunciare il miliardo di persone che nel mondo soffrono ancora cronicamente la fame in vista del vertice mondiale sulla sicurezza alimentare.
Irons, è "I'M MAD AS HELL". E vuole che anche noi lo siamo.

Una petizione semplice, essenziale ed incisiva per far sentire ai grandi della terra la nostra più veemente protesta, ospitata sull'unica pagina del sito www.1billioonhungry.org.
In essa Diouf conta fino a 6, il drammatico tempo necessario perché al giorno d'oggi un bambino muoia di fame.

Nel 2010 il nostro mondo ipertecnologico mette ancora a rischio di morte per fame, la vita di oltre un miliardo di persone in tutto il mondo.
Secondo gli ultimi dati pubblicati proprio oggi dalle agenzie di stampa, il numero di affamati nel mondo è sceso sotto la soglia del miliardo di persone. E' la stima diffusa dalla Fao e dal Pam (il programma alimentare mondiale dell'Onu), che tuttavia in un comunicato avvertono che le persone che soffrono la fame "rimane inaccettabilmente alto, nonostante i passi avanti che hanno fatto scendere il totale sotto il miliardo".
Il nuovo dato è contenuta nel rapporto annuale 'Lo stato dell'insicurezza alimentare nel mondo' realizzato congiuntamente da Fao e Pam, che sarà pubblicato in ottobre. In particolare, il numero degli affamati è ora pari a 925 milioni, 98 milioni in meno rispetto al miliardo e 23 milioni registrato nel 2009. "Ma con un bambino che muore ogni sei secondi per problemi connessi con la sottoalimentazione, la fame rimane lo scandalo e la tragedia di più vaste proporzioni al mondo", ha affermato Jacques Diouf, direttore generale della Fao. "Questo è assolutamente inaccettabile". Il persistere di un livello ancora alto di fame cronica a livello mondiale, ha aggiunto "rende estremamente difficile raggiungere non solo il primo degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ma anche tutti gli altri". "E' a serio rischio il raggiungimento dell'obiettivo di ridurre la fame nel mondo", ha proseguito il direttore generale, facendo notare che il recente aumento dei prezzi alimentari, se dovesse persistere, potrebbe ostacolare seriamente gli sforzi per ridurre il numero di coloro che soffrono la fame. "L'intervento vigoroso e pressante dei paesi e del mondo intero si sono dimostrati efficaci nel fermare l'aumento vertiginoso del numero degli affamati", ha dichiarato per parte sua la direttrice esecutiva del Pam, Josette Sheeran. "Ma non è il momento di abbassare la guardia. Dobbiamo continuare a non dar tregua alla fame per assicurare stabilità e proteggere vite umane e la dignità". La Fao sottolinea che il nuovo dato "è stato reso noto alla vigilia del Vertice di New York del 20-22 settembre prossimi, convocato per accelerare il cammino verso il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite, il primo dei quali è porre fine a fame e povertà". Lo scorso maggio Diouf aveva lanciato la campagna '1billionhungryi' per spronare i leader di tutto il mondo ad intervenire presto ed in modo deciso per porre fine alla fame. Oltre mezzo milione di persone hanno già firmato la petizione online con la quale si chiede ai governanti di tutto il mondo di fare della riduzione della fame la loro priorità assoluta. Si prevede che per la fine dell'anno si supererà il milione di firme. Secondo il rapporto, la diminuzione del numero globale delle persone che soffrono la fame nel 2010 "è in larga misura da attribuirsi alla ripresa economica prevista per quest'anno - in particolare nei paesi in via di sviluppo - e all'abbassamento dei prezzi alimentari registrato a partire dalla metà del 2008". A livello globale, precisano ancora Fao e Pam, "il dato sulla fame del 2010 segna un calo del 9,6% rispetto ai livelli del 2009. Questa riduzione si è concentrata principalmente in Asia, dove si stima quest'anno vi saranno 80 milioni in meno di affamati cronici. Nell'Africa sub-sahariana il calo è stato molto più contenuto - circa 12 milioni - e una persona su tre continua ad essere sottonutrita". Guardando poi ai dettagli, due terzi delle persone sottonutrite vivono in soli sette paesi, Bangladesh, Cina, la Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia e Pakistan. Inoltre La regione con il maggior numero di persone sottonutrite continua ad essere l'Asia con 578 milioni di persone. D'altro canto l'Africa sub-sahariana rimane la regione con la proporzione più alta di persone sottonutrite (30%) con 239 milioni di persone.

La Fao ha quindi voluto rilanciare questa grande petizione on line, per esortare la gente in tutto il mondo ad indignarsi del fatto che circa un miliardo di persone soffre la fame e far così appello ai governi affinché facciano dell'eliminazione della fame la priorità numero uno "Dovremmo tutti essere molto arrabbiati per il fatto che altri esseri umani continuino a soffrire la fame" ha dichiarato il direttore generale della Fao, Jacques Diouf. "Se anche voi lo siete, vorrei che esprimeste questa rabbia aggiungendo il vostro nome alla petizione 'billionhungry' che trovate su http://www.1billionhungry.org che siate ricchi o poveri, giovani o vecchi, nei paesi in via di sviluppo come in quelli sviluppati", ha aggiunto.

Il Progetto '1billionhungry' usa immagini forti per mostrare cosa davvero può significare aver fame, mentre un linguaggio diretto ed una grafica innovativa attraggono l'attenzione sul fatto che è giunto il momento di dire basta! Icona della campagna, un fischietto giallo per esortare la gente a "fischiare" contro la fame che in Italia si è già visto in azione qualche mese fa. Martedì 27 maggio, chi si è trovato a passeggiare per il centro di Roma non può essere rimasto, infatti, indifferente al suono di centinaia di fischietti provenienti dalla sede centrale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura. Numerosi i testimonial presenti già allora: il rinomato calciatore Patrick Vieira, il velocista olimpionico Carl Lewis, oltre al Direttore Generale della FAO, Jacques Diouf. Il fischietto giallo scelto dagli organizzatori della campagna è quindi un'immagine significativa che simboleggia la volontà di farsi sentire per risolvere il problema immediata e forte come lo slogan, che recita "I'm mad as hell!", "sono incavolato nero".

Il sito ufficiale dell'iniziativa, tradotto in tutte le lingue, presenta una rassegna di materiale informativo sulle dimensioni del problema, sui paesi più colpiti, sulle azioni che ognuno di noi può intraprendere per dare il suo contributo. In una sezione apposita sono disponibili i video dei testimonial d'eccezione che hanno deciso di aderire, tra cui l'attore Jeremy Irons e il calciatore Patrick Viera.

Dunque che aspetti? Fai pressione anche tu sui politici per sconfiggere la fame. Firma la petizione, e incita tutti i tuoi amici a fare altrettanto.

Firmare vuol dire far sapere a chi ci governa che "troviamo inaccettabile che quasi un miliardo di persone sia cronicamente affamato. Attraverso le Nazioni Unite, sollecitiamo i governi a dare priorità assoluta all'eliminazione della fame fino al raggiungimento di questo obiettivo."

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