L'arte di curare e guarire
Lo stupore è l'unica reazione spontanea che mi riesce di manifestare. Come si può amare la Natura, al punto da volerci trascorrere un periodo di vacanza in immersione totale e senza tutte quelle comodità a cui siamo abituati in città e poi dimostrare di non riuscire nemmeno a tollerare la meravigliosa biodiversità del genere umano?
Questi due non meritavano di starci rifugio "Bertacchi" a Madesimo, in alta Valle Spluga. E ha fatto bene Franco Gerosa, il responsabile, a fargli capire che non erano benvoluti dopo le parole di disprezzo che erano riusciti a proferire contro la loro collaboratrice ganese, una ragazza di 24 anni "gentilissima e seria, con regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro". Spero, anzi, che Gerosa vada avanti con la sua intenzione di denunciarli, cosicché siano banditi da qualsivoglia altro rifugio.
Razzisti siete avvertiti. È ipocrita voler trascinare i propri pregiudizi al cuore della Natura. Stetevene a casa: risparmierete a voi il viaggio e a noi di vedere la vostra brutta faccia razzista.
I dettagli sul "fattaccio" li trovate qui.
Posto che a volte le notizie sono troppo "perfette" per essere del tutto vere dobbiamo distinguere due situazioni.
Esiste un razzismo dettato dalla paura dell'altro, del diverso, e quale maggior diversità di quella del colore della pelle? (ti ricordo che nemmeno i neri sono teneri con i loro albini) e questo si può combattere culturalmente (anche se lo stereotipo che è sempre dietro l'angolo riaffiora a ogni notizia di cronaca negativa che coinvolga stranieri)e urbanisticamente (impedendo le concentrazioni di stranieri di una stessa etnia, che creano sempre diffidenza).
L'altro razzismo è quello che poggia su basi "scientifiche", sulla fallace convinzione della suddivisione in razze e sulla erronea deduzione che vi siano razze più o meno evolute. Questo atteggiamento alberga non solo nell'uomo di "scienza" (ai suoi esordi sugli studi di genetica e antropologia) ma anche nell'uomo comune e appoggia, genericamente, le sue basi nel comportamento aggressivo verso altri membri della nostra specie che condividiamo con i nostri amici scimpanzè, i quali sono tutti contenti quando possono scatenare la loro aggressività su membri estranei al gruppo. E' un sistema sempre presente, lo vediamo all'opera di continuo: che si manifesti come razzismo o come tentativo di instillare la democrazia, sempre un nemico esterno è in grado di cementare il gruppo.
Nel caso specifico che, ripeto, mi sembra troppo "da manuale" per essere vero, cosa indurrebbe due persone presunte amanti della natura a sentirsi offese dalla presenza di una persona dalla pelle di colore diverso? prima di tutto sembra di notare che potrebbe non esserci correlazione tra naturalismo e atteggiamento razzistico, nel senso che si può amare la natura e essere razzisti. Non certo la paura dell'altro, ma forse sì l'esecuzione di quella routine di cui parlavo sopra, che si attiva "automaticamente" quando è presente l'effetto trigger.
Come si vince quest'ultimo razzismo?
è notevolmente più difficile da combattere del primo perchè molto più connaturato all'essenza di chi lo manifesta. mentre, spesso, nel primo caso basta dimostrare che non c'è da aver paura dell'altro, nel secondo il comportamento è incistato dentro l'anima e si manifesta sempre: una volta è contro i neri, un'altra è contro un'altra categoria di umani, e così via.
Se mi viene in mente qualcosa, ti prometto che te lo faccio sapere!
Giusto, ma i razzisti purtroppo ci sono e da qualche parte stanno (coi loro pregiudizi). Solo che trovarli in città ormai è un dato di fatto e, anche se mi scoccia dirlo, mi sono abituata all'idea che potrebbe essere una scena con cui prima o poi tutti fanno i conti.
Riguardo alla localizzazione hai ragione: ho sbagliato nel trascrivere dalla fonte. Per la geografia sono proprio negata (non so neanche copiare :(
Chiedo venia agli abitanti di entrambe le valli e correggo.
Due piccole precisazioni:
1. è ipocrita voler trascinare i propri pregiudizi razzisti OVUNQUE
2. Madesimo è in val Spluga e non in val Susa.
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alle 14:27
Dario
Troppo perfetta questa notizia dò ragione a Paoluccio .
Oramai basta uno sguardo interpretato male ad un'extracomunitario e succede il finimondo .Dove è ricoverata mia mamma una infermiera di colore che trattava a malomodo gli anziani ha accusato i parenti degli ospiti di razzismo, un ragazzino di colore mio cliente al Parco dopo innumerevoli richiami all'ordine e dopo avermi rotto un pezzo di estintore , a una mia minaccia finale di prenderlo a "calci in culo " mi ha detto "allora sei razzista".Questa gente ormai è protetta e guai a toccarla se no sei "razzista". Io non mi faccio intimorire e se è il caso li prendo a calci nel culo fino al loro paese.