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Donne matte “in quei giorni”? Ma non scherziamo!

Venerdì 17 Settembre 2010, 10:36 in Psicologia e neuroscienze, Scienza e comunicazione di
Sindrome-premestruale.jpg Agli italiani non piace il nuovo Dsm, il manuale statistico diagnostico dei disturbi mentali dell'American Psychiatric Association utilizzato dagli psichiatri di tutto il mondo per definire il problema di cui soffre ciascun loro paziente.

Pretendono spiegazioni in particolare alcuni senatori del Pdl che hanno preannunciato un'interrogazione al ministro della Salute Ferruccio Fazio per chiedere che «l'Italia si adoperi affinché la prossima pubblicazione del Dsm V prevista per maggio 2013, non contenga elementi di patologia che a prima vista sembrano assurdi». Le perplessità dei firmatari dell'interrogazione tra cui spicca Antonio Gentile, riguardano appunto la sindrome premestruale che come giustamente ricordano «è una condizione fisiologica e comune forse al 100% delle donne» e che nel nuovo manuale verrà invece equiparata a patologia psichiatrica.

Pubblicandolo per come è stato preannunciato dall'APA, scrivono gli esponenti del Pdl in una nota «Verrebbero ignorati gli studi internazionali e nazionali che dimostrano come molti soggetti presentino allucinazioni senza sviluppare psicosi».

«Noi non vogliamo alimentare sospetti - dice Gentile - né fare riferimento al fatto che molti dei componenti di questa task force sono anche consulenti delle più importanti case farmaceutiche americane: abbiamo rispetto per le persone e per la scienza, ma ci sono cose che non quadrano», denuncia.

Non lo dicono, insomma, ma che sospettino un caso eclatante di Disease mongering è fuor di dubbio. D'altre parte sono stati molti anche gli psichiatri che si sono mostrati perplessi per la nuova edizione di quella che è un po' la loro Bibbia. Il Dsm infatti non è solo un volume in cui si definiscono i nomi e le caratteristiche delle malattie. I risvolti che hanno le "etichette" affibiate ai pazienti grazie ad esso possono avere ripercussioni sulla terapia, ma anche sulla possibilità di avere un lavoro, un'assicurazione e condizionare anche i giudizi nei tribunali.

Sindrome-premestruale_Sintomi.gif


5
5 commenti
5
17 Set 2010
alle 13:14

Paolo C.

Mi sembra comunque che il rischio di patologizzare tutto e tutti fosse già stato evidenziato mesi fa da autorevoli 'addetti ai lavori':

http://www.reuters.com/article/idUSTRE66Q4BJ20100727

 

4
17 Set 2010
alle 12:32

Paolo

Gianluigi, non preoccuparti: tu sei già classificato! :-)

Siamo forse ormai pronti a una società in cui ogni stato umano che non sia lavorare e consumare (moderatamente però, occhio allo shopping compulsivo!) può essere messo in mano agli psichiatri: se sei stanco perché hai dormito poco, se sei nervoso perché qualcosa nella tua vita non va, se passi troppo tempo davanti alla TV o peggio se non la guardi mai, se non sei d'accordo con il governo...Per non parlare di quando uno o una si innamorano e cominciano a camminare a mezzo metro da terra: camicia di forza con paracadute!

Per fortuna ci sono i telefilm americani a metterci in guardia, che molte volte proprio lo strizzacervelli, è lui l'assassino!

3
17 Set 2010
alle 11:58

Emanuela Zerbinatti

Paolo, l'ipotesi di uno spopolamento di autori non mi sembra così improbabile :) Concordo anche sulle altre tue obiezioni. Inoltre non sono proprio d'accordo che la Sindrome premestruale riguardi il 100 per cento, o quasi, delle donne. La sindrome premestruale viene diasgnosticata quando le alterazioni fisiologiche che ha la donna "in quei giorni" diventano per intensità e/o durata talmente importante da condizionare la vita e le attività della donna. E' vero che certi sintomi riguardano la sfera psicchica e che un certo atteggiamento o substrato psicologico può condizionare come ci si sente durante il ciclo mestruale. Ma io lascerei il compito di gestire questi problemi agli internisti... non ne farei una categoria psichiatrica. Non mi pare il caso e non vorrei che adesso la SPM diventasse attenuante per comportamenti irrazionali o addirittura illeciti come invece accadrebbe inserendola nel Dsm. Oltre al fatto che a prescindere dai risvolti giudiziari medicalizzare malattie che non lo sono o non lo seno in modo così univoco non è un bene.

@ Gianluigi, che vuoi che pensino? che hai la sindrome premestruale no?!

2
17 Set 2010
alle 11:32

Gianluigi Filippelli

Chissà me come mi classificherebbero dopo il post di questa mattina?

1
17 Set 2010
alle 11:31

paopasc

Uno, il rischio è sempre presente, della nosologia pro casa farmaceutica ma,

due, è anche vero che in alcuni casi uno stava male e gli davano dell'ipocondriaco o del matto e

tre,   sarebbe lecito attendersi assoluta imparzialità, vista l'importanza del manuale nella diagnosi così,

quattro, come si può fare? è sufficiente che gli estensori non abbiano avuto a che fare con case farmaceutiche? oppure c'è una spopolazione di autori? 

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