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Non tutti gli alieni vengono per nuocere!

Mercoledì 4 Agosto 2010, 10:55 in Carnevale della fisica, Fumetti e animazione, Medicina, scienza e arte, Scienza e comunicazione, Scienza e nuove tecnologie di
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Alieni, alieni e ancora alieni! Da un po' di tempo non si sente parlare d'altro. Per l'esattezza dall'uscita dei titoli dei temi della maturità 2010.
Vabbé magari è solo suggestione, ma il fatto è che per molti scienziati vedere il Ministero della pubblica istruzione chiedere a ragazzi di 18-19 anni di rispondere alla domanda "siamo soli nell'universo" come dimostrazione di raggiunta maturità, è sembrata la classica goccia che fa traboccare il vaso.

Dà il senso di una cultura scientifica che non conta davvero più nulla. Un conto è dire che non ci sono soldi per finanziare la ricerca, un altro è dare un calcio a tutto ciò che la ricerca rappresenta portando i giovani a porsi domande che di scientifico hanno ben poco.

Questo non perché sia poco scientifica la questione della vita nell'universo in generale, ma perché è formulata male e soprattutto proposta a un target sbagliato. La mia idea è che il Ministero abbia voluto mettere tutti i ragazzi nelle condizioni di poter scrivere qualcosa, e i titoli degli altri temi lo dimostrano. Ma c'è un abisso tra "scrivere qualcosa", e "scrivere qualcosa di senso compiuto e scientificamente corretto" visto che è di questo che stiamo parlando.

I ragazzi della maturità 2010 non avevano basi per poter scrivere qualcosa che non fossero le sciocchezze pseudoscientifiche che la tv e i media di oggi gli propinano come possibilità o addirittura verità in cui credere. Cerchi nel grano, profezie Maja, fini del mondo, X-files, e soprattutto UFO. Questo è ciò che viene offerto, male, ai giovani, spacciandolo per curiosità e interessi scientifici.

Molti scienziati e ricercatori si sono indignati per questa scelta ministeriale. Passi per i media, anche se bisognerebbe fare un discorso a parte per le differenze che ci si dovrebbe aspettare tra quelli gestiti da privati e quelli pubblici. Ma dagli organismi centrali mai e poi mai avremmo voluto veder sdoganare una questione come quella degli UFO. E per di più sfruttando un momento di passaggio importante nella crescita umana e culturale dei giovani, rafforzando ulteriormente nella testa del pubblico l'idea che si tratti di verità scientifica. Se questa è una nuova direzione imboccata dal Governo in fatto di ricerca e istruzione, non meravigliamoci se al tototema della Maturità 2011 spunterà anche il polpo Paul che grazie alle sue "profezie calcistiche" e all'ampio spazio che gli stanno dando i media si è conquistato il titolo di tormentone dell'estate.
Ma tornando al famigerato tema di quest'anno, la nota astrofisica Margherita Hack disse che "è certamente interessante riflettere sull'esistenza di altre forme di vita nell'universo, ma per carità che non si parli di UFO". Peccato che il suo commento abbia trovato appena lo spazio di una citazione in un mare di commenti e apprezzamenti per i temi scelti dal Ministero che hanno fatto felici ragazzi e commissioni.

A me non sono piaciuti e se me li fossi trovata alla mia maturità sarei rimasta molto delusa. I temi facili dati con l'intento di mettere tutti nelle condizioni di scrivere qualcosa vanno bene nel corso del ciclo di studi e, limitatamente, a qualche occasione in cui lo scopo è conoscere aspetti più personali dei ragazzi che non la loro preparazione culturale. All'esame di maturità sono un insulto all'intelligenza dei ragazzi e dei professori che li hanno preparati, nonché una mancanza di rispetto nei confronti di quelli che si sono fatti il classico mazzo sui libri. Al solo pensiero che dopo notti e giorni passati sui libri, per anni, anzi per decenni, mi sarei potuta trovare un tema per cui bastava guardare la televisione, mi viene un moto di rabbia. E mi sarei arrabbiata parecchio trovandomelo lì come traccia tanto che avrei centrato tutto il mio tema sul fatto che io non potevo aver nulla da dire sugli UFO perché tutte le mie giornate le passavo su libri e provette di laboratorio e non avevo proprio tempo per guardare alla tv programmi demenziali.
La cosa buffa è che se avessi scritto questo, cercando di sublimare la mia rabbia in un italiano minimamente decente sarebbe andato bene lo stesso. Al pari di quelli che a questa maturità avranno parlato delle ultime puntate di Mistero e Voiager.

Va bene, ma allora vi chiederete perché ve ne sto parlando ora a più di un mese dalla famigerata maturità 2010. Innanzitutto, perché dovevo smaltire la rabbia per non risultare offensiva. Ma soprattutto perché l'insofferenza di scienziati e ricercatori da allora sta montando come la panna e se non "impazzisce" prima, ne vedrete delle belle. L'aria che si respira nel sottobosco della blogosfera parla chiaro: i blogger che si occupano di scienza, quella vera, sono sul piede di guerra. Vogliono farsi sentire e soprattutto essere riconosciuti come scienziati e divulgatori scientifici ben distinti da giornalisti o presunti tali che si improvvisano scienziati propinando sciocchezze a raffica passate per verità assolute e dimostrate. Fuori le "mele marce" dal circuito di divulgazione scientifica. Il primo atto concreto è stata la protesta informale o a mezzo blog personale che è seguita alla pubblicazione della classifica dei blog della categoria "scienza" da parte di Wikio in cui nelle prime 20 posizioni comparivano ben tre blog che non trattano argomenti scientifici, ma pseudoscientifici al limite del paranormale. Risultato? Scomparsa per alcune settimane della classifica in questione dalla homepage di Wikio e promessa di creare una categoria ben distinta per i blog che si occupano di questo tipo di argomenti. Vedremo.

Un altro motivo per cui vi parlo oggi di questo argomento è che tutto sommato gli alieni non sono il "diavolo" da non nominare nemmeno. Come fa chiaramente capire nche l'affermazione della Hack chiedersi della vita altra da noi è affascinante. E poi gli alieni potrebbero tranquillamente essere "sfruttati" come gancio per arrivare ai più piccoli e parlargli di questioni davvero scientifiche del nostro Pianeta e dell'universo. Una invasione aliena pacifica come metafora per fare sana divulgazione scientifica. Perché non è che la scienza, quella vera, sia meno misteriosa e affascinante della pseudoscienza che ci propinano oggi. L'importante è saperla maneggiare con cura per riproporla in modo corretto e perché no, anche divertente, come hanno fatto gli amici del blog Linguaggio macchina producendo il libro a fumetti sugli Alieni in visita per parlare di esplorazioni scientifiche del cosmo. Non tutti gli alieni vengono per nuocere. Purché si distingua bene la fantascienza dalla scienza anche in contesti di edutainment come questi.


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3 commenti
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05 Ago 2010
alle 19:45

Emanuela Z.

Il problema dei temi che io chiamo "aperti" nel senso che sono aperti a tutte le risposte possibili è proprio questo. Certo nessuno può sbagliarsi perché non c'è una risposta corretta che il professore si attende di leggere. Basta non andare fuori tema e non fare troppi errori per il resto basta dire quello che si pensa sull'argomento. Poi però per gli insegnanti diventa difficile dare un giudizio perché appunto non si può dare giudizi alle opinioni. Se il tema chiede "siamo soli?" avrebbe mai potuto un professore bocciare un allievo che ha fatto un tema sostenendo che gli alieni esistono e sono ovunque intorno a noi? Anche a pretendere la dimostrazione di quanto affermato il suddetto alunno avrebbe potuto rispondere che lo dimostrano gli X-files che i governi ci nascondono perché è questo che dice la televisione. Il tema vagamente più corretto secondo me avrebbe dovuto concentrarsi sul fatto che noi cerchiamo disperatamente altre forme di vita nell'universo da secoli senza trovarle ma immaginandole sempre nello stesso modo: vagamente antropomorfi, molto più brutti e intelligenti di noi. Di certo mai con buone intenzioni. Avrebbe anche potuto citare i vari X-files e il modo con cui i media affrontano l'argomento ma in tono molto critico, a partire dal titolo del tema.

alla mia maturità sapevo fin dall'inizio che, a meno di non trovarmi titoli assurdi, avrei scelto o il tema letterario o quello scientifico. Il primo perché mi piaceva la materia, il secondo perché oltre a piacermi era anche l'indirizzo che avevo scelto (chimico-biologico) per cui immaginavo di saperne sempre di più che per lo storico. L'attualità l'escludevo perché poi il rischio di andare a toccare argomenti di politica mi spaventava soprattutto per via dei commissari esterni.

LA mia seconda prova poi era un altro tema però di indirizzo di solito con un titolo abbastanza generico in cui però dovevi dire vita morte e miracoli facendo il maggior numero possibile di collegamenti interdisciplinari (se non ricordo male mi era capitato qualcosa sulla molecola di RNA ma mi domando cosa mi avrebbe chiesto nel 2010 il ministero: le infinite possibilità della clonazione umana :) 

Tornando al tema d'italiano, con questa maturità praticamente mi sarei bruciata lo scientifico e anche il letterario non era granché. Insomma per fortuna ho già dato :)

 

 

 

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05 Ago 2010
alle 19:24

Andrea Mameli

Ringrazio Emanuela Zerbinatti per la riflessione. Non conoscevo l'affermazione di Margherita Hack citata nel post ma avevo esattamente quel concetto in mente quando ho scritto il libro. A mio avviso Comunicare la scienza è un aspetto della cultura tanto importante da meritare ogni nostro sforzo creativo.

 

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04 Ago 2010
alle 12:35

Gianluigi Filippelli

Come leggerai nel post di questo pomeriggio, ho coniato un termine per questo periodo, che va tra il serio e il... fa aceto!
Tornando al tuo post: ho avuto modo, tra l'essere in commissione d'esame l'anno scorso e le simulazioni di quest'anno, di leggere le tracce della precedente maturità e dirti che, secondo me, questa tendenza alla traccia apparentemente facile mi sembra stia diventando consuetudine.
I temi presentano argomenti vasti e materiali di supporto scarsi: non solo gli studenti non sono in grado di affrontarli come dovrebbero, ma nemmeno gli insegnanti sono in grado di valutarli completamente.
Il rischio, in questi casi, è che la stesura delle tracce si basi su trasmissioni di scarso o nullo approfondimento scientifico, ma con sciocchezze e bufalate a carrettate.
Una cosa è certa: se mi dovesse capitare una nuova supplenza con quinta annessa, penso che gli farò preparare con largo anticipo il tema su Paul, con un bel testo approfondito in termini statistici: almeno si limitano i danni di certe credenze da terzo millennio!

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