Basta farmaci “al cucchiaio”: rischio overdose in agguato per i bambini

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Scene di vita come quella ritratta da Pietro Longhi nel XVIII secolo, in cui un farmacista somministra a una ragazza una medicina usando il cucchiaio sono destinate a rimanere nella storia dell'arte e della medicina, perché secondo recenti studi  somministrare farmaci con normali cucchiai e cucchiaini da tavola aumenta il rischio di overdose o dosaggi insufficienti, soprattutto nei bambini.

Gli ultimi a lanciare l'allarme sono gli autori di uno studio di prossima pubblicato sull'International Journal of Clinical Practice che dimostra l'estrema variabilità nelle misure di capacità di queste posate.

Secondo gli esperti, i genitori che hanno questa abitudine potrebbero arrivare a dare addirittura due tre volte più farmaco rispetto ad altri genitori che dispongono di cucchiai di tipo diverso ma anche rispetto a genitori che usano i cucchiai dosatori presenti in alcuni medicinali.
In passato erano gli stessi pediatri a consigliare i cucchiai se non altro per la maggiore praticità e accettabilità da parte dei bambini, tanto è vero che le formulazioni pediatriche sono preferibilmente liquide ove il tipo di farmaco lo consente.
Oggi si è visto che l'uso di siringhe a basso costo come quelle che si trovano comunemente in farmacia o nei supermercati ben forniti sono ancora più pratiche e soprattutto più sicure per quel che concerne l'assunzione corretta della quantità prescritta sia perché è più precisa la misurazione sia perché non c'è pericolo di perdite di sostanza dopo che questa è stata misurata come invece potrebbe accadere col cucchiaio.

Il rischio di dosaggio sbagliato col cucchiaio si ha comunque anche con gli adulti benché gli effetti potrebbero essere meno gravi rispetto ai bambini che sono invece particolarmente sensibili. Tutti i dettagli e le anticipazioni dello studio le potete trovare anche GoSalute in italiano.

Fonte imagine: Pietro Longhi, Il farmacista, Galleria dell' Accademia, Venice, Italy

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