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I medici di Oscar Pistorius a Venezia per parlare di Medicina riabilitativa

Mercoledì 26 Maggio 2010, 09:36 in Scienza e comunicazione, Sport disabili, Sport, scienza e medicina di
oscar_pistorius_double_amputee_sprinter.jpg Ci sono anche gli esperti che hanno consentito a Oscar Pistorius di vivere iuna vita normale e ambire alla carriera olimpica nonostante la doppia amputazione ad entrambe le gambe, al Casinò del Lido di Venezia, dove si stanno svolgendo congiuntamente il 17° Congresso Europeo di ESPRM (European Society of Physical and Rehabilitation Medicine) e il 38° Congresso SIMFER (Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa).

Davanti ad una platea di oltre 1600 specialisti, nazionali ed internazionali, riuniti per discutere di Medicina riabilitativa come disciplina principe per aiutare quanti, colpiti da trauma o da gravi patologie disabilitanti delle funzioni neuro-motorie, ortopediche reumatologiche, possono recuperare la propria dignità e autonomia sociale e individuale, i medici di Pistorius portano la loro esperienza con un paziente un po' particolare per l'ambizione e la notorietà raggiunta, ma proprio per questo più adatto di qualsiasi altro per far comprendere anche al grande pubblico cosa può fare oggi la scienza per le persone che per motivi diversi si trovano in una condizione di disabilità fisica.

"La Medicina riabilitativa - spiega, infatti, David Antonio Fletzer, presidente di SIMFER - sta attraversando un momento di forte sviluppo scientifico e di avanzamento nelle strategie di intervento e cura. La tecnologia in appoggio alla riabilitazione motoria ha raggiunto, oggi, livelli impensabili fino ad alcune decine di anni fa. Valga per tutti proprio l'esempio di Oscar Pistorius, che, attraverso la tecnologia e le cure riabilitative, ha ottenuto livelli di performance pari agli atleti normodotati."
"È certamente un caso tra i più noti e significativi - prosegue Fletzer - ma è una prova di come le nostre strategie di intervento abbiano come scopo finale un orizzonte etico, che vede, per chi è reso inabile, il recupero di funzioni e competenze, che oltre ad essere fisiche sono sociali e psicologiche."

E l'Italia, che più di tutti i Paesi ha preso a cuore la battaglia anche legale del l'atleta sudafricano, non sta certo a guardare sul piano medico e tecnologico.  "La Medicina Fisica e Riabilitativa, in Italia - aggiunge infatti Fletzer - raccoglie oltre 3000 specialisti e si presenta come strategicamente alleata di altre branche specialistiche del mondo sanitario, soprattutto oggi di fronte alla crescita vistosa di patologie inabilitanti. Insieme al Ministro Fazio, non a caso, stiamo già disegnando precise linee guida della riabilitazione in Italia, che serviranno da modello anche alla medicina riabilitativa europea. Una prova questa del livello di prestigio raggiunto dalla ricerca italiana".

Tra le tematiche affrontate durante le giornate congressuali che si concluderanno domani, di rilievo quelle legate ai processi e ai percorsi di riabilitazione pediatrica e giovanile, quelle del recupero dei pazienti colpiti da ictus e quelle tecnologiche.
Un ruolo non secondario, nel confronto tra fisiatri italiani, europei e mondiali, hanno anche gli aspetti della formazione e della prevenzione.
"Gli obiettivi - prosegue Alessandro Giustini, presidente della Società Europea di Medicina Fisica e Riabilitativa (ESPRM) - è quello di armonizzare i percorsi formativi europei, in modo da garantire lo stesso livello di qualità, standard ed efficacia nei percorsi di cura su tutto il territorio continentale e insieme avviare la sensibilizzazione per la prevenzione. Prevenzione - conclude Giustini - che deve essere curata fin dall'età scolare, dove sono diffuse patologie, di primaria importanza, come quelle legate ai difetti di postura. In questi casi, il fisiatra svolge una funzione centrale insieme ad altri specialisti sanitari, nell'evitare l'aggravarsi di funzioni neuro-motorie ed il manifestarsi, in età adulta, di patologie disabilitanti, che riducono l'autonomia della persona e mettono in moto processi di intervento medico onerosi sia per il paziente che per il sistema sanitario stesso".


Fonte: Ufficio stampa SIMFER

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