Hennè a rischio leucemia?

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L'arte di tingersi corpo e capelli potrebbe rivelarsi fatale anche per chi usa una sostanza apparentemente naturale come l'henné.
Ne sanno qualcosa negli Emirati Arabi, dove l'abitudine molto diffusa di usare l'henné per decorare mani, braccia, caviglie e altre parti del corpo soprattutto nelle festività sembra associarsi a un incremento del rischio di tumori del sangue e del midollo.

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Leukaemia and Lymphoma  dall'Università di Al Ain, infatti, tra le donne degli emirati il tasso di incidenza della leucemia mieloide acuta (un tumore spesso ancora mortale) è più alto del 93% rispetto agli uomini e del 63% rispetto alle straniere residenti nella Federazione. Simili differenze sono state riscontrate anche per la leucemia linfoblastica acuta.
A lanciare l'allarme sul possibile stretto legame tra l'uso di henné e leucemie è stato il quotidiano The National citando appunto la ricerca condotta tra il 2000 ed il 2006 su 263 casi dal
locale ateneo.

Per ora si tratta solo di un'associazione statistica che andrà indagata con altri studi, ma gli esperti cominciano ad avanzare alcune ipotesi circa i meccanismi che potrebbero sostenerla.

La sostanza in sé potrebbe, infatti, non essere l'unica responsabile dell'incremento di tumore osservato negli Emirati.
In linea di principio l'hennè è un pigmento ricavato dall'arbusto omonimo che cresce nella penisola arabica e che in passato veniva usato tal quale. Ora però, in commercio si trova una vasta scelta di tinture analoghe ricavate anche da sostanze chimiche, alcune delle quali derivate del petrolio e già note per essere cancerogene.
A questo andrebbe poi aggiunto l'abbigliamento nero e coprente delle donne della regione che, in base a uno studio precedente condotto dallo stesso team di ricerca, sembrerebbe favorire anche da solo la comparsa del tumore ostacolando la formazione della vitamina D che si genera con l'esposizione al sole.

Nel dubbio, consiglierei una sana vita all'aria aperta (passare ore e ore in bikini sotto il solleone non è salutare né necessario per fare scorta di vitamina D) e soprattutto di affidarsi solo a prodotti certificati e quindi controllati per la presenza di sostanze cancerogene note.

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