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Un calcio all'apartheid e uno schiaffo all’Italia “calciopolaia”

Giovedì 15 Aprile 2010, 11:48 in Recensioni, Sport e arte di
Molto-pi%C3%B9-di-un-gioco_Chuk-Marvin.jpgA meno di due mesi dall'inizio dei primi Campionati del Mondo di calcio nel continente africano arriva in Italia "Molto più di un gioco", il libro di Chuck Corr e Marvin Close, che racconta la storia dei detenuti politici di Robben Island, il carcere del regime razzista sudafricano ma soprattutto spiega come il calcio può aiutare nella lotta contro l'apartheid.

Presentato ieri nella sede della Figc, alla presenza del presidente Abete e del direttore generale Valentini, e di Gianni Rivera che ne ha curato la prefazione il libro narra la vera storia di chi, per aver combattuto contro l'apartheid, si è ritrovato su un'isoletta-carcere piatta e brulla (dove e' stato detenuto anche Nelson Mandela), "costretto" dal proprio amore per il pallone e dalla necessità di sopravvivere in qualche modo, a inventarsi un campionato di calcio speciale, seguendo rigorosamente le regole della Fifa: 3 divisioni, serie A, B e C, classifiche, arbitri, commissioni disciplinari e via discorrendo.

Una storia incredibile, ricostruita attraverso la documentazione ritrovata sull'isola, che dimostra come i prigionieri di Robben Island - tra cui alcuni personaggi che poi avrebbero guidato il Sudafrica post-apartheid, come l'attuale presidente Jacob Zuma - abbiano imparato "a convivere con il carcere duro e il lavoro forzato, ma soprattutto a riappropriarsi della propria dignità e a combattere contro il sistema".
Da questa vicenda è stato tratto anche un film, che andrà in onda su La7 a giugno, in occasione del Mondiale sudafricano. Intanto c'è il libro "per credere ancora", come ha sottolineato anche Gianni Rivera "nella magia e nel valore dello sport."

Un messaggio importante che suona come uno schiaffo morale per l'Italia alle prese, di nuovo, con l'affair Calciopoli "Dimostra come il calcio non sia solo un passatempo, ma anche uno strumento di crescita culturale e di consapevolezza politica. Questo libro - ha aggiunto Rivera - lo farei leggere a tutti i giocatori affinché si rendano conto della fortuna che hanno".
"E' un libro di valore e di valori - ha sottolineato poi il presidente della Federcalcio Abete - che ci proietta ai Mondiali del 2010. Nei luoghi di sofferenza il calcio è un'opportunità di riscatto e compagnia, questo volume e' un tassello che ci riavvicina ai valori più autentici dello sport".

Alla conferenza era presente anche il consigliere dell'Ambasciata sudafricana a Roma Ducan Sebefelo, che, dopo aver ricordato come il calcio, per i neri del suo paese, sia stato più di un gioco durante il periodo delle persecuzioni razziali, ha sottolineato come, "per la maggior parte della popolazione, i Mondiali del 2010 rappresentino l'inizio di un processo per la costruzione di un paese più democratico e moderno".

Ricordiamocelo quando i riflettori si accenderanno sui Mondiali.


Fonte: ASCA

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