L'arte di curare e guarire
Per scoprirlo gli esperti americani hanno provato a far ascoltare diversi file audio (musica classica, semplici ritmi musicali, o parole) a un gruppo di bimbi dai cinque mesi ai due anni, filmandone i movimenti del corpo per verificare l'eventuale grado di corrispondenza e coordinazione tra suoni e movenze.
È così emerso che tutti i bimbi seguivano la musica col proprio corpo, basandosi soprattutto sul ritmo del brano piuttosto che su altre caratteristiche della musica come la melodia.
Come si può leggere nell'articolo pubblicato sulla rivista dell'Accademia Nazionale Americana delle Scienze PNAS, i piccoli risultavano, inoltre, sempre più attratti dalla musica che dalle parole e maggiore era la coordinazione dei loro movimenti col ritmo dei brani ascoltati, più acceso era il sorriso che regalavano durante l'ascolto dei brani.
"Rimane da capire, - spiegano i ricercatori - perché gli esseri umani hanno sviluppato questa particolare predisposizione al ballo. Una possibilità è che la selezione naturale abbia permesso incidentalmente lo sviluppo di tale predisposizione perché essa risultava utile per svolgere altre funzioni importanti per la vita dei nostri antenati."
Questa più che un'ipotesi mi pare un'ovvietà.
Nel caso dell'uomo poi anche il comportamento ha dei vantaggi evidenti nel sapersi sincronizzarsi su un fattore esterno come può essere la musica. Due o più persone che sincronizzano i loro movimenti sullo stesso fattore esterno sono automaticamente tra loro e poiché i movimenti esprimono anche emozioni saper danzare all'unisono seguendo la stessa musica è anche un modo per comunicare e condividere emozioni. Pensiamo ad esempio al primo e fondamentale livello di interazione umana che avviene tra mamma e bambino: il piccolo non comprende da subito il significato delle parole ma è in grado di seguirne il ritmo, tant'è vero che le madri si rivolgono a loro istintivamente con ninne nanne e filastrocche in modo oserei dire musicale e se i movimenti del bambino sono come sembrano in grado di sincronizzarsi su questo ritmo è anche possibile pensare che questo massimizzi la qualità dell'interazione madre e figlio.
Le mie sono solo ipotesi ovviamente, ma sono cresciuta coi libri di e Konrad Lorenz Nikolaas Timbergen e chi li ha letti non farà fatica a ricordare le "danze" con cui due semplici spinarelli comunicano tra loro. Pensate quanto sarebbe per più vantaggioso avere una musica su cui entrambi sapessero sincronizzare i rispettivi movimenti. Non vi sembra che la loro capacità di comunicazione ne risulterebbe enormemente aumentata?
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alle 18:19
Paolo
Vero! Come dice anche paopasc, i tuoi post sono una vera miniera e anche oggi - mi sono un po' perso con i link - forse sto prendendo da te il mio sul pongo (quasi sempre però ti cito, quando mi ricordo!). Credo che tutti abbiamo osservato i bambini piccoli che, quando sentono una musica, istintivamente si mettono a ballare. Poi alla maggior parte "passa", mentre molte bimbe sognano da grandi di fare le veline (ma è decisamente un'altra cosa!). Io ho la fortuna ogni tanto di lavorare con i bambini cubani, per cui ballare è assolutamente naturale, anche solo osservandosi negli effetti digitali della videocamera - specchio. Volendo, la musica la aggiungiamo poi dopo...