L'arte di curare e guarire
Talento innato e capacità di conservarlo a parte, l'arte e la pittura in particolare rappresentano comunque occasioni di crescita e formazione uniche per i più piccoli.
Come e perché lo spiega DeAbyDay in una video-intervista a Giuliana Cancelli, fondatrice dell'asilo nido C'era una volta di Milano.
Sono importanti i tipi di materiali?
Sì. I bambini iniziano a giocare con i colori quando sono piccoli, attraverso l'uso di materiali diversi: si inizia con i pastelloni a cera, molto grossi e morbidi, che lasciano il segno sul foglio senza difficoltà. Si passa poi alle matite colorate, alle matite nere; si usa quindi la tempera, che andrà stesa prima con le mani, su fogli grandi, e poi con il pennello, quando il bambino avrà sviluppato la capacità di impugnarlo.
I bambini devono essere guidati in questa attività?
È importante che si sentano liberi di esprimersi, senza nessuna restrizione. Devono sentirsi liberi di muoversi, quindi meglio se indossano abiti comodi. Devono essere liberi di sporcarsi, perché significa che sono dentro al disegno, che riescono a vivere con il corpo quello che stanno esprimendo sul foglio.
Anche la dimensione del foglio è importante?
Sì. Si parte con il foglio molto grande quando sono piccoli e poi man mano si restringe il foglio e si varia nell'uso dei materiali.
Ci sono dei passaggi importanti in questa attività?
Certamente. Il bambino, intorno ai due anni e mezzo, decide cosa vuol fare. Questo è un passaggio molto importante: se prima esprimeva con il corpo le sue emozioni, ora inizia a usare la matita o il pennello e decide cosa vuole fare. Significa che il bambino prende una decisione su quello che vuole mostrare, quale emozione vuole rappresentare.
Come interpretare quello che il bambino ci vuole comunicare?
È importante che impariamo a leggere, in questa comunicazione pittorica, quello che il bambino sta esprimendo. In genere, il bambino vuole esprimere la sua gioia, la sua voglia di vivere. Possono capitare dei momenti più seriosi, per esempio quando un bambino utilizza i colori più scuri, più cupi. Possiamo, poi, chiedere loro di raccontarci cosa hanno disegnato. E scopriremo delle storie bellissime che il bambino saprà narrare insieme al disegno. Questa comunicazione attraverso il disegno, questo colloquio genitori-figli, è fondamentale.
Ci sono opere d'arte che sembrano realizzate da bambini. Che rapporto c'è fra l'arte contemporanea e il bambino?
I bambini riescono a creare delle figure che ci lasciano stupiti, perché interpretano la realtà con i loro occhi e riescono a riprodurla senza filtri mentali. Con pochi tratti, un bambino è in grado di rappresentare quello che vede. Molte opere d'arte moderna e contemporanea mostrano la realtà vista con gli occhi dell'artista, con una lettura non convenzionale ma che passa attraverso le emozioni. E il bambino è maestro nell'esprimere emozioni.
Oltre all'espressività, alla manifestazione dei propri sentimenti ed emozioni, la pittura ha una forte valenza nello sviluppo cognitivo del bambino. Stimola la sensibilità tattile e visiva, aiuta la capacità di concentrarsi e di comunicare, coadiuva le funzioni neuro cognitive associando i colori alle forme e ai nomi, sviluppando la facoltà del linguaggio.
Pure non è così semplice come sembrerebbe dall'intervista.
Non escluderei, nel fare arte da parte del bimbo, molta parte di prassi che, per mancanza di maturità fisica, ancora non potrebbe fare. C'è una mediazione puramente fisico motoria all'inizio, nella quale si innestano i portati cognitivi, elementari all'inizio, poi via via più complessi.
Pure, al di là della semplicità dei segni, ci deve sempre essere una ricostruzione di ciò che si rappresenta: quelle relazioni, quei segni, devono dirci qualcosa del meccanismo della formazione del pensiero cognitivo.
Pure non è così semplice come sembrerebbe dall'intervista.
Non escluderei, nel fare arte da parte del bimbo, molta parte di prassi che, per mancanza di maturità fisica, ancora non potrebbe fare. C'è una mediazione puramente fisico motoria all'inizio, nella quale si innestano i portati cognitivi, elementari all'inizio, poi via via più complessi.
Pure, al di là della semplicità dei segni, ci deve sempre essere una ricostruzione di ciò che si rappresenta: quelle relazioni, quei segni, devono dirci qualcosa del meccanismo della formazione del pensiero cognitivo.
Sigarette elettroniche per smettere di fumare, ma attenti ai rompiscatole con le "…
Miastenia Gattuso: che cos'è e come si cura
Coccodrilli e scimmie dietro la Monna Lisa di Leonardo: è l'invidia
Nuove tendenze San Valentino: smack e baci di dama meglio di cioccolatini e fiori.…
Vignetta: i mal di pancia leghisti secondo Castellani
alle 19:00
Luigino Bardini
"Pure, al di là della semplicità dei segni, ci deve sempre essere una ricostruzione di ciò che si rappresenta: quelle relazioni, quei segni, devono dirci qualcosa del meccanismo della formazione del pensiero cognitivo." Cit. da paopasc
Berenson M. dice che secondo lui dallo scarabocchio si può già comprendere il "carattere" del bambino. Un momento significativo nel processo di crescita del bambino è quando dà "il nome" allo scarabocchio. Significa che è in atto una maturazione e un cambiamento del pensiero del bambino. Secondo le arteterapeute Elisabeth Stone e Blanche Duglas lo scarabocchio può essere "diverse cose" nel giro di pochi minuti. Loro sostengono che è importante rendere giocosa l'esperienza espressiva del bambino in un contesto in cui i bambini si sentono liberi di esprimersi. Giuliana Cancelli lo ribadisce chiaramente nell'intervista. Un'altro aspetto importante è l'apprendimento attraverso l'uso dei materiali pre-artistici (acqua, sabbia) e dei colori.
"Dallo scarabocchio al disegno" di Berenson M., ed. Armando Roma 1968
"Creatività e sviluppo mentale" di Lowenfeld V. e Brittain L. W.