L'arte di curare e guarire
Il mio compito finisce qui! Questo il senso dell'iniziativa ma anche quello che avrebbe detto un'infermiera di 24 anni a un paziente 42enne, costretto a letto da una paresi e da lei assistito domiciliarmente, quando le ha chiesto di soddisfarlo sessualmente come parte integrante dell'assistenza.
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La notizia, poi balzata alla ribalta della cronaca perché al rifiuto di fornire tali prestazioni la ragazza si è sentita rispondere che in passato molte volte tale richiesta non era stata rifiutata da sue colleghe (cosa che poi si è rivelata essere vera) e che quindi avrebbe al servizio sanitario olandese di sostituirla nell'assistenza domiciliare, ha sollevato il coperchio su un fenomeno tutt'altro che isolato da cui la Campagna volta a precisare ai pazienti quali sono i compiti delle infermiere a loro assegnate, ma probabilmente anche a scoraggiare l'accondiscendenza di una parte del personale verso tali richieste.
Infatti, nella Campagna NU'91 specifica, per chi non l'avesse ancora capito, che "le prestazioni sessuali di qualsiasi tipo non devono in nessun caso far parte dell'assistenza da parte del personale infermieristico".
Fonte: Il Pensiero Scientifico Editore per Yahoo! Salute
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alle 18:26
Andrea
Mi permetto di segnalare un servizio delle iene, che parla di "assistenza sessuale per disabili". Prendilo per quello che è, provocatorio, di parte, e in stile "iene". A me ha però stimolato una serie di riflessioni sul rapporto che molte persone hanno col sesso, che resta un bisogno fisiologico primario del quale si può certamente fare a meno per scelta, ma in molti casi si è costretti a farlo per necessità. Questo il link:
http://www.youtube.com/watch?v=gphqi-wPWFs