L'arte di curare e guarire
È il caso, ad esempio delle patologie che colpiscono il fegato, ma questa sera per sensibilizzare sul problema e offrire al contempo un'occasione unica per ascoltare bella musica e poesie d'autore, andrà in scena a Roma, all'Auditorium della Conciliazione, «Liver & Friends».
L'evento, patrocinato dal Comune di Roma e organizzato dalla Fondazione italiana ricerca in epatologia (Fire) e dall'Associazione italiana per lo studio del fegato (Aisf), rientra nell'ambito dell'annuale settimana scientifica sull'epatologia e sarà condotto da Paola Saluzzi e Andrea Agresti.
Al «Liver & Friends» prenderanno parte dei solisti veneti diretti da Claudio Scimone, che si esibiranno prima in alcuni brani di repertorio, poi Roberto Pedicini che sinergia in con Lucio Dalla leggerà l'«Ode al fegato» di Pablo Neruda (vedi in fondo a questo post), e altri artisti amici dell'epatologia, tra cui Alexia.
Nel nostro Paese si contano oltre 7 milioni di epatopatici (a causa di alcol, virus C e B dell'epatite, danno da sostanze tossiche ambientali e da farmaci, steatosi epatica e obesità), con un range di pazienti assolutamente trasversale che comprende anche adolescenti, donne e anziani.
A complicare le cose il fatto che le malattie del fegato sono spesso silenti per molto tempo, e quando si manifestano clinicamente i danni sono purtroppo già cronici e irreversibili.
I biglietti per «Liver & Friends» sono disponibili sul circuito Greenticket.
Ode al fegato
di Pablo Neruda
Umile, organizzato amico,
lavoratore alacre,
lascia che ti dia l'ala del mio canto,
il colpo d'aria,
l'elevazione della mia ode:
essa nasce dalla tua invisibile macchina,
essa vola dal tuo infaticabile e chiuso mulino,
interiora delicata
e poderosa,sempre viva e oscura.
Mentre il cuore suona
e attrae la partitura del mandolino,
lì dentro tu filtri
e riparti,
separi e dividi,
moltiplichi e lubrifichi,
aumenti e riunisci i fili
e i grammi della vita,
gli ultimi liquori,
le intime essenze.
Viscera sottomarina,
misuratore del sangue,
vivi pieno di mani e di occhi,
misurando e travasando
nella tua nascosta stanza d'alchimista.
Giallo è il tuo sistema
di idrografia rossa,
palombaro della più pericolosa profondità dell'uomo,
lì sempre ti nascondi,
sempiterno, nella fabbrica,
silenzioso.
E ogni sentimento o stimolo
crebbe nel tuo macchinario,
ricevette qualche goccia della tua elaborazione infaticabile,
all'amore aggiungesti fuoco o melanconia,
una piccola cellula sbagliata
o una fibra spesa dal tuo lavoro
e l'aviatore si sbaglia di cielo,
il tenore precipita con un fischio,
l'astronomo perde un pianeta.
Come brillano sopra gli stregati occhi della rosa,
le labbra del garofano mattutino!
Come ride nel fiume la fanciulla!
E sotto il filtro e la bilancia,
la delicata chimica del fegato,
il magazzino dei cambiamenti sottili:
nessuno lo vede o lo canta,
ma, quando invecchia o logora il suo mortaio,
gli occhi della rosa si chiusero,
il garofano appassì la sua dentatura,
la fanciulla non cantò nel fiume.
Austera parte o tutto di me stesso,
nonno del cuore, mulino di energia:
ti canto e ti temo come se fossi giudice,
metro, fedele implacabile,
e se non posso darmi prigioniero alla purezza,
se le eccessive prelibatezze
o il vino eredità della mia patria
vollero perturbare la mia salute o
l'equilibrio della mia poesia,
da te, monarca oscuro,
distributore di miele e veleni,
regolatore di sali,
da te attendo giustizia.
Amo la vita:
Soddisfami! Lavora!
Non fermare il mio canto.
La Obras Completas di Pablo Neruda è pubblicata da Galaxia Gutemberg ©. Círculo de Lectores. Opera Mundi. Barcellona, 1999-2002. La "Ode al fegato" è nel secondo volume: Las Nuevas Odas Elementales, 1956.
Traduzione di Stelio Montaletti. Forlì, 2008
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