L'arte di curare e guarire
È quanto accaduto 16 anni fa a P.S., una maestra elementare di 59 anni che improvvisamente non è più stata capace di riconoscere le persone che le erano note guardandole in volto.
Il suo è uno dei pochi casi noti di prosopagnosia acquisita in età avanzata, ma adesso proprio grazie ad alcune peculiarità con cui si è manifestata in lei la malattia, alcuni neurologi dell'Università di Lovanio, in Belgio, hanno compreso cosa accade nel cervello di tutte le persone che ne soffrono.
In generale, infatti, benché fosse assodato che in questa in forma prosopagnosia la ridotta capacità di riconoscere i volti
L'ipotesi di Meike Ramon e Bruno Rossion, gli autori della nuova scoperta è che queste osservazioni, apparentemente diverse, sono collegate in realtà da una causa comune.
La chiave, secondo quanto riferito dai due ricercatori, sarebbe in quel sottile meccanismo "cubista" inscritto in un cervello traumatizzato da una lesione per cui, in chi è affetto dalla malattia, occhi, bocca e naso diventano come tessere di un puzzle impazzito. Proprio come nei ritratti di Picasso.
I malati di prosopagnosia acquisita perdono in pratica la capacità di percepire le distanze relative tra i tratti del viso fino a confonderne le caratteristiche somatiche che ne fanno un'immagine unitaria.
L'"effetto Picasso" è stato studiato, sottoponendo P.S. e altri pazienti a prove di riconoscimento dei volti ai quali venivano modificati intenzionalmente i connotati. Ma P.S., proprio per le caratteristiche particolari della sua prosopagnosia, è risultata in difficoltà a riconoscere gli identikit modificati casualmente, mentre riusciva a riordinare le informazioni se gli venivano riferite.
L'obiettivo di Raimon e Rossion è ora "capire quale tipo di processo segue il cervello dei prosopagnosici, i cui circuiti lesionati sembrano ricorrere a una sorta di "piano B", meno efficiente, ma che sarebbe possibile stimolare e studiare".
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alle 12:00
paopasc
C'è questa bella segnalazione delle Scienze
http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/I_geni_alla_base_del_riconoscimento_dei_visi/1342256
su una correlazione genetica alla base del riconoscimento dei visi, che forse concerne i meccanismi insiti nel riconoscimento di un agglomerato di segnali visivi,
in più c'è anche il link a un bel test di riconoscimento facciale.
http://www.faceblind.org/facetests/index.php
La prosopoagnosia secondo questi autori è dunque un difetto di assemblaggio dei vari input visivi, che solitamente noi integriamo nella visione normale, più che un difetto di percezione particolare.
Ipotesi che mi convince, anche se non credo che questa patologia riconosca un'unica causa.