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Un colore al giorno per levare il tumore di torno

Mercoledì 27 Gennaio 2010, 09:53 in Arteterapia, Medicina, scienza e arte, Pittura e arti visive di
Un-colore-al-giorno.jpg Laboratori di pittura per aiutare i malati di tumore a riappropriarsi della propria vita. È questa l'idea che sta alla base di Un colore al giorno, l'iniziativa, nata da un accordo tra gli Istituti Regina Elena (IRE) e San Gallicano (ISG) con la Libera Accademia di Belle Arti di Roma.

Non è una novità che anche l'arte possa essere d'aiuto per riavvicinare i pazienti alla quotidianità di una vita normale nonostante i disagi della malattia, specie nel caso di patologie gravi come i tumori e in questo blog lo abbiamo visto spesso parlando di arteterapia e altre iniziative simili.
Così le due strutture ospedaliere capitoline hanno deciso di avviare un laboratorio di pittura dedicato ai degenti, che potranno quindi conoscere e sperimentare il mondo dell'arte in prima persona sotto la guida attenta e sensibile dei docenti dell'accademia che dal 27 gennaio a fine maggio per due lezioni alla settimana da un'ora e mezza ciascuna cercheranno di insegnare loro tutte le tecniche per esprimere emozioni e vissuti attraverso la pittura.

"Le persone colpite da una malattia così importante - sottolinea Francesco Bevere, Direttore Generale degli Istituti Regina Elena e San Gallicano - spesso presentano un forte disagio emotivo ed affrontano con difficoltà il rapporto con il proprio corpo, con la sofferenza, le relazioni familiari, sociali e professionali. Un colore al giorno, il nostro laboratorio di pittura intende essere di supporto ed avvicinamento alla 'normale quotidianità', ed ha la funzione di stimolare la socializzazione e il confronto, creando nuove possibilità di contatto, di scambio umano e di svago".

Spiegato in questi termini ho come l'impressione che non si tratterà di un vero e proprio laboratorio di arteterapia in cui l'arte diviene strumento di cura nelle mani consapevoli di un terapeuta esperto in questo tipo di psicoterapia che orienta il lavoro artistico in base alle difficoltà e alle risposte di ciascun singolo paziente. Parlerei piuttosto di atelier in cui l'arte viene utilizzata in modo abbastanza inconsapevole sia dall'insegnante che dal paziente. I benefici indubbiamente ci sono comunque e sono quelli indicati dal professor Bevere, ma è lasciato tutto un po' al caso e alla sensibilità dei singoli che possono o non possono trovare la giusta maniera per orientare l'atto creativo verso un percorso finalizzato al recupero delle risorse psichiche e di un pieno benessere psichico, compatibilmente con la patologia organica di base.

In ogni caso l'obiettivo dichiarato del "corso di pittura" è "dare la possibilità ai pazienti di esprimere le proprie emozioni attraverso un linguaggio non verbale, fatto di colori ed espressione creativa. La socializzazione e il confronto durante le lezioni - spiegano, inoltre, i promotori - rappresenteranno una possibilità di contatto e di scambio umano in più".

Ogni lezione sarà dunque scandita da tre momenti: inizialmente un docente proporrà un tema su cui lavorare, seguirà la produzione artistica individuale o in gruppo accompagnata da indicazioni tecniche relative alla pittura ed alla teoria di base del colore. La condivisione in gruppo dell'esperienza creativa vissuta chiuderà la lezione.
Proprio al fine di favorire lo scambio tra le persone la partecipazione che è libera sarà limitata a un numero massimo di 10 persone.

Augurando a tutti buon lavoro, non ci resta che aspettare la fine del corso per vederne i risultati.

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02 Feb 2010
alle 11:21

carla

Brava Emanuela. Dobbiamo riempire le "pagine dei giornali" anche di iniziative positive come questa, che contribuiscono a migliorare la qualità di degenza ospedaliera: sviluppare momenti di animazione creativa, di socializzazione, definire spazi nuovi per l'attività artistica, creare un  clima sereno e accogliente, aiutano credo la persona a vivere in maniera meno drammatica la malattia.

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