blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

L'emozione ha voce e musica

Domenica 10 Gennaio 2010, 09:45 in Musica e canto, Psicologia e neuroscienze di
brain-music.jpg

Musica e linguaggio parlato sono indissolubilmente legati.
È questo il senso dell'ultima ricerca pubblicata su Journal of the Acoustical Society of America dai ricercatori della Duke University di Durham (Usa) che ora dicono: "Parlare è come comporre una canzone: tutto dipende dallo stato d'animo in cui ci si trova".

Aveva voglia Adriano Celentano a cantare "l'emozione non ha voce": ce l'ha eccome! E spiega anche perché la stessa musica - compresa la sua - ci regala emozioni così profonde!
"La carica emotiva che le note regalano a chi le ascolta - dicono dalla Duke - nasce proprio dal suo legame con il linguaggio." In sostanza noi comprendiamo le emozioni espresse attraverso la musica perché la musica mima il modo in cui le emozioni sono espresse attraverso il linguaggio.

La ricerca, condotta sulle qualità tonali di circa 1000 composizioni di musica classica e su 6000 canzoni popolari, ha dimostrato che all'interno di un discorso le parole tristi o felici possono essere classificate, come la musica, attraverso gli intervalli che si fanno mentre si parla.
Gli studiosi hanno osservato, infatti, che i toni del discorso sono composti da una serie di frequenze armoniche che variano a seconda dello stato d'animo di chi parla, ma a differenza di quel che comunemente si crede, quando si è emozionati si tende a interporre pause più lunghe tra una parola e l'altra rispetto a quando si parla in modo più rilassato.

Alla base di tutto ci sarebbe una ragione evolutiva. "Il nostro apprezzamento della musica - spiega infatti, Dale Purves, docente di Neurobiologia della Duke University - dipende dai vantaggi biologici del linguaggio e dal nostro bisogno di capirne il contenuto emotivo".

La capacità di apprezzare la musica, sarebbe in altri termini "un fortunato sottoprodotto del vantaggio biologico offerto dal linguaggio e dalla nostra necessità di comprenderne il contenuto emozionale".

Questo particolare aspetto viene affrontato meglio da Purves e un altro suo collaboratore della Duke, Kamraan Gill, in un articolo pubblicato stavolta su PlosOne, in cui si evidenzia come le scale musicali più frequentemente utilizzate hanno la stessa struttura armonica dei toni vocali prodotti dagli esseri umani e che ciò vale per molte culture ed epoche storiche diverse.
Delle milioni di scale che si potrebbero utilizzare per dividere l'ottava, la maggior parte della musica prodotta dall'uomo nel corso dei secoli si basa su scale di cinque e sette note. I ricercatori sostengono che questa preferenza solo per alcune di quelle possibili dipende da quanto i toni che la compongono si avvicinano a quelli naturalmente prodotti dagli esseri umani attraverso il loro apparato vocale, il quale variando entro un limite fisiologico assai ristretto, non può che generare toni simili ovunque e comunque.

Sulla base della somiglianza coi toni vocali umani si potrebbe addirittura prevedere quali tra tante possibili serie armoniche piaceranno di più. Tuttavia, l'aspetto più interessante della costanza nell'estetica musicale in lingue, culture e periodi diversi, sta proprio nel fatto di confermare come il linguaggio abbia rappresentato per noi un vantaggio evolutivo.

"Sarebbe difficile, se  non impossibile, stabilire con certezza se sia venuto prima il discorso parlato o il canto che è il suo equivalente musicale - dice ora Dan Bowling, un giovane ricercatore del team - Entrambi si basano però sulla comunicazione emozionale che possiamo ragionevolmente supporre trovi le sue radici in una primitiva vocalizzazione non-linguistica in grado a sua volta di esprimere emozioni".


Per approfondire leggi anche:
In Search of Music's Biological Roots, su Duke Magazine
E gli altri articoli su PlosOne dedicati alla musica

E per un po' di etnologia musicale un articolo pubblicato su Current biology

4
4 commenti
4
10 Gen 2010
alle 14:09

Emanuela Z.

Se immaginiamo lo sviluppo infantile come un'evoluzione del genere umano in piccolo o se preferite "concentrata nel tempo" dovremmo però ammettere che la musicalità e l'emotività del linguaggio vengono prima della sua simbolicità. La lallazione è canto primordiale (lo stesso termine così musicale che è stato scelto per definire i primi vocalizzi del bambino) e non c'è dubbio che i piccoli si divertano un mondo coi loro la-la-la, ba-ba-ba che non significano nulla ma in cui i genitori vedono tante cose :)

3
10 Gen 2010
alle 12:09

paopasc

Ohhhhhhhhhhh...

(per ora non riesco a dire altro, se non che troverebbe conferma ciò che ho sempre sospettato. Ma la musicalità del linguaggio precede la sua simbolicità e il sua astrattismo? L'attuale linguaggio, assumendo maggior valore simbolico, ma del resto non perdendo quello emotivo, confonde il suo tratto musicale sotto un aspetto astratto e simbolico. Ma il linguaggio come suono emotivo, a mio dire, precede l'altro)

2
10 Gen 2010
alle 11:19

Emanuela Zerbinatti

No che brava: diciamo che il discorso è piuttosto complesso e io ho semplificato parecchio. Il merito semmai è di aver trovato buone fonti da segnalare a chi volesse approfondire: tra l'altro nel sito di Parvus e gli articoli di PlosOne sono liberamente accessibili per cui io sfrutterei l'occasione

Per quanto riguarda musica e scienza questa settimana ci sarà il Festival della scienza a Roma incentrato sulla tecnologia, e che avrà anche uno spazio importante dedicato a musica e scienza

1
10 Gen 2010
alle 10:51

joe guitar

bel post, complimenti!

la musica non a caso è l'Arte più praticata al mondo: il primo strumento musicale a disposizione dell'uomo è proprio la sua voce: assolutamente unica, timbro, altezza, etc..

ci sono luoghi in Italia dove il dialetto è quasi un canto, penso in particolare alla riviera romagnola, e cito questo perchè  ho avuto modo di sentirlo, ma ce ne sono altri.

la musica accede a parti della nostra mente in modo diretto e privilegiato tanto che, c'è una stretta, strettissima relazione tra musica e scienza: biologia, chimica, fisica, matematica

Perchè ascoltando un certo brano musicale ci rilassiamo per esempio? Evidentemente accade qualcosa a livello chimico in noi. gli esempi sarebbero infiniti

brava Emanuela!

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento
Post in evidenza su Blogosfere