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Arte e Scienza dell’invisibile

Venerdì 22 Gennaio 2010, 08:31 in Carnevale della fisica, Medicina, scienza e arte di
Arte-e-natura_Haekel.jpg Quanto può essere bello e interessante ciò che sfugge al nostro sguardo? Gli scienziati di certo sono da sempre attratti più da ciò che non si vede e risulta quindi sconosciuto che dal mondo del visibile. Ma gli artisti? Potrebbero mai interessarsi di qualcosa che non è possibile nemmeno immaginare tanto è lontano dalla nostra capacità di vederli?

La risposta è "" a giudicare da quando detto ieri sera dal noto entomologo Giorgio Celli nell'interessante conferenza "Forme naturali e artistiche di Haekel" che si è svolta presso la Sala F. Zarri di Palazzo del Governatore, nell'ambito del Festival della Scienza di Cento (Ferrara) sul tema "Arte & Scienza".

Un grande passo avanti in questo particolare ambito lo si fece nell'Ottocento "quando - precisa lo stesso Celli spiegando i contenuti del suo intervento - l'avvento della fotografia, spostò l'asse di attenzione degli artisti, dal mondo visibile, che si poteva ormai catturare con un click, a quel mondo, invisibile, perché troppo grande o troppo piccolo, che veniva restituito alla percezione visiva dal telescopio e dal microscopio."

Alla fine del secolo XIX, ad esempio, Ernst Haekel pubblicò una celebre opera, "Forme d'arte in Natura", rivelando le strutture microscopiche dei radiolari e di altre creature marine, invitando gli artisti a considerare queste nuove forme. Successivamente, "con l'avvento del microscopio elettronico a trasmissione e soprattutto a scansione, nel Novecento, quell'universo che Linneo aveva rubricato come Caos, invisibile all'occhio fisiologico, oppure subliminale, si è svelato in tutto il suo enigmatico e spesso mostruoso splendore."

"Tutte queste chimere - conclude Celli - vivono attorno a noi, senza che ce ne accorgiamo, aspettando, lo diciamo tra il serio e il faceto, di entrare a far parte dei nostri sogni e, perché no? delle nostre opere d'arte. Nevica? Una lente evidenzia come la neve, grande demiurga delle forme, è composta da innumerevoli cristalli, confermando l'idea di Galileo e di Cézanne, che il cosmo nasconda una vocazione geometrica. La Natura è artista? Vi invito a discuterne assieme!"


Per approfondire leggete anche
Ernst Haekel e la visione monistica del mondo del prof Giorgio Tarditi dell'Università di Genova.


Festival della scienza di Cento (FE)
Web: Festival della scienza di Cento
email: cultura@comune.cento.fe.it biancardi.d@comune.cento.fe.it

Maggiori informazioni:
Ufficio Cultura
IAT Informaturismo

Questo post parteciperà alla prossima edizione che sarà ospitata a fine gennaio dal nostro Gianluigi Filippelli di Science backstage.

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2 commenti
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22 Gen 2010
alle 17:32

Emanuela Z.

Diciamo che il Festival della scienza di Cento è un po' insolito rispetto agli altri che durano massimo una settimana e hanno una serie di eventi concentrati in questi pochi giorni. Anche a livello comunicativo c'è molta dispersione e i singoli incontri sono annunciati e sembrano fare storia a sè. Anche io me lo ero perso. Di quello su musica e neuroscienze in particolare mi dispiace un po'

Però ce ne sono in programma ancora :)

1
22 Gen 2010
alle 17:18

Gianluigi Filippelli

Questa manifestazione me la sono persa!

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