L'arte di curare e guarire
La risposta è "Sì" a giudicare da quando detto ieri sera dal noto entomologo Giorgio Celli nell'interessante conferenza "Forme naturali e artistiche di Haekel" che si è svolta presso la Sala F. Zarri di Palazzo del Governatore, nell'ambito del Festival della Scienza di Cento (Ferrara) sul tema "Arte & Scienza".
Un grande passo avanti in questo particolare ambito lo si fece nell'Ottocento "quando - precisa lo stesso Celli spiegando i contenuti del suo intervento - l'avvento della fotografia, spostò l'asse di attenzione degli artisti, dal mondo visibile, che si poteva ormai catturare con un click, a quel mondo, invisibile, perché troppo grande o troppo piccolo, che veniva restituito alla percezione visiva dal telescopio e dal microscopio."
Alla fine del secolo XIX, ad esempio, Ernst Haekel pubblicò una celebre opera, "Forme d'arte in Natura", rivelando le strutture microscopiche dei radiolari e di altre creature marine, invitando gli artisti a considerare queste nuove forme. Successivamente, "con l'avvento del microscopio elettronico a trasmissione e soprattutto a scansione, nel Novecento, quell'universo che Linneo aveva rubricato come Caos, invisibile all'occhio fisiologico, oppure subliminale, si è svelato in tutto il suo enigmatico e spesso mostruoso splendore."
"Tutte queste chimere - conclude Celli - vivono attorno a noi, senza che ce ne accorgiamo, aspettando, lo diciamo tra il serio e il faceto, di entrare a far parte dei nostri sogni e, perché no? delle nostre opere d'arte. Nevica? Una lente evidenzia come la neve, grande demiurga delle forme, è composta da innumerevoli cristalli, confermando l'idea di Galileo e di Cézanne, che il cosmo nasconda una vocazione geometrica. La Natura è artista? Vi invito a discuterne assieme!"
Per approfondire leggete anche
Festival della scienza di Cento (FE)
Web: Festival della scienza di Cento
email: cultura@comune.cento.fe.it biancardi.d@comune.cento.fe.it
Maggiori informazioni:
Ufficio Cultura
IAT Informaturismo
Questo post parteciperà alla prossima edizione che sarà ospitata a fine gennaio dal nostro Gianluigi Filippelli di Science backstage.
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alle 17:32
Emanuela Z.
Diciamo che il Festival della scienza di Cento è un po' insolito rispetto agli altri che durano massimo una settimana e hanno una serie di eventi concentrati in questi pochi giorni. Anche a livello comunicativo c'è molta dispersione e i singoli incontri sono annunciati e sembrano fare storia a sè. Anche io me lo ero perso. Di quello su musica e neuroscienze in particolare mi dispiace un po'
Però ce ne sono in programma ancora :)