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Svelato il segreto della bellezza divina

Martedì 22 Dicembre 2009, 10:54 in Architettura e design, Pittura e arti visive, Psicologia e neuroscienze, Scultura e Arti plastiche di
Sezione-aurea_MonaLisa.jpg

Sarebbe nel cervello di chi guarda il segreto della bellezza di un'opera d'arte, le cui dimensioni rispettano la cosiddetta sezione aurea, una proporzione geometrica che per l'uomo è, appunto, un ideale di bellezza e armonia.

Grazie al suo nuovo studio, Adrian Bejan, professore della Duke University, Pratt School of Engineering, ha scoperto infatti che all'origine della bellezza delle opere le cui dimensioni rispettano queste proporzioni particolari vi è un motivo puramente evolutivo e pratico: sono quelle che i nostri occhi riescono a vedere e la nostra mente a comprendere il più velocemente possibile.

In sostanza il nostro cervello sarebbe 'settato' per vedere e comprendere in modo rapido gli oggetti le cui dimensioni rispettano la regola della sezione aurea ed è per questo che ci sono congeniali e ci appaiono belli oltre misura.

"La sezione aurea - si legge nell'articolo pubblicato sull'International Journal of Design and Nature and Ecodynamics - è quella forma geometrica rettangolare che ha l'altezza circa una volta e mezzo la larghezza, un rapporto dimensionale che suscita appunto piacere e idea di perfezione estetica in chi contempla ciò che è costruito rispettandola".

Ma questo lo si sapeva già, tanto è vero che oggi tale sezione viene ancora usata per dimensionare molte opere architettoniche e pittoriche.
La cosa, a mio parere più interessante, è però che, pur non comprendendone il motivo evolutivo e pratico, diversi architetti e artisti del passato abbiano utilizzato la stessa "proporzione divina"
. Rispettano infatti la sezione aurea molti monumenti, dalle piramidi egizie ai templi greci, e opere scultoree e pittoriche come la Monna Lisa. Il genio di Leonardo lo portò però ad usarla anche per altri suoi due capolavori: L'ultima cena e L'uomo di Vitruvio.

"La soluzione alla perfezione estetica di tutto ciò che è costruito o disegnato rispettando la sezione aurea - ha poi spiegato meglio Bejan in un intervista all'ANSA - è che queste cose sono le più facili da vedere e da comprendere, ovvero le nostre menti sono settate per preferirle, e da questo nasce la sensazione di bellezza, di piacere nel guardarle, nel contemplarle."

Il ricercatore lo ha dimostrato matematicamente, come si dimostra un teorema a scuola: "ho preso un rettangolo di dimensioni variabili - ha detto - e calcolato il tempo per vedere l'immagine, mostrando che se varia la sua forma varia anche il tempo necessario a vederla".
"Minimizzando il tempo necessario per vedere l'immagine - ha concluso - sono arrivato alla forma perfetta, che è proprio quella che rispetta la proporzione divina".


Nell'immagine della Gioconda in alto si vede in particolare che il rapporto aureo può essere individuato in tre punti diversi:

  1. nella disposizione del quadro
  2. nelle dimensioni del viso
  3. nell'area che va dal collo a sopra le mani in quella che va dalla scollatura dell'abito fino a sotto le mani

Fonte: ANSA
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22 Dic 2009
alle 16:08

paopasc

a maggior ragione se si dimostra che la visione è debitrice alla comprensione motoria basata su un eguale rapporto motorio tra i distretti corporei che 'vedono' e l'oggetto da vedere. Ipotizzare unicamente una migliore percezione a livello unicamente sensoriale è sbagliato (non ho letto l'articolo e non sto dicendo che l'affermino): mi sembra una buona prova dell'esistenza di una comparazione 'cognitivo motoria' del mondo, che dà come esito una preferenza vissuta come estetica (chissà cosa ne pensano gli olisti!?).

cara, se non ci fossi tu dovrei inventarti!

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