L'arte di curare e guarire
Le teorie sull'orecchio tagliato del pittore Vincent van Gogh si moltiplicano all'inverosimile. L'ultima è quella di Martin Bailey, autore di un volume su Van Gogh e curatore di due mostre sulla sua opera: colpa del fratello Theo. Ecco perché!
Il resto è ovvio: a cercare, prima o poi qualcosa trovi sempre. Solo che ora le teorie sull' "orecchio mozzato di Van Gogh " stanno diventando davvero troppe.
Gli appassionati, quelli lontani dal mondo della ricerca, cercano di riportare l'attenzione degli studiosi sull'opera vangoghiana piuttosto che su questi dettagli del gossip d'epoca, ma invano a quanto pare.
L'ultima teoria, l'ha infatti sfornata lo studioso Martin Bailey, autore di un volume su Van Gogh e curatore di due mostre sulla sua opera, il quale secondo quanto anticipato ieri dal Sunday Times sostiene che a spingere Vincent Van Gogh a mozzarsi l'orecchio fu l'apprendere che il fratello Theo, da cui l'artista dipendeva finanziariamente e psicologicamente, stava per sposarsi.
A questa teoria che verrà ripresa meglio sul prossimo numero di The Art Newspaper, Bailey è arrivato dopo una scrupolosa indagine su una lettera che il maestro dei Girasoli inserì in un dipinto completato poco dopo essersi tagliato l'orecchio all'inizio del 1889. Secondo Bailey, la lettera fu scritta dallo stesso Theo da Parigi nel dicembre 1888 e conteneva la notizia del suo fidanzamento, il che avrebbe turbato nel profondo un Vincent già disturbato psicologicamente e l'avrebbe condotto, poco prima del Natale 1888, al famoso gesto di autolesionismo
Il dipinto in questione è "Still Life: Drawing Board with Onions", che sarà al centro della mostra alla Royal Academy il mese prossimo. Mentre la lettera, secondo Bailey sarebbe stata scritta proprio da Theo da Parigi il 21 dicembre del 1888 per dare al fratello la notizia del fidanzamento con Johanna Bonder.
Mistero risolto?
Ci credo poco, perché per essere un mistero di ragioni finora ne ha trovate fin troppe: dalla pazzia che secondo alcuni sarebbe l'unica ragione dietro ogni suo gesto, alla sua amicizia interrotta con Paul Gauguin che sarebbe invece per gli accademici dell'Università di Amburgo il vero responsabile dell'incidente occorso a Van Gogh, avendolo sfidato a duello durante una scenata di gelosia per una di nome Rachel. Una spiegazione quest'ultima che è stata, però, respinta con forza tanto dal museo Van Gogh di Amsterdam e dallo studioso Pascal Bonafoux che l'avrebbe bollata adirittura come "una tesi dal morir dal ridere"), quando dallo stesso Bailey. Resta una sola certezza: diciannove mesi dopo essersi volutamente ferito all'orecchio, Van Gogh si sparò un colpo al petto e morì due giorni dopo, a causa delle ferite riportate.
E, cosa più importante, il suo immenso lavoro di artista geniale.
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alle 17:01
Antonio De Robertis
L’ORECCHIO RECISO DI VAN GOGH
Oramai ogni 6 mesi siamo abituati a leggere una nuova versione sull’automutilazione del lobo dell’orecchio sinistro di Van Gogh.Non se ne può più.E’un segnale dello scadimento degli studi sull’olandese.Possibile che non ci sia nulla più di interessante da scoprire e ci si rifugi in un sensazionalismo da gossip di quart’ordine?Prima si incolpò Gauguin,che avrebbe ferito Vincent essendo un abile spadaccino.Ma mi si spieghi: come avrebbe potuto un fiorettista(tale era Gauguin)mozzare di netto con un colpo solo il lobo inferiore dell'orecchio sinistro all'avversario?Anche con la spada sarebbe stata impresa impossibile,col rischio di decapitare il malcapitato(mi si scusi il gioco di parole).E'ridicolo.Anche tutto il resto.Gauguin non scappò di fretta e furia a Tahiti,partì il 4 aprile 1891,più di due anni dopo gli avvenimenti.Al contrario informò subito con un telegramma dell'accaduto il fratello di Van Gogh,Theo,lo aspettò ad Arles e tornarono insieme in treno a Parigi il giorno di Natale 1888,dopo aver visitato il fratello in ospedale.In una lettera del 9 gennaio 1889 depositata negli archivi del museo Van Gogh(di cui per la verità esiste solo un frammento,manca la prima parte) Gauguin chiede cortesemente a Van Gogh di spedirgli la maschera e i guanti da scherma,che ha dimenticato nello sgabuzzino della casa gialla.Regolarmente il 2 maggio 1889 vengono spediti da Van Gogh in una cassa assieme ad altri studi e oggetti personali di Gauguin.Ora leggo che il motivo dell’incidente è un altro. Vincent riceve il 21 dicembre 1888 una lettera di Theo che lo informa di essersi fidanzato con Johanna Bonger e la sera del 23,ben 2 giorni dopo,circa alle 22 si recide a freddo l’orecchio e lo porta poi alla vicina casa di tolleranza per consegnarlo alla sua amica Rachel.E Gauguin dove è andato nel frattempo?Pare sia andato a dormire in albergo,perché dopo continui litigi non se la sentiva più di dormire nella casa gialla,dopo che quella sera,poco prima Van Gogh lo aveva rincorso per strada brandendo minacciosamente un rasoio.Ora mi chiedo:ma perché se Vincent ce l’aveva tanto col fratello,cercò di colpire invece Gauguin?Non dimentichiamo che quando questi la mattina seguente tornò alla casa gialla ad accoglierlo trovò i gendarmi che volevano arrestarlo per tentato omicidio dell’amico.Si salvò dalle manette solo per l’alibi dell’albergatore dove aveva trascorso una notte per altro molto agitata.Per concludere,il 23 gennaio 2010 si inaugura una mostra di Van Gogh alla Royal Academy di Londra.Non mi pare corretto che per fare da volano si utilizzi una storia già usurata poco credibile e per nulla dimostrabile.Tutti sappiamo che ogniqualvolta Theo tentava di smarcarsi dai destini del fratello erano dolori,con crisi che duravano settimane,durante le quali Van Gogh inghiottiva i colori a olio e beveva la trementina.Nulla di nuovo quindi.